A come Arte e Arles…il viaggio in provenza (non solo Asia)

In qualche post precedente vi parlavo della ricerca del filo conduttore, ebbene, come esempio più eclatante ecco un viaggio di alcuni anni fa che mi ha portato a scoprire ed amare la Provenza e la costa Azzurra (terre non molto lontano da dove abito).

Oltre ad effettuare un bellissimo itinerario in terra provenzale, il mio “filo conduttore” era l’Arte  ed in particolare Arles e Van Gogh…scoprire il più possibile il legame che si è creato tra l’artista ed il luogo (nei mesi precedenti mi sono documentato il più possibile).

Van Gogh cercava nel 1887 un “posticino in cui ritirarmi e riavermi e riguadagnare la calma e la fiducia in me stesso,senza che uno finisce inevitabilmente instupidito“; Vincent quindi va via da Parigi e si dirige verso sud, per raggiungere Marsiglia, la città del pittore Monticelli per il quale ha molta devozione, poi alla fine sceglie Arles.

A contribuire a questa scelta sono molto probabilmente le stampe giapponesi, in quanto in uno scritto a Emile Bernard scrive: “Il paese mi sembra come il Giappone per la limpidezza dell’ariae gli effetti di colori vivaci. I corsi d’acqua nei paesaggi sono macchie dai colori smeraldo e blu intenso, proprio come si vede nelle stampe”; fatto sta che il 29 febbraio 1888, lascia una fredda ed umida Parigi per sbarcare ad Arles.

Dapprima si stabilisce all’Hotel Cared al numero 30 di rue Cavalerie, successivamente affitta una camera al numero 2 di Place Lamartine; questa camera diventerà celebre in quanto è la famosa “Casa Gialla” dove Van Gogh vorrebbe creare una certo soldalizio tra gli amici pittori ed artisti.

Arles entrerà subito nel cuore del grande pittore e nella primavera incomincerà a dipingere i paesaggi in fiore della Provenza.

Durante la prima parte dell’anno, lo stato di salute mentale di Vincent incomincia ad oscillare paurosamente.

A volte è completamente calmo e lucido; mentre altre volte soffre di allucinazioni e fissazioni.

Continua sporadicamente a lavorare nella sua “Casa Gialla”, ma la frequenza crescente degli attacchi lo induce, con l’aiuto dell’amato fratello Theo, a farsi ricoverare presso l’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence.

Quando si dice l’ironia della sorte: mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare, le sue opere iniziano a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica.

I bellissimi dipinti “Notte stellata sul Rodano” e “Iris” sono in mostra al Salon des Indépendants in settembre, e in novembre viene invitato ad esibire sei dei suoi lavori da Octave Maus (1856-1919), segretario del gruppo di artisti Belgi “Les XX”.

Trai alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali, e dopo aver prodotto con incredibile energia una serie sconvolgente di capolavori, muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, sparandosi in un campo nei pressi di Auverse. Il funerale ha luogo il giorno dopo, e la sua bara è ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto.

Il soggiorno ad Arles è, nella vita del pittore, l’epoca più produttiva in dipinti e disegni, sono infatti oltre 300 i dipinti eseguiti nello spazio di 15 mesi e formano uno dei capitoli più luminosi della storia dell’arte.

Arles ricorda il “suo” pittore attraverso un bellissimo percorso: circuit Van Gogh, segnalato da una decina di grossi pannelli dislocati nei punti dove  l’artista dipinse i suoi capolavori. Vi consiglio di affittarvi una bicicletta ed incominciare una bella ed emozionante Caccia ai Quadri.

La mappa si trova all’ufficio turistico o è possibile scaricarla gratuitamente da questo link : http://www.tourisme.ville-arles.fr/it/a4/a4a.htm

Per gli amanti della fotografia Arles è un po’ la capitale, in quanto, grazie al primo festival di fotografia del mondo “Les Rencontres d’Arles” (incontri internazionali di fotografia), creati nel 1969 dai fotografi ed appassionati dell’immagine, Clergue, Lemagny, Rouquette, Dieuzaide, Tournier, Boubat, Brihat, Gautrand, organizzano ogni estate numerose esposizioni, conferenze, serate presso il teatro antico ed incontri in tutta la città, orientati verso l’attualità della creazione fotografica e le opere dei pionieri di quest’arte.

Possiamo dire che Cannes sta al Festival della cinematografia, come Arles a quello della fotografia.

Ecco gli appuntamenti per il 2014:

Les Rencontres d’Arles 2014

  • settimana d’apertura dal 7 al 14 luglio
  • esposizioni dal 7 luglio al 21 settembre

 www.rencontres-arles.com

Assolutamente da non perdere!

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Piazza del forum. Il pittore solitario comincia o finisce il suo periplo tra i nottambuli. una sera di settembre (1888) posa il suo cavalletto.

“Café Le Soir”

La Arles notturna seduce Van Gogh come lo avevano già sedotto il furore dei colori della campagna in primavera (“cette mer jaune”) e la profondità del cielo diurno.

Il pittore frequenta la vita notturna che si svolge nei bar e nei cabaret e fa delle conoscenze di cui ci ha lasciato delle tracce pittoriche.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

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Questo ponte si chiamava in realtà “ponte réginel” ed era situato sul canale che da Arles va a Port de Bouc.

Langlois era il nome del preposto che azionava il ponte. Vincent lo ha disegnato e dipinto numerose volte. Questo ponte gli ricordava il suo paese natale, l’Olanda.

Scrive infatti a suo fratello teo : “ho trovato una cosa divertente che non si vede tutti i giorni, è il ponte levatoio con macchinetta gialla e gruppo di lavandaie, un abbozzo in cui la terra é rosso vivo, l’erba verdissima, il cielo e l’acqua blu. questo ponte é iscritto ai monumenti storici dal 1888.

Vi lascio scoprire gli altri quadri….altrimenti vi rovino la sorpresa!

@genrico@

Vagabondo per natura, cittadino del mondo,appassionato di viaggi,reportage,fotografia, cultura asiatica e tibetana. Pagina ufficiale pubblica su facebook: https://www.facebook.com/lavitaeunviaggio

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