Reportage dal Ladakh by Gabriella Quaglia

Gabriella Quaglia, Mario Stefani e altri amici dell’Associazione Orientamenti di Torino sono a Lamayuru per seguire la scuola..infaticabili ed encomiabili per il grande lavoro di volontariato che portano avanti.

Gabriella mi ha appena inviato questo reportage che condivide con tutti noi.

Oggi gita in moto lungo il fiume Zanskar. Le montagne, la strada, il fiume e le rocce esprimono ogni sfumatura fra il grigio e il marrone con pennellate di amaranto e verdone in presenza di formazioni minerali.

La valle è semideserta tranne che per i mezzi che fanno la staffetta per trasportare turisti indiani e gommoni che scivoleranno sulle rapide del fiume. L’unica presenza costante è quella degli operai impegnati nella costruzione della nuova strada che chissà quando aprirà alle masse una via breve e molto meno complicata per la remota valle dello Zanskar. Come ovunque qui in Ladakh sono operai giovanissimi reclutati negli stati indiani più poveri come il Bihar, che spaccano pietre, spostano terra e massi, scavano e catramano fra bidoni con fumo nero bollente al comando dei militari,in condizioni di lavoro estreme. La sera si riparano in tende sporche e affollate ovviamente nella stessa polvere.Quando li affianchi in moto a passo d’uomo rispondono ai tuoi saluti e l’unica cosa che intravedi non coperta di polvere sono gli occhi neri e vivaci che ti scrutano..chissà quale strana considerazione avranno di chi come noi quella strada e quella polvere senza un albero e con gole del fiume minacciose , se le va a cercare senza esserci costretto per sopravvivere?. Alcune volte in passato abbiamo provato fermandoci a comunicare con loro,ma non funziona. E non è solo un problema di lingua …..il gesto di saluto con la mano di pochi di loro è l’unica concessione a cui abbiamo diritto.

@genrico@

Vagabondo per natura, cittadino del mondo,appassionato di viaggi,reportage,fotografia, cultura asiatica e tibetana. Pagina ufficiale pubblica su facebook: https://www.facebook.com/lavitaeunviaggio

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