“Same same…but different”- Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia.. di Alessio Papalia

Ed eccoci ad un bellissimo Diario di Viaggio nel Sud Est asiatico!

Lo ricevo dall’amico Alessio Papalia che ha viaggiato tra la Thailandia,Laos,Vietnam e Cambogia zaino in spalle…

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07 dicembre 2012

Giornata dura, ma giornata con la G maiuscola, così come quella di ieri..

Vita finalmente, dopo uno strano standby…

Sto crollando su questo taccuino che finalmente inauguro…ma sono contento, esausto ed assonnato, ma felice di essere qui, di aver ascoltato il mio cuore ed essere partito.

L’aeroporto di Malpensa non l’avevo mai visto…quando si dice “non ti sei perso niente”…però un’emozione forte me l’ha data ed è stato comunque il momento che ha sancito l’inizio. Per l’esattezza il tutto è cominciato dopo qualche ora, quando sono uscito ed estasiato sono rimasto a contemplare una vista mozzafiato sulle Alpi innevate ed imbiondite da un tramonto inaspettato…Mi sono emozionato, mi sono fatto offrire una sigaretta ed ho ascoltato due pezzi in cuffia che lego a due persone importanti. Poi ho tirato il famoso sospiro di autoincoraggiamento  ed ho capito che tutto andava bene e che tutto sarebbe stato giusto semplicemente perché conseguenza di mia scelta.

Con la Turkish Airlines ho viaggiato e mangiato benissimo. Ed anche ad Istanbul tutti erano carini e simpatici. Vivano i turchi! Che da tempo vorrei incontrare nel loro splendido paese…Sarà per la prossima volta…vedere Istanbul, ponte tra due mondi,città del passato, del presente…e che sicuramente avrà un ruolo sempre più importante in futuro.

Ma il mio viaggio inizia in realtà da qui, in senso letterale…in altri sensi è iniziato molto tempo e molti chilometri fa…

Bangkok ti prende a schiaffi subito…almeno…a me viene in mente questo.

Una bella schiaffeggiata, che però non vuole essere violenta…si tratta piuttosto di carezze robuste…

All’aeroporto i thai fanno finta di non conoscere l’autobus che serve a me e a questa ragazza norvegese conosciuta alla fermata e che fra l’altro era sul mio stesso aereo…

Ci impuntiamo e alla fine riusciamo a prendere un autobus che poi ce ne fa prendere un altro, che poi ce ne fa prendere un altro…. Abbiamo speso un decimo rispetto al taxi, ma essendo oggi venerdì, ci siamo sparati quattro ore nel traffico di Bangkok, in un autobus stile luna park, con ventilatori al soffitto, graffiti colorati, riso e pollo che entravano in bocche varie; il mio bagaglio abbandonato accanto all’autista e noi seduti in fondo al bus… Bellissimo, puzzolentissimo, coloratissimo, pacchianissimo e con una sola canzone thai alla radio che si ripeteva all’infinito.

Ma verso le sette arrivo finalmente all’ostello che avevo prenotato via internet e sono fiero di me. No comment su stanza e bagno, ma ho pagato sei euro a notte e non pretendo nulla. Doccia difficoltosa e poi appena ricaricato esco e mi immergo in una follia di strade, persone, colori, cibi, suoni, servizi che ti cadono addosso come massaggi, vestiti su misura, escort, hotel, trasporti…

Mangio e bevo per strada, con tanti thai e tanti turisti, evito di guardare gli ambulanti negli occhi…ho capito che poi non ti mollano più ed è brutto rifiutare comunque.

Ho trovato un internet point e aperto skype ci ho trovato Lara…un’ora insieme e ne sono contento…

Adesso spengo la luce… non dormo da giorni interi…

08 dicembre 2012

Sono le 4 di notte, quindi sarebbe il nove. Giornata intensissima. Sveglia alle 8 ma mi sono alzato tardissimo, non dormo, e così alzarmi è stato faticoso…Ogni tanto dovevo accendere il ventilatore durante la notte…manca l’ossigeno, sudo in fronte e ho mal di gola a bestia…

Esco e vado a naso per strada per vedere dove arrivo, non ho voglia di cercare un mezzo e di scegliere una meta.

Una tipa per strada ci prova dicendomi che insegna inglese e che la strada dove vado è chiusa. Capito subito e smollata.

Dopo circa un quarto d’ora vedo in lontananza il complesso del Gran Palazzo e del Wat Phra Kao e sono felice. Vado lì e quindi ridimensiono un po’ le distanze che ho in mente. Ci ho messo meno di un’ora andando più che rilassato. Ho incontrato un vecchietto che camminando vicino a me ha voluto conoscermi parlando un inglese sufficiente a scambiarci cinque minuti di tempo; lui era onesto e non voleva nulla.

Visito  il Wat Phra Kao e il Gran Palazzo e poi il Wat Pho che scopro essere molto vicino a questi….

Bellissimi…

Di ritorno mi visito anche il Museo Nazionale e poi ritorno a Khaosan Road.

Doccia veloce e chiarire le idee…Sto spendendo troppo…eppure mi sembrava di no, ma i soldi volano via per ogni cosa…

Esco, mangio una cosa per strada e folle come sono vado a piedi a Silom, attraversandomi tutta Chinatown…

Ci ho messo più di un’ora, ma ero felice, di notte, da solo, nel fetore di strade putride accompagnato da scarafaggi giganti e topi che attraversano il marciapiede.

Arrivo a Silom…per certi versi molto simile a Kahosan. Entro in un bar e bevo una birra. Giro ancora a piedi e poi per tornare a Kahosan prendo un metrotaxi, lo convinco a portarmi per 80 bath. A kahosan incontro due tedeschi simpatici e si fanno due scemate insieme e due chiacchiere in strada. Li accompagno per un pezzo, poi torno al Rainbow e mi metto a chiacchierare  col receptionist, che è birmano. Ora devo dormire un po’…spero…

09 dicembre 2012

Check-out tardi, verso le 11 passate, dopo un’altra notte insonne. Chiedo a loro un altro ostello economico e mi mandano nella back street di Kahosan, dietro l’ostello attuale. Ennesimo mondo parallelo. Dopo due o tre e dopo aver visto varie camere, decido questa volta per una con la finestra, che è una doppia…e ha però il bagno fuori, in condivisone, per 350 bath… Salgo in camera, necessito del letto. Ho il cellulare bloccato e non posso mettere la sveglia…poi mi accorgerò anche che nella stanza non c’è nessuna presa di corrente. Mi addormento e mi sveglierò verso le tre, a pezzi. Mi riaddormento e mi alzo alle 4 passate. Esco, vado a piedi, vedo il monumento alla democrazia, poi il Wat Rachandaram Workawam ( altro complesso di templi) e la Golden Mountain. Poi continuo a piedi fino a un tempio della famiglia reale, il Wat Benchamabophit e la statua di King Rama V. Una famiglia thai mi chiedere di fare una foto insieme…si parla per qualche minuto.

Compro una fanta al gusto di fragola e convinco un taximeter a portarmi a Kahosan per 80 bath. Il tassista è veramente fuori di testa, ride fragorosamente ad ogni momento, senza capire nulla…troppo simpatico.Mi prendo una birra per strada e salgo in camera. E’l’una…stanotte dormirò

10 dicembre 2012

Anche oggi mi sono alzato tardi, mi suda la fronte, ho un po’ di raffreddore per assurdo…ma va bene. Comunque non è tardissimo. Scendo giù e pago anche per questa notte. Vado a prendere il battello numero 13, che è vicinissimo e scendo a Chinatown, che avevo visto solo di sera. Passando sul fiume vedo il Wat Arung, bello, ma decido che vederlo dal battello è sufficiente. A Chinatown sono travolto dal caos…ovviamente…colori, odori, cibi, merce per tutti i gusti, persone, traffico infernale. Ho fame, ma questa volta davvero non riesco a fidarmi di nessun ambulante…non sopporto gli odori e pure la vista dei cibi proposti non mi convince…Vado in giro, perdendomi e godendomi tutto come sempre, poi cerco il Buddha d’oro. Splendido…Prendo anche una bottiglia d’acqua benedetta dopo aver lasciato l’offerta. Poi mi dirigo alla stazione centrale che è vicina e da lì prendo la metro per Sukumvit…bel quartiere…molto simile a Silom. Entro in un ristorantino che non ho capito che tipo di cucina proponeva….non sembrava proprio thai…le cameriere sembravano marocchine e i piatti un miscuglio di culture….bello…Prendo un piatto di riso e pollo…Ci saranno dentro anche un’insalatina e maionese e a parte un brodino di verdure. Buono ed economico.

Il taximeter per Kahosan vuole 200 bath, io rilancio con 100, ma non accetta, offrendosi però di chiamarmene un altro. Così ferma il primo che passa e lo convince.

Vado in internet, controllo le mail e chiacchiero su skype con Lara. Avevo anche provato a squillare ad Atychart di Ayutthaya, che poi mi ha mandato un sms dicendomi che mi farà sapere domani…Boh…Io penso che intanto domani dovrei andare a Pattaya.  Prima dovrei anche ritirare la biancheria dalla lavanderia e fare il visto per il Laos.

Tornando verso la camera, al bar sotto l’ostello, mi chiama un “ladyboy” da un tavolo affollato. Mentre passeggio mi richiama, così mi fermo e mi siedo a bere con lei/lui, che si chiama Maria ed è thai. Se non mi avessero detto che Maria è transessuale io non ci avrei mai pensato. Ha un viso bellissimo…è femminile al 100 per 100 (almeno all’apparenza…) ed è davvero simpatica. Ci sono anche un ragazzo tedesco e Chris e Mon, che gestiscono il bar. Chris è inglese, Mon è thai e stanno insieme da un anno e mezzo. Chris allora era passato per Bangkok qualche giorno, per poi tornare in Australia a lavorare come minatore. Si sentivano tutti i giorni. E’ tornato sei mesi fa ed ora vive qui con lei che ha questo baretto. Sono bellissimi, sono contento di averli conosciuti. C’è anche un ragazzo birmano che fa il cameriere lì. Chris è la persona più pacata del mondo, ha gli occhi della sincerità e parlare  con lui mette serenità. Mon è molto carina, ma con lei ho parlato meno. Mi sembrano due persone davvero “belle”.

11 dicembre 2012

Ho deciso di andare a Pattaya…

Bagagli più o meno pronti…Vado in Kahosan e compro una guida usata dell’Indocina tutta, prendo informazioni per i visti e come sempre mi imbatto in prezzi e versioni discordanti, ma un uomo che lavora all’ufficio informazioni turistiche ( che consiste in un tavolino con sedia di plastica su un marciapiede) mi dice che il visto si può fare al confine, all’arrivo, risparmiando notevolmente.

Mi arriva un messaggio di Atychart che mi chiede se possiamo incontrarci verso l’una. Rispondo che va bene…niente mare allora…

Un tipo molto strano Atychart, silenzioso, solitario, cammina quasi 50 metri davanti a me a passo svelto e la comunicazione fluisce più che altro da me verso lui. Mi porta per centri commerciali, dove mangiamo qualcosa. Mi chiede se mi va di andare al cinema alle 5 a vedere The Impossible e accetto la proposta. Il film è sullo tzunami che travolse un’isola thailandese nel giorno di Santo Stefano di qualche anno fa…Che ansia…e domani dovrei andare al mare…

Fino all’ora del film camminiamo per Bangkok, in Siam e dintorni, finché a sera scoprirò di avere le vesciche sotto i piedi…e io cammino moltissimo e sto camminando moltissimo…ma lui mi ha ucciso…

Prima della proiezione c’è il “rispetto per il re”, con tanto di inno e immagini proiettate…tutto il pubblico deve osservare il rispetto stando in piedi. Questo accade prima di ogni manifestazione culturale o sportiva pubblica e quindi anche prima di ogni proiezione cinematografica.

Due ore di lacrime durante il film…e io domani andrò al mare in Thailandia…mi fa strano, specie dopo questo film sullo tsunami del 2004…Mi ha messo KO…mi ha colto particolarmente sensibile…ripensavo alla mia famiglia inesistente, ripensavo a Ste che ho sognato la scorsa notte…

Ritorno in Kahosan col tuk tuk. Mi vede Maria in un altro bar e mi ferma, così beviamo una birra insieme. Al tavolo c’è anche un altro Chris, anziano, un’amica di Maria e un ragazzo spagnolo. Dopo un bel po’ vado a salutare Mo e Chris all’altro bar. Ho prenotato un ostello per domani a Pattaya…

12 dicembre 2012

Dopo essermi alzato tardi, parto per Pattaya finalmente.

L’autobus ci ha messo una vita…dall’una è arrivato dopo le cinque. I vari taxi mi chiedono uno sproposito per portarmi all’ostello a Jomtien. Così mi incammino e dopo un po’ entro in un’agenzia di viaggi per farmi dire quanto ci vuole più o meno a piedi e mi dicono che si tratta di ore. Allora dopo un po’ prendo un taxi che dice di portarmi alla stazione degli autobus, comunque per troppi soldi. Poi scoprirò che l’ostello è ancora molto lontano, ma per portarmici vuole altri soldi. Dico di no e ricomincio a camminare…Per strada mi fermerà un motorbike che mi convincerà ad andare con lui. Così arriverò all’ostello alle 7 passate e al check-in sono insieme ad un ragazzo che è arrivato appena prima di me. Lo ritrovo in camera, Steven, e con noi ci sono altri tre. Io intanto mi metto il costume, anche se è buio pesto e fisso con Steven per incontrarci più tardi al bar.

Vado in spiaggia e mi tuffo in un mare caldissimo, al buio, in una spiaggia dove ci sono solo io e qualche thai che passeggia sul bagnasciuga alla ricerca di patelle o vongole o qualcosa di simile. Dopo il bagno mi dirigo verso l’ostello, in costume e scalzo per la strada. Faccio una doccia e conosco anche Chang, a cui dico di raggiungerci al bar. Poi lo perdo ma lo ritrovo per strada, così tutti insieme andiamo in un posto a bere e io devo anche mangiare. Loro a turno si fanno fare un massaggio ai piedi, mentre io sono incasinato con la wind che mi ha azzerato il credito perché mi ha addebitato chiamate mai ricevute e un euro per ogni sms, senza dirmelo…quando prima di partire avevo chiesto tutte le informazioni del caso…

Così becco per fortuna Lara su skype, dall’ipad di Chang, che mi risolve l’emergenza, dato che devo mandare dei messaggi importanti…

Andiamo in giro per locali, beviamo, chiacchieriamo e stiamo proprio bene. Sono due ragazzi tranquilli e simpatici, Steven è inglese con origini irlandesi e Chang è malese.

Nella discoteca in pieno centro dove a un certo punto entriamo scopriamo, dopo uno sguardo più attento, che tutte le ragazze sono bellissime e giovanissime e attorno a loro ci sono uomini brutti e russi dai 45 anni in su, che sono i loro “pappa” e la cosa si capisce benissimo…le stesse ragazze lo dicono apertamente. Una di loro ha ballato con me…era stupenda…bellissima…piangeva e mi ringraziava e mi indicava il suo “pappa”. Volevo morire là…in quell’istante…Lei non parlava nemmeno inglese e non sapevo come farle arrivare i miei pensieri e spiegarle che non potevo fare nulla per lei…

Alle 5,30 si rientra.

Sigaretta e saluti con Steven…domani le nostre strade si separano già…

13 dicembre 2012

Mentre sono sul bus mando un sms ad Atychart e lui mi risponde che oggi non può più incontrarmi , chiedendomi se per me andrebbe bene domani. Accetto la proposta, ma se l’avessi saputo prima sarei rimasto a Pattaya, dato che sono arrivato la sera per ripartire la mattina…ma va bene lo stesso, anche se ho “sprecato” due giorni in più a Bangkok appresso a questo tipo. Cerco sulla guida un ostello vicino alla stazione degli autobus,e lo trovo…A volte le guide servono davvero…Cammino solo 10 minuti e fortunatamente c’è un letto a poco; è l’ostello della gioventù. Dopo essermi riposato un po’ conosco i ragazzi della stanza e poi esco a fare un giretto per Sukumvit. Mentre cammino placidamente per le strade cariche di merce, colori, odori, turisti e thailandesi, mi fermano due poliziotti in scooter. Mi hanno seguito e quando mi hanno raggiunto mi hanno sbarrato la strada, facendomi mille domande e spulciandomi ovunque. Ovviamente non sono affatto stupito e resto tranquillo. Mi succede sempre, anche in Italia, anche in mezzo alle facce più sospette attiro l’attenzione delle forze dell’ordine più di altri e sapendolo ormai da tempo li accolgo sempre sorridendo. Proprio ieri Steven mi diceva che lui non porta mai con sé il passaporto. Io per fortuna l’ho sempre addosso…meno male…

Vado a cena con i ragazzi americani della stanza, Stewie e l’altro di cui non ricordo il nome, oltre a Eohm, un’amica thai di Stewie. Mangiamo pesce e riso in un posticino carino e tutto è buono buono.

Dopo il rientro a mezzanotte mi spettano una bella doccia e un’altra notte in bianco…ormai ho capito che quando c’è il ventilatore acceso non riesco a prendere sonno…

Avevo mandato due sms ad Atychart e ormai avevo deciso di non andarci più ad Ayutthaya, nemmeno da solo e di prendere invece un autobus per Sukhotai, quando mi manda un messaggio alle sei e quaranta dicendomi “ok, ci vediamo alle undici alla bts station Victory monument.

14 dicembre 2012

Dopo un’altra notte insonne col ventilatore acceso mi sono “svegliato” e alzato alle sei e mezza, con l’idea appunto di andare a Sukhotai. Ma dopo 10 minuti ho ricevuto il messaggio di Atychart. Così ho fatto colazione con calma e sono andato in internet, ho comprato dei biscotti per la sua famiglia e quando finalmente sono sullo sky train per arrivare all’appuntamento mi arriva un altro sms in cui mi chiede di vederci all’una. Maremma vipera! Gli rispondo che ormai sono già sul bts, ma che ok…l’aspetterò fino all’una. Allora vado a mangiare qualcosa di diverso in un centro commerciale accanto alla fermata e con abbondante anticipo mi dirigo al luogo fissato e mi siedo a una fermata dell’autobus…Sono già distrutto…

“Il migliore amico di mio padre è morto” mi dice…”cancro, 75 anni”

Prendiamo un minivan per Ayutthaya per 60 bath e quando arriviamo, i suoi zii,che io credevo fossero i suoi genitori, ci danno un passaggio in macchina ed insieme andiamo a vedere il Buddha dorato più grande della Thailandia, poi il tempio della meditazione ( dove vivono anche i monaci e dove la tentazione di fermarsi qualche giorno è grande, poiché si può fare…) e un altro tempio tra quelli più antichi.

Mi portano alla festa della città, in un’area enorme dove una fiera coinvolge tutti i cittadini di Ayutthaya per molti giorni a dicembre.

Cibo su cibo, giochi vari e mercatini e c’è persino l’incantatore di serpenti. Gadgets e abbigliamento in quantità industriale in uno spazio sterminato.

Prendiamo qualche assaggio tra cui un “dolce” di riso e fiori ed io e Atychart beviamo una noce di cocco a testa. Mangeremo un buonissimo pad thai guardando uno spettacolo di teatro tradizionale in cui i figuranti hanno dei costumi stupendi. Mi sento un po’ in colpa perché il mio biglietto, gratis, come quelli di Atychart, della mamma e della zia, era destinato allo zio, ma poi mi dicono che loro questa rappresentazione l’hanno già vista diverse volte…La zia di Aty ci porta un gelato al cocco con pezzettini di pane e frutti che sembrano caramelle in gel. E’ buonissimo.

Dopo questo mi portano poco piu’ in là a vedere un’altra rappresentazione storica  in costume sulla gloria di Ayutthaya, che tra l’altro è una città patrimonio mondiale dell’umanità. E’ davvero suggestivo; sullo sfondo la magnifica scenografia naturale di un antico gruppo di templi…l’immagine forse più famosa di questa città, candidata per l’expo del 2020.

Quando prendiamo l’autobus la zia di Aty insiste per parare anche per me e mi ha anche regalato un elefantino portachiavi…è davvero dolcissima…Io ho portato solo una scatola di biscotti per la mamma, ma i suoi zii sono stati troppo carini con me…gentilissimi e simpatici. Leggero senso di colpa.

15 dicembre 2012

E’ sabato, mi sono svegliato presto ma poi riaddormentato. Scendo di sotto verso le 9.30, mentre Atychart mi aveva detto che ci saremmo alzati alle sei…Non riesco bene a capire che tipo di persona sia in realtà e non parlando molto è difficile interpretare i suoi comportamenti. Dopo essermi preparato e fatto trovare pronto in pochi attimi, mi ritrovo ad aspettare lui che è sparito come sempre…e così si fa mezzogiorno…Nel frattempo ho mangiato i piatti ( due!) che sua madre aveva preparato per me, più un mandarino e un biscotto di quelli che avevo portato io, guardando una sit com thailandese in tv ( che più trash di così si muore…) e alcuni incontri di thai box.

Dopo aver preso un autobus saliamo su un battellino per attraversare il fiume dove incontro un israeliano in viaggio con cui parlo un po’…Lo incontrerò poi di nuovo nel nord della Thailandia, insieme ad altri israeliani, che sono tantissimi e giovanissimi, perché partono tutti per il mondo dopo i tre anni di servizio militare. Alle due del pomeriggio circa dobbiamo salutarci; Atychart torna a Bangkok perché domani si sposa un suo amico e oggi ha il funerale dell’amico del padre…suo padre…un altro personaggio particolare…Prima di andare via mi voleva regalare un sacchettino pieno di amuleti, oggettini vari e soldi. Ovviamente non l’ho accettato, offendendolo forse…ma quando ho provato a capirci qualcosa riferendolo ad Atychart non ho avuto nessuna risposta…di nessun tipo…

Lost in translation? Beh direi di no stavolta…lost e basta…o per lo meno lost in silence…

Riesco a prendere un van per una stazioncina da cui prenderò un autobus per Kantchanaburi. Il viaggio sarebbe dovuto durare tre ore, ma arriverò a destinazione alle sette. Sono con Helene, Amr e Gloria ( cinese, egiziano, spagnola). Una birretta insieme e poi un taxi per Kahosan Road…si…proprio come a Bangkok. Un ostello sull’acqua…cioè un bungalow accanto al fiume, anche se io avrei voluto dormire sulla chiatta in mezzo all’acqua, ma va bene lo stesso. Dopo la doccia usciamo per andare sul ponte della riconquista thai/ giapponese dove c’è festa. C’è un’altra rappresentazione storica, ma io per ora ho fatto il pieno e quindi resto con Helene a mangiare pad thai e bere birra. Quando Gloria e Amr hanno finito di vedere lo spettacolo andiamo tutti insieme alla fiera, dove assaggiamo di tutto e facciamo un giro sugli autoscontri….al buio sotto luci al neon fosforescenti…surreale…quattro bambini al luna park…

16 dicembre 2012

Kantchanaburi…alla fine dopo esserci alzati tardi facciamo colazione al bar della guest house, un posto bellissimo, tutto in giunco. Gloria e Amr non si rendono conto di quante domande fanno a nastro ai thai della guesthouse, oltretutto inutili e per loro molto stressanti…

Riusciamo a noleggiare due scooter e ci dirigiamo alle cascate di Erawan…

Sono incredibili, su sette livelli. Essendo domenica ci sono un sacco di famiglie e di altri ragazzi. Sembra un luna park naturale, con scivoli e piscinette. Facciamo una pausa al market per mangiare e bere, sia all’andata sia al ritorno. La strada è lunga  e il tempo di percorrenza si aggira attorno all’ora, ma lo spettacolo è incredibile. Quando rientriamo è ormai buio e dopo una birra e una doccia sono ormai le otto di sera.

Con gli scooter usciamo verso KahosanRoad, nel centro di Kanchanaburi per andare a mangiare alla stazione degli autobus, seguendo il consiglio di un bigliettaio dell’autobus che ci aveva portato in città…quell’autobus su cui un tipo strano, forse malato di mente, ce l’aveva con Helene. Adocchio subito il migliore “ristorantino” della piazza, sembra pulitissimo, ha un ottimo profumo e si vedono frutti di mare freschissimi. Gli altri vogliono girellare per dare un’occhiata ma poi andremo a mangiare lì. Prendiamo un piatto divino di frutti di mare con soia e salsa. Ma le porzioni thai sono sempre piuttosto piccole e così avremo bisogno di un ulteriore pad thai a testa. Nel frattempo abbiamo preso delle birre in un altro chioschetto perché qui non le ha.

Tornando verso la guesthouse ci fermiamo in un market surreale, con una donna scocciatissima di stare lì a lavorare, da cui prendiamo del wisky di ultima categoria, coca cola, ghiaccio e bicchieri. E staremo così alla reception sulla riva del fiume, a bere cuba libre e scambiarci le foto, parlando di domani.

17 dicembre 2012

Mi alzo verso le 9 e chiamo gli altri. Facciamo colazione, ma si fa sempre tardi…non a causa mia e infatti penso che pur volendo bene a tutti e tre non sono nel mio gruppo ideale, ho proprio la sensazione di perdere un po’ troppo tempo con loro. Helene è rimasta a dormire, così io, Amr e Gloria cerchiamo un benzinaio per fare il pieno e restuire gli scooter al noleggio. Li c’è un tipo inglese bizzarro sui sessanta che pulisce i motorbike ed è probabilmente il compagno della proprietaria thai.

Avendo fatto tardi abbiamo perso l’unico treno della mattina della ferrovia della morte, così dato che il prossimo è alle 4 del pomeriggio decido di andarmene e continuare la mia strada da solo. Andrò a Sukhotai o perlomeno ci proverò.

Una tipa che era lì alla nostra guesthouse mi porta con lo scooter alla stazione degli autobus, ovviamente per 50 bath. Dovrò fermarmi a Supanburi prima, dove arrivo alle tre del pomeriggio e devo aspettare un’ora per andare a Nakhon Sawan, da cui un ulteriore bus mi porterà a Sukhotai…Speriamo bene penso…

Mi tornano alla mente i sorrisi radiosi e i saluti reciproci con un gruppo di ragazzi thai al parcheggio degli scooter ad Erawan…A volte gli incontri sono così belli, se pur  fugaci e impalpabili,  da mettermi addosso tutto il senso e la bellezza della vita…ed ad ogni giorno che passa aumenta la mia felicità e si allontanano lo stress e la fatica occidentali per così dire… Mi ritrovo dall’altra parte del mondo a dover prendere cinquanta decisioni al giorno, a parlare tutte le lingue  che so e quelle che non so, a scambiare tempo e atomi di energia pura con perfetti sconosciuti che conosco da sempre. E’ indescrivibile la bellezza di tutto questo…

Sull’autobus per Supanburi incontro Renaud, di Lyone, che sta andando ad Ayutthaya…E’ un ragazzo tranquillo e simpatico, si chiacchiera un po’ e poi ci si saluta al cambio dell’autobus. Lui fa l’operaio e ha cinque settimane di ferie che spenderà qui in Thailandia. A Supan un tipo strano mi chiede di offrirgli un caffè mentre mi sto comprando un gelato, così glielo offro. Poi me lo ritrovo sull’autobus ed è chiaro che psichicamente non è molto a posto…ogni tanto fissa lo sguardo su qualcuno e fa un ghigno strano, inquietante…Più inquietante ancora è il fatto che dopo un po’, quando sarà sceso dall’autobus, sparirà immediatamente nel nulla, letteralmente nel nulla, come un fantasma…Anche i ragazzi che erano seduti dietro di lui, lo cercavano con lo sguardo attonito appena lui è sceso…ma è scomparso improvvisamente…assurdo…da non pensarci più…

Arrivo alle 7 passate a Nakon Sawan…un vero postaccio penso…Il primo autobus per Sukhotai è a mezzanotte e mezza; sono l’unico straniero nei dintorni. La bigliettaia è ostile ed antipatica…Ho quasi cinque ore da spendere nel mezzo del nulla, in una stazione degli autobus raccapricciante…Vado a mangiare un piatto di riso simil pad thai nella piazzetta antistante la stazione e la signora mi sembra molto scocciata di servirmi…mi chiede 40 bath, ma poi me ne darà 10 di resto…

Su skype incontro Lara che mi mette in testa di dormire qui magari e ripartire per Sukhotai domattina. Intanto mando una mail ad un ostello a Sukhotai ma ovviamente chissà se e quando mi risponderanno, volevo sapere se sono aperti 24 ore. Provo ad ascoltare Lara e cammino alla ricerca di un ostello qui. Un motorbike mi ferma e parla solo thai, ma non è minimamente sfiorato dall’idea che io possa non capire nulla di quello che dice…Lui continua imperterrito…come se avesse davanti un altro thai. Allora provo col mio frasario e qualcosina  si riesce a fare…

Per lui sono 50 bath e dice di portarmi in un posto dove si dorme per 350. Salgo in moto e dopo 5 minuti arriviamo in una superbettola, in cui la receptionist che stava dormendo mi chiede invece 250 bath. Glieli do subito, scemo che sono, e poi mi apre la camera. Una decina di scarafaggi giganti morti a mo’ di tappeto…

Anche no…stavolta anche no, piuttosto dormo sul marciapiede. Mi riprendo i soldi e mi faccio riportare alla stazione degli autobus….

Cazzo, ma almeno toglili gli scarafaggi morti dalle stanze, magari poi becco quelli vivi una volta che sono dentro, ma se mi presenti la stanza così… proprio no! Boh…

Ritorno all’internet point dopo aver provato a vedere un altro ostello cinese in una strada che lasciamo perdere… I ragazzi che lavorano lì non parlano mezza parola d’inglese e non capiscono il gesto del “dormire” e tra l’altro mi dicono che non c’è posto per stare in internet, anche se io avevo visto qualche poltroncina rosa libera…pareva un salone di parrucchiere di un film…tutto rosa….in Thailandia è tutto rosa…li aiuterà ad avere pensieri positivi…

Così penso… ma in che posto mi sono cacciato stasera? Ma c’è stato anche chi è stato gentile e disponibile a parte tutto…

Prima di andare a cercare un posto dove dormire avevo chiesto alla ragazza di cambiarmi il biglietto perché volevo partire domani e dopo mille storie ero riuscito a convincerla, ma avrei dovuto prendere un autobus alle 18.30…vai a capire perché…perché è una stronza penso…ma comunque…meglio così…

Ritorno…e mentre lei è al telefono, capisce che voglio prendere di nuovo il bus di mezzanotte e mezza stasera…Mi è sembrato che se l’aspettasse già…

18 dicembre 2012

L’autobus ovviamente è arrivato in ritardo a Sukhotai, parecchio dopo le tre del mattino…Si sa più o meno quando si parte, ma mai quando si arriva…

Devo prendere per forza un tuk tuk, per sessanta bath e quando arrivo all’ostello in cui volevo dormire, c’è il cartello “full” appeso fuori. Il tuk tuk mi porta lì vicino alla guesthouse Gardenhouse. Ormai sono quasi le quattro e per entrare bisogna svegliare la ragazza della reception che giustamente sta dormendo. Di stanze libere non ne ha più, ma c’è un bubgalow per 300 bath a notte. Mi faccio subito una meritata doccia e cerco di riposare qualche ora. Alle nove mi alzo…voglio approfittare bene dell’intera giornata. Faccio il check-in e pago le due notti, 600 bath più 60 bath per la lavanderia e 100 per la colazione. Prendo un taxi collettivo per l’area dei templi e arrivato là affitto una bicicletta per andare ad esplorare liberamente tutta la zona con la cartina. E’magnifico. Riesco a vederli tutti e dopo pranzo mi restano solo i tre più lontani, fuori dal parco ufficiale.

Incontro Alex, un ungherese cinquantenne in scooter, che è qui perché aspetta un suo amico italiano. Alex vive in Thailandia da otto anni e mi dice la sua sui thailandesi e la sua esperienza. E’stato un piacevole incontro, come sempre fino ad ora. Anche quando c’è qualche problema, dopotutto è inevitabile accettarlo e sorridere di tutto diventa naturale, anche se sono europeo e lo resto…vuoi o non vuoi si vive di pancia…

Verso le 17.30 restituisco la bici dopo aver completato il giro ed essere soddisfatto di tutto quello che ho visto. Dopo un’altra doccia necessaria esco e vado per il centro del paese e  per il mercatino dove prendo un piatto di riso con carne e verdure che mangio seduto sugli scalini di un marciapiede. I thai mi guardano come fossi un poco di buono…

Ci sono tanti stranieri, anche all’ostello, tre o quattro come me e tante coppie. Sorrido a tutti  ma nessuno ricambia, nemmeno con un cenno qualsiasi. In questa cittadella sono tutti molto individualisti e oggi è la giornata dei “maturi”. Oltre ad Alex avevo incontrato sul songtao una coppia di americani sui 60, molto simpatici e con cui ho parlato fino all’arrivo in ostello.

Dopo aver mangiato al mercato, per le strade incontro un tipo che mi lascia il suo numero di telefono, ho provato ad usare il dizionario ed il frasario e lui ha provato a dire qualcosa in inglese…ma chissà cosa voleva davvero…ho capito che se fossi ricapitato lì  avrei potuto chiamarlo in caso di bisogno…Sarà stata l’interpretazione giusta?

Compro finalmente un dragonfruit, che volevo assaggiare da tempo e torno alla garden house dove leggo un po’ la guida mentre al tempo stesso scrivo qualcosa. Ho preso anche una birra per 65 bath di su puta madre!( In italiano: questa birra è decisamente cara! J )

Dopo essere riuscito, dalla solita tastiera improbabile, a mandare una mail a tutti, faccio una capatina al 7eleven dove compro un’altra birra, l’acqua e dei semi di zucca che sgranocchierò seduto nella veranda del mio bungalow…Ahahahahahah….

Notte notte…Domani che si fa? Booohhh!!!

19 dicembre 2012

Vado a Chang Mai…Un altro viaggio lungo, ma l’autobus è confortevole. Arriverò alle tre del pomeriggio. I vari tuk tuk mi chiedono uno sproposito, pure rispetto a quanto riferito dalle guide di quest’anno. E’ tutto triplicato in Thailandia, forse sarà il periodo…e tra l’altro in realtà non si riesce moltissimo a negoziare…

Così decido di prendere un autobus, un urbano…dovrò aspettare altri 40 minuti, ma spenderò 15 bath invece di 150 e nel frattempo mi mangio un ottimo pad thai di fronte alla stazione degli autobus.

Sul bus c’è Marcel, un belga di 75 anni, vedovo, ma con figli e nipoti. E’ in pensione, sta viaggiando da solo e parla già qualcosa di thai. E’ davvero dolce.

Scendo dove la bigliettaia mi indica…è stata gentilissima, così come l’impiegato alla stazione degli autobus che ha parlato un po’ con me. Sembrava contento che prendessi il loro autobus e non un tuk tuk…e ho parlato anche di questo con Marcel, che quando può  prende gli autobus locali come me, anche se è davvero difficile stanarli…

Vado da Julie, ma sfortunatamente non hanno posto…Peccato…è davvero una guesthouse carina, piena di gente e c’è il biliardo all’ingresso. Lì accanto trovo posto in un dormitorio al J. And J. Per 100 bath. Dopo il check-in esco subito per fare un giretto nei dintorni e appena svoltato l’angolo incontro Amr in bicicletta! Assurdo! Così mi accompagna per un pezzo mentre sono in cerca di una banca. Si fanno due chiacchiere su questi giorni e nel frattempo prelevo perché l’Aeon non si trova mai, così prendo cinquemila bath e pago, credo, una commissione di 150 e sicuramente la mia banca si prenderà altri cinque euro cazzo!

Bevo un succo d’anguria fresco, buonissimo e poi vado a fare un giro fino al lungofiume. Torno per farmi una doccia e vedere se incontro qualche compagno di camera, ma sono tutti fuori. Così esco per mangiare qualcosa e quando mi fermo a leggere i prezzi di un ristorante italiano per curiosità, subito la cameriera mi viene incontro e mi lascio convincere a sedermi. Ci saranno due ragazzi italiani insieme, un altro italiano da solo, poi arriva un’altra italiana da sola e accanto a me una svedese da sola…Non vado mai in posti italiani a mangiare all’estero, tantomeno per incontrare altri italiani, ma ormai per stasera facciamo un eccezione…

Accanto a me ci sono una ragazza thai e un uomo giapponese di 71 anni che ne dimostra 45, senza scherzare! Lui parla italiano e sono proprio simpatici…

Mangio i migliori grissini di tutta la  mia vita mentre aspetto una margherita. Parlerò poi due minuti con il proprietario…è torinese…ecco perché i grissini sono divini…li fanno a mano qui…

Vado in giro e mi viene voglia di una sigaretta, così compro un pacchetto di Marlboro light al 7eleven per 80 o 90 bath, cioè due euro circa.

Quando mi siedo in un pub accanto a me ci sarà David, che è un tipo che avevo già visto prima per strada mentre arrivava con lo zaino. E’ inglese ed è stato molto tempo a Pai, adesso è tornato a Chang Mai e tra due giorni ritornerà a casa. Stiamo lì al bancone a bere e chiacchierare.  David conosce una piazzetta piena di locali con musica live, rock, reggae e ska. Una bella serata, balliamo, conosciamo un sacco di gente e purtroppo pure un italiano deficiente di Pisa, antipatico, che farà a botte con un altro deficiente irlandese mentre io ero seduto accanto a lui quando  improvvisamente, e senza capire come e da chi, mi sono preso un colpo in faccia assurdo. Era probabilmente il gomito del pisano che mentre si preparava a sferrare il pugno all’irlandese ha incontrato la mia mascella…che resterà gonfia per giorni e giorni…fino a mezzo Laos…

Così dopo poco io e David ce ne andiamo, cerchiamo qualche cosa da bere o da fare da Julie, ma non c’è quasi nessuno ed è ormai chiuso.

Ho conosciuto anche Consta, un diciottenne romano/senese/tedesco/americano e due ragazze thai a cui David ha offerto due rose e due birre…

20 dicembre 2012

La mattina sono tutto dolorante, quasi non riesco ad aprire la bocca e masticare mentre faccio colazione. Il lato della mascella colpita è davvero gonfio, sembro un Picasso! Porca troia che gente di merda c’è che va in giro per il mondo a cercare guai! L

Oggi vado a vedere tre dei quattro templi “fondamentali” della città…belli davvero, ma poi basta…dopo un po’ si assomigliano tutti e si confondono nella testa…

Pranzo in un posticino thai, noodles con curry e pollo e un succo di guava che è verde fluorescente…va beh…pure il sapore è molto strano, ma lo bevo lo stesso…

Faccio un giro al mercato della frutta e verdura in una zona che mi sembra già Chinatown…mi piace…Rientrando all’ostello conosco Tim, olandese, poi c’è Leo, australiano, e un inglese di cui non ricordo il nome. Dopo un’oretta di relax esco con Tim a fare un giro. Lui è quasi alla fine del viaggio e dopo 4 mesi circa deve rientrare in Olanda, studia psicologia del lavoro. Dopo aver comprato frutta al mercato mi risiedo con lui e mangio di nuovo.

Oggi avrei voluto prendere una lezione di Thai box, ma in pratica agli inizi ti fanno solo correre, saltare la corda e fare due mosse allo specchio e poi con i palmi. Così lascio perdere…magari a Pai…

Rientro in guesthouse dopo aver incontrato il pisano che mangia una pizza a “La lanterna di Genova”, riparliamo di ieri e si scusa, dice che non è il tipo e che non gli è mai successo nulla del genere. Ma i suoi occhi parlano chiaro, non è sincero per nulla e non sostiene il mio sguardo, non gli credo e non lo sopporto…sto fighetto imbecille…

A cena sarò di nuovo con Tim al Blue Mango dove ordino pollo con anacardi e germogli di soia e un frullato di fragole. La sera esco da solo a fare un giretto veloce e tranquillo prima di andare a nanna…

21 dicembre 2012

Quando vado via dalla guesthouse per partire verso Pai, alla reception incontro Leo,che mi dice : vai già via?…già… così ci salutiamo e gli chiedo se vuole venire con me…ma deve restare qui, ha il corso di thai box intensivo per molti giorni…peccato…mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio…

Dopo un autista che mi chiede 100 bath ne trovo un altro che per 40 mi porta alla stazione Arcade, dove per capire quale autobus va a Pai ci vuole un po’…ci sono solo i minivan…e come sempre per il biglietto sembra di giocare a Ok, il prezzo è giusto…

Se avessi fatto colazione l’avrei vomitata tutta su questo furgoncino che in tre ore, anziché 4, arriva a Pai…C’è un pazzo alla guida di un giocattolino per delle curve allucinanti…

Quando arrivo al Jian Hostel, suggeritomi da David, c’è un’insegna gigantesca col nome, ma la ragazza mi dice che non esiste, che lei non sa…Va beh…lallero….Come oggi alla stazione degli autobus, non sanno mai niente delle cose che hanno sotto il naso tutti i giorni…

Trovo una sistemazione a 200 bath vicino al fiume…un piccolo villaggio di bambù, con bagni in comune e molto molto spartano, oltre l’immaginabile, ma è carino e a me va bene.

Giro per Pai, che è bellissima, ma non faccio in tempo a fare granché pur essendo arrivato presto. Mangio una specie di pad thai in un posticino thai, dove vanno i thai, con tavolini e seggioline di plastica e cucina accanto, al solito. Davanti a me c’è una famiglia italo-thailandese…Il “babbo” è toscano, mi pare fiorentino e mi pare di sentire nominare anche Firenze, la mamma è thai e i due figli adolescenti, un ragazzo e una ragazza, sono bellissimi e parlano perfettamente italiano col papà, con marcato accento toscano. Mi sembra surrealismo puro…le coincidenze e le immagini più “assurde” si moltiplicano giorno dopo giorno…

Vorrei fare rafting, il corso di massaggi e mille altre cose…Ma poi dopo aver ricevuto una piantina della zona e aver visto le proposte, capisco che la cosa migliore da fare è affittare uno scooter. Sono le tre del pomeriggio e i tre posti che affittano i motorbike non ne hanno già più…Allora prenderò un mototaxi che per 160 bath mi porta a una cascata, mi aspetta per un’ora e mi riporta indietro. Ho fatto il bagno e ho conosciuto tre israeliani con cui ho scambiato giusto 2 chiacchiere mentre mi andavo ad immergere nell’acqua ghiacciata…Quando sono uscito ho incontrato Susie e Pin, thailandesi sorridenti. Scambiamo qualche battuta e qualche foto e capisco che Pin vorrebbe Susie come fidanzata, ma lei non è interessata alla cosa…

La sera camminando per Pai incontro Rang, seduto nel suo ristorantino tutto bianco, in una stradina alla fine del centro; mi sorride e iniziamo a parlare. E’il cuoco e cameriere del suo stesso locale. Così andrò a mangiare da lui, che mi preparerà un pad thai coi gamberi, divino e abbondante. Penso che forse sarò stato l’unico cliente di quella sera…ed è un peccato perché il cibo è ottimo, ma il posto è piccolo e “lontano” dal cuore pulsante di Pai…

Alle 11 sono a letto, fa freddo.

22 dicembre 2012

E’ il 22 dicembre!!! Siamo ancora vivi!!! Ahahahahah

Stanotte ho dormito benone, perché faceva davvero freddo e sotto le coperte e la zanzariera ci stavo da dio…anche se il letto è una tavola con sopra un materasso durissimo e compatto, ma tutto sommato mi alzo abbastanza riposato e appena indolenzito alle anche.

Bevo un caffè andando al rental scooter e chiacchiero con Ian, americano che ha un fratello militare che spesso lavora in Italia. Lui invece è l’opposto e mi parla dell’Oregon, stato hppie e libertario, simile a Pai. Dice che starà qui per molto tempo, ha amici a Pai e a Chang Mai. In America ha un agriturismo o qualcosa di simile a quanto ho capito, ma lui è sempre in giro…Nice.. J

Al motorbike center mi danno un numerino d’attesa…E’l’undici, come il numero del mio bungalow…Stavolta sono le 9 del mattino, ma è stato tardi lo stesso, sono già undicesimo e in attesa…ma alle 10 finalmente ho il mio scooter e parto…Esploro le colline, le montagne…attorno a Pai è tutto stupendo. Ieri ero stato alla cascata di Mar Paeng; oggi dopo essermi perso e aver visto posti splendidi e incontaminati con villaggi di contadini, andrò alle cascate Pam Bok. Qui ne incontro 4 di israeliani e tra loro c’è anche quello che avevo conosciuto sul battello ad Ayutthaia con Atychart…Assurdo…Faccio di nuovo il bagno e l’acqua è sempre gelida…Poi scambio qualche chiacchiera con loro e mi offrono un caffè preparato lì col fornelletto da campeggio… Ridiscendendo perdo il sentiero, che non è mai segnalato ed è un percorso veramente pericolante, rischio di arroccolarmi di sotto ad ogni minuto e per attraversare il fiume c’è un ponticello diroccato di legno marcio pieno di buchi…Sicurezza zero…ma alla fine tornando indietro ritrovo la strada…

Riprendo lo scooter e vado verso il Canyon di Pai dove scatto qualche foto. Poi vedo il memorial bridge che fu fatto costruire dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale per aver un passaggio verso la Birmania.

Sono un treno e vado anche all’hotspring che dovrebbero essere delle terme. Si pagano 200 bath per entrare…In pratica le vasche più belle sono chiuse perché a breve ci sarà la visita della principessa…E sti cazzi…Poi ce ne sono diverse con l’acqua a 80 gradi e sono chiuse pure quelle ovviamente…Ne restano 2 o tre un po’ deludenti ma l’acqua è pulita e calda. Sono tutti thai tranne me e una coppia di turisti. Sarò quindi l’ultimo straniero ad uscire dall’acqua e dopodiché i thai saranno liberi di farsi lo sciampo e tutto il resto nelle vasche delle terme! Nessuno gli dice nulla…

A Pai dopo la doccia mi devo rammendare un paio di pantaloni mentre si sono fatte le sette e mezza. In giro c’è un’atmosfera bellissima, è pieno di gente, ma non becco nessuno, così mi sfondo di cibo…ahahahahah…assaggio di tutto…uno spiedino fatto di 3 pezzi di peperoni e 3 di  manzo di cui 2 edibili; poi prendo un involtino di noodles e verdure, poi una banana arrostita con la salsa, 4 pezzetti di sushi e poi una salsiccia di maiale e riso…Faccio schifo…E mi sa che ho dimenticato qualcosa..Per far scendere tutto bevo un thé al ginseng e ginger in un bicchiere di bambu’.

23 dicembre 2012

Mentre vado in bagno a lavarmi i denti incontro O.J. un tedesco 40enne fumatissimo e simpatico che sta più o meno con una thailandese e fa un giro con lei…ganzo…

Devo restituire lo scooter alle 10 ma ho ancora tempo e benzina. Così mi dirigo verso la cascata che dista 7 kilometri, ma non trovo nessun passaggio per arrivarci dopo il parcheggio. C’è solo un rivoletto d’acqua e fango…Boh…Torno indietro e faccio altri giri attorno a Pai, fino a fermarmi ad un 7eleven dove faccio colazione sulla panchina all’esterno, con la loro brioche confezionata e il loro caffè freddo che è buonissimo.

Riporto lo scooter e mi decido a prenotare l’autobus che alle sei parte per Chang Khong. La tipa di prima mi aveva dato l’ok, ma adesso una sua collega mi dice che non c’è più posto. Nel frattempo conosco Filippo, a cui hanno perso i documenti ( sicuramente li hanno nel marasma, si tratta di qualche momento e li avrà…spero…). Vado all’altra agenzia e c’è un bus disponibile alle 14.30, allo stesso prezzo, 650 bath con notte inclusa all’hotel…bene…Devo tornare in fretta e furia dalla lavandaia e riprendermi  la roba sporca, non faccio in tempo a lavarla. Ma in lavanderia dicono, ok, te li facciamo subito e quando poi li ritiro, dopo mezz’ora, vogliono più del doppio del prezzo pattuito prima. La scusa era che li hanno lavati express…Ma mi irrito perché non me l’hanno detto prima e gli do solo 50 bath, che è una cifra a metà strada tra quella di partenza e quella chiesta adesso.

Compro il deodorante e il dentifricio e mi resta qualche minuto per mandare velocemente una mail a Lara e mio padre. Giusto la notizia che vado in Laos e gli auguri di natale.

Alle due e quaranta sul minivan c’è una coppia di polacchi cha va a Chiang Rai, mentre una coppia di greci va a Chiang Mai. Questo van va ovunque…Speriamo bene… Anche quest’autista guida come un indemoniato, mi guarda in modo strano, ma poi alla pausa scopro che è simpatico e vuole parlare thai e scherzare… Lui ci lascia a Chiang Mai e da qui avremo un cambio dopo mezz’ora. Tappa di rito al 7eleven e saluto alla ladyboy dell’agenzia a cui avevo chiesto informazioni per il volo di rientro. Il bussino in pratica si è fermato proprio lì, di fronte al ristorante La Villa, quello del torinese, accanto a Pra Poklao…le coincidenze…e da lì riparte l’altro autobus alle sette. Accanto c’è uno dei mille locali per bere e c’è un thai che lavora in un’agenzia. E’ simpaticissimo e iniziamo a parlare, mentre mi siedo lì con lui e due francesi sui 50 svitati e sdendati…Un altro incontro fugace, ma troppo bello…

A Chiang Mai il nuovo minivan si riempie pian piano, ma il viaggio è più confortevole. C’è una ragazza che va a Chiang Khong e prenderà il battello come me, sembra cinese ma viene dalla Francia. Tra le varie tappe porta a porta per raccattare tutti i thai, arriviamo all’hotel al confine a mezzanotte passata e il receptionist voleva dare un’unica camera a me e Nathalie, ma poi risolviamo l’equivoco. Dieci ore di minibus…non male…sono stanco…e appena mi alzerò mi spetteranno doccia, barba e vestirsi bene…( questa leggenda che bisognasse attraversare le frontiere vestiti bene…non mi risulterà proprio…)

24 dicembre 2012

Partenza dall’albergo di Chang Khong verso il Laos!!! Dopo il pick-up e le varie formalità, usciamo dalla Thailandia e un piccolo battello ci traghetta al di là del fiume…E’ il Laos, facciamo il visto e conosciamo Christian e Giuseppe, di Grosseto e Bovino … Incredibile…Giuseppe conosce Rosita e Lorenzo !!! Quant’è piccolo il mondo…

Ci spettano altre formalità per organizzare lo slow boat verso Luang Prabang. Pago il battello tantissimo, sui trenta euro e prenoto una stanza per tre, insieme a loro due, per la notte di sosta. Natalie sarà con Hanna, l’inglese, nello stesso ostello, a Pak Beng, questo villaggio di una sola strada su una collina dove ci fermiamo.

Sul battello abbiamo ottimi posti a prua, ci divertiamo e siamo incantati dal paesaggio sul Mekong, che è davvero mozzafiato…Facciamo un sacco di foto e chiacchieriamo…Mi sembra di stare alla sagra della porchetta e della melanzana…Giuseppe è fuori di testa…E’ la vigilia di Natale e stiamo tutti bene insieme, c’è una bellissima atmosfera…

Arriviamo al villaggio di sosta giusto verso le 18, quando ormai sta facendo buio. Ci trasferiamo alla guesthouse non senza difficoltà e dopo una doccia veloce andiamo a mangiare in un ristorantino, riso con bufalo e verdure e bufalo in umido…Davvero buoni…E ovviamente beviamo tante BeerLao… Siamo noi cinque, io, Nathalie, Hanna, Christian e Giuseppe e dopo cena facciamo due cazzate per la strada e in altri locali con la gente del battello e alcuni laotiani. Incontriamo un altro svalvolato simpatico…Nicola di Bologna, che sta percorrendo il fiume al contrario, per andare in Thailandia…Una vigilia di natale indimenticabile di sicuro…I laotiani sono gentilissimi e sorridenti, anche se notiamo che alcuni sono davvero sospetti…mentre girano per la strada puntandoci addosso delle torcette elettriche…

25 dicembre 2012

Buon Natale…

I magnifici 5 si alzano presto e vanno a fare colazione in un posto con vista sul Mekong…Sulla riva di fronte c’è anche un elefante che fa colazione…

Qui hanno delle brioches buonissime; anche ieri sera ne avevo preso una e anche il caffè non è per niente male…Sempre qui prendiamo i panini per il pranzo sul battello, che ripartirà alle 9 alla volta della mitica Luang Prabang. Ma oggi arriviamo tra gli ultimi e ci toccano i posti in fondo, ma ci divertiamo lo stesso…

Ieri sera Giuseppe pensava di aver perso le chiavi della stanza, ma dopo un po’ si scoprirà che saranno nella mia tasca, anche se nessuno di noi ricorda quando me le ha date.

Valeria sul battello legge Dance dance dance di Murakami…non ci posso credere…io l’ho finito prima di partire per Bangkok…Il suo fidanzato è Filippo…quello che avevo conosciuto a Pai!!!Ed è di Pietrasanta, ma soprattutto sarà l’animatore del nostro Natale sull’acqua, coi suoi numeri di giocoleria e arte di strada…geniale…

A un certo punto Christian dà il suo Iphone ad Hanna per farle fare una foto e a lei cade improvvisamente dalle mani…ovviamente nel fiume…Gelo generale…Eravamo quasi fermi a una fermata per far scendere alcuni laotiani…ma l’acqua è comunque profonda e c’è corrente…Addio Iphone di Christian…sul fondo del Mekong…Come sdrammatizzare? Ci penseremo dopo.

Quando arriviamo a Luang Prabang andiamo alla guesthouse Sakura, dove Christian e Giuseppe hanno prenotato una stanza, mentre io e Nathalie troviamo solo un letto in dormitorio…cioè…letto è una parola grossa…Si tratta di un materassino sottilissimo a terra, ma va beh…accettiamo…costa pochissimo e ci siamo solo io e lei. Dopo esserci sistemati andiamo a mangiare e a girellare per il mercato notturno della città che è stupendo. Incontriamo un sacco di gente del battello…Questo Natale mi piace proprio…

26 dicembre 2012

Abbiamo prenotato un songtao per andare alle cascate, a 30 km da Luang Prabang…Per la strada ci imbattiamo in un corteo funebre e rimango colpito dalla forma e dai colori sgargianti della bara.

Mentre noi sguazziamo nell’acqua l’autista ci aspetta fino a mezzogiorno e oltre, perché ovviamente arriviamo tardi all’appuntamento. Le cascate sono le più belle che abbia mai visto in vita mia. L’acqua è turchese, sembrano finte, sono pulitissime…stupende…Faccio due bagni e mi arrampico per la giungla fino all’inizio dell’acqua…Al ritorno sgranocchiamo patatine artigianali comprate da Peppino.

A pranzo andiamo in un bellissimo posto raccomandato dalle guide, oltre il ponte di bambu’, dove io e Chris dividiamo una fonduta laotiana…

Dopo giri e commissioni varie chiedo anche il visto per il Vietnam in un’agenzia.

Nel pomeriggio abbiamo perso un po’ di tempo e di Hanna non si hanno notizie…Poi la sera si risolverà tutto…Dopo vari problemi Christian riuscirà finalmente a prelevare al bancomat e Hanna gli darà un rimborso in dollari per il cellulare…dopo varie menate che ci hanno stressati tutti…E soprattutto dopo un incontro tesissimo in cui io facevo da interprete e mediatore tra Hanna e Christian, finché Peppino è sbottato con la sua mitica frase che rimarrà nella storia: Hannaaaa!!! How do you do???!!! Incazzato come una bestia, con accento foggiano e tanto di movimento di mano…Voleva dire altro, ma quella è la frase che gli è uscita quando lei ha provato ancora ad evitare la questione e a dire di non aver soldi da dare a Christian. Che pensare di tutto questo? Sono  cose che certo possono succedere e anche Christian avendole dato l’hiphone ha la sua parte di responsabilità…quindi un fifty fifty alla fine penso che vada bene per entrambi…che brutta situazione…

A cena ci deliziamo al buffet accanto al mercatino, dove per 10mila kip ci possiamo riempire il piatto a mo’ di montagna…Mi diverto a scambiare qualche parola in lao con il figlio adolescente del gestore.

27 dicembre 2012

A colazione Natalie e Christian prendono una zuppa di noodles accanto alla guesthouse e tutti sono stupiti e ci accolgono con grandi sorrisi quando ci sediamo. Ci diranno che festeggiano un matrimonio e quindi la colazione gliela offrono loro.

In un baretto dove faremo una sosta caffè più tardi, gireremo il video di Hanna Style (Gangam style) con tanto di coreografia! Ahahahah…Ormai Christian ha metabolizzato la cosa, e in realtà non si era mai davvero arrabbiato tanto…Mi è piaciuto il suo saper mantenere la calma…

Poi i ragazzi partono verso Vang Vieng mentre io e Nathalie restiamo ancora un giorno ed andiamo a vedere i templi di Luang Prabang. Incontriamo i portoghesi del battello mentre siamo in giro per il mercatino, a comprare souvenir da regalare, e a fare commissioni varie. Nel tempio sulla collina trascorriamo un’ora con un monaco diciassettenne dolcissimo, ma che non ci mollava più…Gli abbiamo fatto un’ora di lezione di francese in pratica, ma è stato un piacere. Dopo la cena al buffet del mercatino incontriamo Filippo e Valeria, gli hyppies e gli spagnoli. Così ci sediamo con loro a bere e chiacchierare un altro po’.

Mi rendo conto di dimenticare già un sacco di cose belle che mi voglio segnare e scrivere per bene, ma mi vengono in mente sempre nei momenti sbagliati e mai quando ho la possibilità e il tempo di scrivere…maremma laotiana

28 dicembre 2012

Sul minivan per Vang Vieng ci saranno con noi alcuni immancabili israeliani, una ragazza francese e un tipo italiano che resta molto sulle sue. Il Laos è tutto verde…le montagne sono strepitose e ad ogni sosta ne approfittiamo per immortalare un  paesaggio che apre il cuore e delizia l’anima…

Quando arriviamo nel pomeriggio io e Nathalie prendiamo un bungalow alla guesthouse che ci ha suggerito l’autista del tuk tuk, appena fuori dal centro, per 30mila kip a testa! Ottimo!

Sistemati e docciati attraversiamo lo stradone sterrato per raggiungere il centro. Mentre andiamo da Chris e Giuseppe incontriamo le due ragazze tedesche di sempre con cui scambiamo le solite quattro parole di rito.

Prendiamo una pizza in quattro e poi carne, patatine, insalatina.

In giro non c’è granché da fare…compriamo il portadocumenti per il tubing sul fiume di domani e ci sediamo a bere in un pub. Dolcino notturno alla pasticceria e a letto.

29 dicembre 2012

Christian è partito per la Thailandia, dove raggiungerà il cugino e Peppino è collassato a letto. Io e Nathalie con Omri l’israeliano abbiamo una giornata di cave, tubing nelle caves e kajaking. Wow! Quasi quasi sembriamo sportivi veri…Ahahahah…Finiamo alle quattro e abbiamo di nuovo fame, anche se il pranzo che ci hanno dato all’escursione non era stato male, con riso e verdure, panino, spiedini e banana.

Allora panino e shake alla papaya per soddisfare nuovamente lo stomaco.

L’organizzatore della nostra giornata si chiama Kum, ovvero ragazzo che sorride…e lo è davvero ed è simpaticissimo e in gamba.

30 dicembre 2012

Noleggio una bicicletta e vado in giro da solo, cercando di interpretare la cartina disegnata a mano che mi hanno dato (come sempre molto più che approssimativa), ma mi perdo allegramente… Arrivo ad una grotta ma non entro perché dopo aver pagato per la bici e per l’ingresso al parco vogliono altri soldi per entrare nella grotta.

Pomeriggio vado finalmente a scendere il fiume col tubing…Non si può passare da Vang Vieng senza farlo e allora eccomi…sono pronto…Ritrovo di nuovo Francesco di Verona con Luke e altri, così si scende insieme, sguazzando nell’acqua su questa ciambella di gomma, spinti dalla corrente, mentre chiacchieriamo rilassati bevendo beerlao sotto il sole di dicembre.

Quando finiamo la discesa io e Francesco ci fermiamo ad un chioschetto a chiacchierare ancora un po’, accompagnati da altre birre, sigarette e patatine…

Ma per concludere in bellezza il pomeriggio vado a provare una sauna alle erbe giusto accanto al bungalow, mentre aspetto Nathalie che dovrebbe tornare dalla sua giornata di climbing. Assurdo…la sauna consiste in una cabina rivestita di stoffa e al massimo ci possono stare 2 o 3 persone per volta…interessante…

Quando Nathalie torna andiamo a mangiare e decidiamo che stasera ci rilassiamo guardando Friend’s sdraiati su un materassino, in uno dei mille locali che per tutta Vang Vieng ne ripropongono le puntate a nastro, con anche i sottotitoli. Originale come idea… In giro rincontriamo Peppino, gli svedesi e le tedesche…

31 dicembre 2012

Andiamo alla Blue Lagoon, che a parte il colore magnifico dell’acqua, non è altro che una pozzetta con accanto un bel prato…siamo un po’ delusi, ma ne è valsa comunque la pena perché per arrivarci abbiamo fatto un giro in bici spettacolare.

Da solo andrò a vedere altre due grotte difficili dove praticamente devo fare climbing per arrivarci ed entrare ma sono soddisfatto di me…ci sono solo io…sono da solo nel mezzo del nulla… …nella natura più selvaggia…nel verde più verde…wow…wow…wow…

In una grotta sotterranea c’è una piscina naturale…mi godo un momento magico con me stesso…saggio l’acustica e mi metto a cantare mentre nuoto, con le rane appostate sulla riva che mi guardano strano e i pesci sotto di me…stupendo…

 Al ritorno mi fermo a guardare le mongolfiere che si alzano in volo…sono una cosa che mi ha sempre inquietato…non ci salirei mai…non mi danno sicurezza…Bevo un succo di mango e compro una canottiera del tubing. E per l’appunto in quel momento incontro Nathalie e Peppino che tornano dal loro pomeriggio di tubing. Sono infreddoliti e tremano da matti, hanno beccato una giornataccia, mentre per me il giorno prima è stato stupendo.

Mangiamo uno spiedino di pollo per strada, che si rivela essere più ossa che altro…

A cena saremo insieme agli svedesi e alle tedesche…non è proprio un’allegra compagnia se dobbiamo dirla tutta…

A tavola Giuseppe non si sente molto bene e alle nove e mezza mi chiede di accompagnarlo a letto. Lo lascerò nella sua stanza a riposare mentre noi andremo a ballare e bere in un locale. E’capodanno dopo tutto…Incontriamo anche Bruno portoghese! E’ una bella serata, ballo e mi diverto. Poi Nathalie va via a fare un bagno con Andrea lo svedese…Ci sono anche i due polacchi di Chiang Mai….

Buon 2013!

01 gennaio 2013

Primo gennaio 2013. Partiamo da Vang Vieng alle nove per arrivare all’ora di pranzo a Vientiane, capitale del Laos. Io e Nathalie saremo ancora insieme, mentre gli altri prendono un’altra guesthouse. Per la prima volta dall’inizio del viaggio troviamo un pessimo posto per mangiare. Il locale non sembrava male, ed era parecchio frequentato, ma il cibo era davvero cattivo. Facendo un giro in centro e lungo il Mekong poi incontriamo  il signore austriaco che era a Vang Vieng con la fidanzata thailandese e così facciamo quattro chiacchiere con lui.

Più tardi, dopo aver incontrato anche gli altri, andiamo a cena per strada, in un angolo nascosto, per laotiani, a mangiare una zuppa di noodles e dopodiché ci spostiamo a bere al Porpagnang, sulla terrazza che dà sul fiume…davvero suggestivo…

Un inizio d’anno davvero rilassato, in pieno stile laotiano…

Vientiane è la capitale più tranquilla e “lenta” che abbia mai visto, ma in qualche modo è molto accogliente…e mi piace, seppur sembri priva di stimoli e di cose da fare e da vedere…Bangkok è lontana anni luce…

02 gennaio 2013

Mi sveglio presto e per salutare Nathalie le porto a letto una brioche francese al cioccolato, il caffè e una cartolina con un saluto carino.

Alle nove ho il pick-up per la stazione degli autobus da cui partirò per Konlorcave. Con me c’è Omri l’israeliano e poi conosco Marco di Zurigo e i tedeschi di Colonia, Kata e Markus. Quando arriviamo a Konlorcave nel pomeriggio ci trasferiamo tutti nella stessa guesthouse…Pare ce ne siano due e scegliamo la più carina, che ha anche un giardinetto e una terrazza panoramica, oltre che la possibilità di cenare lì…Anche perché attorno c’è il nulla…e quindi ci fa proprio comodo…

C’è anche Johnatan, New Zealand e poi Daniel e Lilly dagli U.S.A. e due giovanissimi british. Birre e cena insieme.

Sarà davvero presto quando andremo a letto. Ma siamo comunque stanchi e non c’è altro da fare…Domani Konlorcave…Promette bene…Già da qui è tutto fantastico…

03 gennaio 2013

KongLor Cave è stupenda, da lasciarci senza fiato…Una grotta immensa, che chiamare grotta è davvero riduttivo…sette chilometri e mezzo di tunnel naturale nella roccia, percorsi sull’acqua con una piccola barchetta a motore…

Formazioni calcaree di vari tipi e un’atmosfera pazzesca…incredibile…All’uscita della grotta faremo una pausa e poi la percorreremo in senso inverso per tornare alla guesthouse.

Quando abbiamo finito faccio un bagno all’ingresso della cueva, dove c’è uno specchio d’acqua bellissimo, pulito e abbastanza profondo…Sono l’unico col costume e come sempre non resisto…c’è anche un sole caldissimo e mi tuffo felice…

Dopo la doccia è già l’ora del check-out e alle 12,30 abbiamo il tuk tuk per Pakse…dopo un cambio a Ta kek credo. Da lì io, Marco, Jonathan e i tedeschi prenderemo un autobus locale per le 4 thousand islands…da pazzi…tutta la notte seduti su un autobus sgangherato…Un uomo mi fa alzare dal posto che occupo perché  dice che era il suo…è abbastanza alterato e addirittura mi sembra un poliziotto anche per via dell’abbigliamento…

Il viaggio è stata un’avventura totale….surrealismo puro…Alle 2 di notte l’autista si ferma in mezzo al nulla…Con l’aiuto del frasario riesco a chiedere a un ragazzo a che ora riparte e lui ci dirà alle 4…Ma la risposta l’abbiamo capita poi grazie all’aiuto dei gesti…è stato divertente…come sempre…provare a parlare in lao…Dopo qualche minuto di cammino troviamo un chioschetto aperto e perlomeno riusciamo a trovare una zuppa di noodles pronta da scaldare lì per lì…Si riparte…

04 gennaio 2013

Alle nove e mezza del mattino attraversiamo il fiume con l’autobus che ci lascia giusto al di là  del ponte mobile. Per andare a Don Det, la nostra isola, dobbiamo prendere un altro battello per 50mila kip a testa…E’ caro…e non si può negoziare…

Dopo la colazione con birra e panino in un posto indiano ci perdiamo un po’ tutti…alla ricerca ognuno della sistemazione che più gli piace. Io ho preso un bungalow ultraspartano per 30mila kip…e mi va bene così…anche perché credo di stare solo una notte…Faccio la laundry e vado in internet…

Con una bici a noleggio faccio il giro di tutta l’isola, che è stupenda e poi attraverso il ponticino che mi porta su quell’altra fino alla vista della Cambogia. Ritorno con un tramonto che quasi mi fa piangere…faccio un po’ di foto…

Dopo la doccia cerco gli altri e incontro invece Daniel e Lilly che sono appena sbarcati. Così li porto dove dormo io e prendono giusto il bungalow accanto al mio…Poi si va a mangiare pumpkin burger e patatine. Mentre prendiamo un loti alla banana incontro di nuovo Kusca, la tedesca di sempre…e poi becchiamo gli altri al pub…così sto con loro a bere e fumare…Alle 11 e qualcosa tutto finisce…ci sono ipotesi di trasferimento sulla spiaggia, ma io davvero non ce la faccio…vado a ninna… Cambio altri 100 dollari che mi erano rimasti…i kip sono finiti un’altra volta…

05 gennaio 2013

Cerco di fare il bagno prima di partire, ma non trovo nessun posto che vada bene e alla spiaggia principale la mattina c’è un gran traffico di barchette e battellini…

Si fa colazione tutti insieme alle 9 e insieme a noi c’è anche un ragazzo giapponese. Dopo i saluti facciamo il check-out, quando incontro due ragazze italiane di Trento e Ferrara con Javi di Valencia. Ho giusto cinque minuti per chiacchierare con loro prima di andare a prendere il battello.

Ovviamente c’è confusione, con i biglietti e tutto il resto. Jonathan partirà prima di me…chi ha il biglietto come il mio resta ancora a terra…vai a capire…

Finalmente arriva anche il mio e quando arriviamo sull’altra sponda è il caos più totale, non si capisce davvero nulla e nessuno sa niente… Ma anche stavolta dopo un po’ di pazienza si riparte…Salgo sul mio minivan…e questa volta è Johnatan a restare a terra…mi batte il cinque attraverso il finestrino del minivan…lui avrà un altro autobus e domani ripartirà per Singapore. Su questo furgoncino improbabile siamo davvero troppi, ma ci si fa e arrivo a Pakse dopo le tre. C’è una lunga pausa poiché il prossimo sleeping bus partirà alle otto. Così decido di cercare il centro e fare un giro per Pakse, quando incontro praticamente subito Evia, ragazzo thai-malese-cinese. Passiamo il pomeriggio insieme, beerlao e piatto di riso, cocco e uova con insalatine che dividiamo. Approfitto per ricaricare il mio mp3 con la riserva portatile di carica usb che ha Evia. Ci scambiamo i contatti e mi accompagna a prendere l’autobus, così chiede anche informazioni sul suo, mentre io compro acqua e succo d’arancia chimico per il viaggio.

Lo sleeping bus è assurdo…molto peggio del local bus. Ogni posto è per 2 persone…Chiacchiero con una coppia di ragazzi, lui slovacco e lei ceca. Nel mio “letto” c’è insieme a me un ragazzo svedese di 31 anni…E’ qui in zona da sei mesi, vuole comprare un pezzetto di terra a Don Det per aprire un bar…Mi racconta che un giorno mentre era in un bar a Bangkok l’hanno preso per fare la comparsa in un documentario sul Vietnam, per discovery channel ! Come sono invidioso…

Alla mia sinistra invece ci sono 3 cinesi giganti e parlo anche con loro sfoggiando pure le mie 4 parole di cinese…Ci divertiamo per qualche attimo…

Impossibile dormire…sono esattamente sopra la ruota posteriore destra…Si ballonzola tutti ad ogni attimo, ma io volo di brutto…letteralmente…ad ogni scossone il mio corpo si stacca dal materasso e rimane sospeso per qualche frazione di secondo prima di ritonfare giu…Mi guardo attorno e tutti più o meno ondeggiano, ma nessuno vola… E tra l’altro il cinese accanto a me è davvero un gigante, fa la guida di hiking per un gruppo di anziani e la sua coscia enorme mi continua a cadere addosso e non riesco a spostarlo mentre dorme placidamente…

Ma c’è anche la nota positiva…questa volta ci hanno dato un sacchettino con acqua, biscotti, succo di fragola e salviettine…basta poco per essere contenti…

06 gennaio 2013

Alle 6 del mattino arriviamo a Vientiane, alla stazione sud e dopo ventimila kip per il songtao siamo in centro, dopo un’ora. Lo svedese prende una singola…è difficile trovare posto in questi giorni, così io prendo giusto un letto in dormitorio per quarantamila kip, con la colazione inclusa. Nella guesthouse ritrovo i cecoslovacchi e mi metto a riposare un paio d’ore. Dopo una doccia veloce esco e vado a prendermi  una brioche alla boulangerie francese, che mangio per strada andando verso l’ufficio d’informazioni turistiche, per chiedere del bus per il Vietnam. Approfitto anche dei loro computer per usare internet.

Cammino per il centro e sul lungofiume per poi fermarmi in un posto simil-cinese dove pranzo con pad thai e smoothie al mango…

Un po’ di malinconia mentre cammino sulla spiaggia ascoltando in cuffia Hemingway dei Negrita, e cantando raggiungo la riva…Mi sembra di stare in un videoclip. Faccio un giro al mercatino e un po’ di foto ad un tramonto pazzesco…Ho strane sensazioni e mi ritrovo di nuovo a non saper cosa fare della mia vita.

Penso che stasera voglio incontrare qualcuno in un bar e mentre cammino incrocio tre ragazzi laotiani, ci sorridiamo e mi invitano ad andare con loro…Saing è il proprietario del bar dove andremo e verrà con me a mangiare nel ristorantino di una sua amica, che è sposata con un tedesco. Scoprirò l’indomani che il posto si chiama Lara…come la loro figlia…ancora coincidenze curiose…

Passo la serata al bar, con alcuni amici di Saing e altri stranieri.

07 gennaio 2013

Arrivo tardi per la colazione ed il receptionist che già mi odia, decide di non darmela.

Mi aveva infatti già rimproverato perché ho dimenticato di togliere le scarpe…mannaggia a me…ma è anche vero che lui mi ha preso proprio in antipatia…pace…vorrà dire che faccio colazione alla boulangerie francese mentre vado a comprare il biglietto per Hanoi…è già l’ora del Vietnam…

Verso mezzogiorno sono da Saing che mi riporta a pranzo dai suoi amici; riso, maiale e frittatina…è tutto buonissimo qui…Mi fanno assaggiare anche un pankake al cocco, tipico del posto.

Pomeriggio ho tempo per radermi, scrivere, comprare il dentifricio e sbrigare altre piccole necessità, prima di fare un giro sul Makong, dove incontro Nai, laotiano, che mi viene incontro ed inizia a parlarmi, ma purtroppo ho pochissimo tempo…ho fissato con Siang che poi mi riporta ancora sul fiume, dove bevo una beerlao al tramonto…perché a Vientiane va fatto…ed è un piacere irrinunciabile…

Passando per il mercatino andiamo a mangiare al Porpagnang e dopo cena raggiungiamo altri amici al bar…dove chiacchieriamo e beviamo in compagnia…

Una su tutte per quest’altra bella giornata: discorsi sulla sessualità con Ron, sudafricano con la ragazza laotiana (bellissima), che qualche mese fa erano a Fiesole per un matrimonio… … … … “ci sono cose che nella vita non si possono comprare….”ahahahah…però è proprio vero…

08 gennaio 2013

Colazione alla guesthouse ( questa volta sono in tempo…), doccia e check-out.

Problemi con l’internet banking e mail che non arrivano…

Vado a pranzo con Saing e compro una maglietta della beerlao…ahahah…Prendiamo poi un caffè e un dolcino in una pasticceria dove incontriamo un altro suo amico.

Compro un panino porcellissimo in un bar gestito da un americano, per il viaggio in autobus, e saluto Saing. Prendo lo zaino e vado all’agenzia per il pick-up; sono le 4 e mezzo.

Ho ragalato la mia maglietta verde a Saing, che mi aveva detto “che bella !” e del resto sta molto meglio a lui che a me…così metto addosso quella della birra.

Alle 5 si parte con uno sleeping bus un po’ piu’ comodo…diverso…ci sono posti singoli ma strettissimi. Si sta più o meno allungati coi piedi incastrati in una scatoletta dove mettere anche le proprie cose….Il motore si accende….sono le 18.30….Good bye beautiful Laos…

09 gennaio 2013

Un viaggio da incubo sullo sleeping bus. La musica è assordante, anche quando si fa tardi ed è appunto un autobus in cui si dovrebbe poter dormire…ma nessuno si lamenta, anche se le facce di tutti sono piuttosto stravolte…L’aria condizionata è gelida e indovina indovinello…ovviamente non si può spegnere…

Al confine con il Vietnam piove forte e per passare la frontiera ci viene chiesto un ulteriore dollaro, anche se un francese che era con noi non lo pagherà e riceverà tra l’altro trentun giorni sul passaporto, mentre io ne ho appena una ventina…boh…inutile arrabbiarsi e provare a chiedere spiegazioni…Non hanno una logica  e si divertono anche a stressarci con ripetuti e ancora ripetuti controlli del passaporto, mentre è un continuo saliscendi dall’autobus con tutti i bagagli, sotto la pioggia fredda. Vedo alcuni episodi davvero assurdi e l’ottusità di alcuni militari di frontiera non si può esprimere a parole…

Alle sei di sera arriviamo finalmente ad Hanoi. Sono con Marco olandese, Anton canadese e Andri finlandese. Il taxi che prendiamo per il centro prova a truffarci di brutto, ma per fortuna siamo in quattro e riusciamo a dargli la metà dei soldi che ci aveva chiesto.

Facciamo il check-in un ostello in centro, che per 6 dollari ci darà anche la colazione.

Dopo essere usciti ad esplorare i dintorni, ci fermiamo a mangiare qualcosa e bere birra al backpackers hostel, dove incontriamo tanti viaggiatori e turisti e parliamo con un sacco di gente. Conosco una coppia olandese simpatica che poi incontrerò ancora nei posti e nei momenti più impensabili; un pilota d’aerei tedesco che tempestiamo di domande e curiosità sul suo lavoro… Andiamo anche in un locale accanto dove a una certa ora si sposta il divertimento…prima di crollare a ninna…

10 gennaio 2013

Dopo la doccia la signora tuttofare dell’ostello mi prepara una zuppa di noodles con uova e caffè e, mentre ancora tutti dormono, esco per la città…Sono il più grande del gruppo e sono soddisfatto di me…trovo l’ufficio d’informazioni turistiche e prendo piantine della città da dare ai ragazzi. Visto che ho ancora fame, non mi faccio mancare una brioche mentre passeggio sul lago, prima di tornare in ostello dagli altri. Do la roba in lavanderia e controllo la posta.

Quando tutti sono pronti facciamo un po’ di giri al lago, alla cattedrale S.Joseph e al tempio della letteratura…

A me piace tutto…a volte semplicemente perché si tratta di qualcosa di nuovo, di mai visto e mi sembra già stupendo per questo…anche se poi è chiaro che per alcuni posti è sufficiente anche un’occhiata veloce…per poi andare oltre… e non fermarsi mai, mi verrebbe da dire.

Quando gli altri decidono di tornare verso l’ostello io da solo proseguo per il mausoleo di Ho Chi Min e poi per il lago Truc Bach, che insieme all’Hoan Kiem e al Thien Quang costituiscono i principali laghi di Hanoi… capitale puntinata dall’acqua.

Camminando mi ritrovo al Dong Xuan Market…un’altra follia di merci, persone, caos.

A pranzo ho mangiato in un posto per strada buonissimo ma caro (forse caro solo per me…). Una specie di patate al forno o fritte e noodles con verdure e carne, con una salsa che profumava di brioches alle mele. A naso sono riuscito a tornare all’ostello. Ho un po’ di tempo per rilassarmi, scrivere e sbrigare alcune necessità quotidiane.

Per cena saremo io, Andri e Anton, in un posticino carino dove questa volta la carne con le verdure che scelgo è pollo, ovviamente accompagnato da birra locale. Marco resta a letto perché sta poco bene. Poi Andri e Anton vanno subito a dormire…ma per me è prestissimo…

Vado ancora in giro da solo in cerca di un dolcino serale  che fatico a trovare e che un po’ mi delude.

11 gennaio 2013

Vado ad Halong Bay senza i ragazzi, che prenderanno una 3 giorni organizzata mentre io scelgo per una soluzione più rapida di un giorno e una notte, anche perché le previsioni meteo non promettono niente di buono.

Il van arriva con abbondante ritardo e mi ritrovo schiacciato a terra tra alcuni sedili e il portellone scorrevole…bene…cominciamo bene…

Dopo varie soste create ad hoc per far spendere soldi, dopo circa 4 ore arriviamo ad Halong City, accompagnati da Qui, un ragazzo davvero simpatico.

Ci imbarchiamo per Halong Bay e mentre iniziamo a vedere le isole e le rocce che spuntano dalla nebbia ci viene servito il pranzo a bordo…Non è male, ma niente di speciale e le porzioni sono davvero piccole…

In cabina con me c’è Haime, che viene dalla Colombia…è il momento di parlare spagnolo…ci sono anche le argentine Agustina, Pilar, Ana, Brenda e Mercedes, che gira e rigira hanno tutte origini italiane. Con noi ci sono anche due ragazze sudcoreane, gli immancabili israeliani che questa volta si chiamano Shoam e Lyon, e la mitica Helena dalla Russia, che mi farà provare le sue ultrachimiche sigarette alla fragola mentre chicchieriamo a prua. Poi Marisa e Raquel dalla Spagna e altre due ragazze ancora, con cui, purtroppo, non ho avuto modo di scambiare nemmeno una parola.

Vediamo il villaggio dei pescatori e una grotta fantastica in cui facciamo mille foto…Anche se l’equipaggio non è entusiasta all’idea, abbiamo quasi tutti voglia di fare kajaking…anche perché abbiamo pagato pure per questo e quindi mi ritrovo con Haime su una canoa a dover remare per me e per lui…ahahahah…

Cena a bordo, tale e quale al pranzo…Fa freddo e non c’è molto da fare, ma riesco a spiegare come si gioca a scopa con le carte…in una barcozza, a gennaio… in Vietnam, a giocare a scopa con due spagnole e un israeliano…Viva la vita…

12 gennaio 2013

Anche oggi c’è lo stesso brutto tempo di ieri…e quindi niente albe né tramonti spettacolari…solo un grigio diffuso, che comunque non cambia i nostri stati d’animo…stiamo bene insieme e ci divertiamo…

Dopo la colazione ci fanno vedere giusto per un istante, dal molo, l’isola Cat Ba, perché è già ora di rientrare…

Mi sono dovuto arrendere questa volta…non posso fare il bagno…pioviggina e fa fresco…peccato…mi sarei tuffato volentieri in questo paradiso…ma il Nord del Vietnam ha un clima completamente diverso dal resto di tutta l’area e quindi per vedere Halong Bay in un certo modo bisognerebbe venire ad Aprile…

Pranziamo in un ristorante abbastanza squallido ad Halong City, dove ci parcheggiano per parecchio tempo…Va beh…abbiamo modo di conoscere altri gruppi di persone interessanti…Parlo soprattutto con un italiano sessantenne che ha speso la sua vita in Germania e con una coppia di cileni con cui ricordo di aver scambiato pensieri  sui reciproci sistemi universitari…

Salutiamo le argentine che saranno su un altro autobus e ripartiamo per Hanoi.

Siamo rimasti io, Haime ed Helena. Dopo il riso in bianco e un pesce in sei ad Halong Bay, ci rifocilliamo con hamburger, patatine e crepe al cioccolato…e dopo cena facciamo un bel giro al night market e per il centro della old city. Ci ritroviamo a bere birra e vodka (di nascosto) in un pub davvero bello ed accogliente… Helena aveva comprato una bottiglia di vodka di pessima qualità in un negozietto…e così tra un sorso di birra e l’altro ci scappa uno “shottino” di alcool puro in pratica…anche se lei stessa ci ha detto che si dovrebbe stare molto molto attenti alle bottiglie di vodka che costano poco…

Il posto giusto di questa serata sembra essere l’irish pub e così ci trasferiamo là a ballare un po’ e con grande sorpresa incontro Omri…che è appena arrivato in città, da nemmeno due ore…quando si dice “il destino”…

 Helena e Haime…due persone molto interessanti…è stato bello stare insieme…Mi raccontano le loro storie…ma io non riesco a raccontare la mia…e quando ormai ci sto pensando non c’è più spontaneità, non avrebbe più senso…e sarebbe comunque troppo…e nessuno mi ha chiesto nulla…allora ascolto le loro…

Il papà di Helena si è rifatto una vita e una famiglia in Spagna e lei non lo vede da 12 anni…ma forse a breve ce la farà…

Mi piace molto la sua tranquillità ed è una russa davvero anomala…se così si può dire…lei stessa lo sa…

Haime ha una sorella anche lei antropologa che è stata punk, hare krishna e mille altre cose ancora…Dopo la morte del fidanzato giapponese nello tzunami che tutti ricordiamo, ha cambiato ancora vita, si è fatta una liposuzione e altri interventi chirurgici ed è andata a vivere in un igloo in Finlandia, col figlioletto e il compagno…

Cos’è il coraggio di vivere la propria vita?

Sono ammaliato da questa storia…mentre Haime è già passato a raccontare invece della madre, che per un pranzo di natale comprò dei funghi al mercato…ma qualcosa di strano accadde durante il banchetto…Tutta la famiglia si sente euforica fuori misura e tutti ridono inspiegabilmente fino poi ad accusare altri strani sintomi tanto da rendere necessaria una corsetta al pronto soccorso…

I funghi non sono affatto comuni in Colombia e al mercato la madre di Haime ha comprato inconsapevolmente dei funghetti speciali…

Non riuscivo a smettere di ridere quando mi raccontava questa storia surreale…da film…

13 gennaio 2013

Facciamo colazione al Geeko, dove abbiamo cenato ieri sera e dopo un giro al lago e alla cattedrale, Haime ha il taxi per l’aeroporto.

Io prenoto un altro sleeping bus per Hue…sperando sempre in un viaggio migliore…

Cerco un caricabatterie per il cellulare…sono quasi sicuro che me l’hanno rubato in cabina ad Halong Bay…meno probabile l’ipotesi dell’ostello…Comunque ne trovo un altro, che non funzionerà mai…tanto in pratica usavo il telefonino solo per mettere la sveglia e mandare qualche messaggio…posso stare senza…pazienza…

Mangio in un posto carino vietnamita in centro e ne approfitto per scrivere un po’. E’ l’una e mezza.

Ansia da smarrimento….che faccio? Dovrei cercare di prenotare un volo per fine febbraio? Resto qui? Vado avanti e poi decido? Ma si…vedremo…

 Mi piace passeggiare sulla riva del laghetto centrale di Hanoi…e questa volta incontro un gruppo di giovani vietnamiti insieme a un trentenne che mi sorridono e dopo avergli sorriso a mia volta mi fermeranno per parlare un po’ in inglese…Spendo un paio d’ore con loro e insistono per offrirmi il caffè…E’stato bello conoscerli…

 Il tempo corre via e sono le già le sei quando un motorbike mi accompagna al pick up per l’autobus…Va meglio delle altre volte ma non dormo lo stesso perché accanto a me c’è una signora che russa in una maniera inaccettabile…tutto il tempo…

Voglio dormireeeeeeeee…spegnetela…e dai…che cavolo….ahahahahahah…

14 gennaio 2013

Arrivo a Hue di mattina presto. Sono insieme a Ojer di San Sebastian e a Chantal, giovanissima ragazza cinese. Dopo negoziazioni varie all’ostello riusciamo a farci dare una tripla per quattro dollari a testa. Quando prendiamo la stanza Ojer fa il caffè e Chantal ha un dolcino…Io non ho nulla da mettere a disposizione di questa colazione improvvisata , se non bocca e stomaco…

Dopo la doccia necessaria ci dirigiamo verso la cittadella, dove visitiamo ogni angolo e scorcio di questa magnifica eredità imperiale…Anche questa volta i prezzi sono raddoppiati rispetto alle nostre guide, che sono aggiornatissime, ma evidentemente non troppo…

Siamo abbastanza stanchi ed è piuttosto caldo…così ci fermiamo in un posto vicino. Sembra (probabilmente è) una casa privata che prepara da mangiare per i passanti…Oltre alla ragazza che cucina ci sono tre signori vietnamiti sui 50 ad un tavolo vicino che iniziano a “comunicare” con noi. Io gli offro le sigarette e loro iniziano a riempirci i bicchieri di birra, dopo che abbiamo finito le nostre…

Ogni bicchiere va bevuto “alla goccia”…così usciremo da lì balordi alle tre del pomeriggio…

Mentre attraversiamo il ponte sul fiume per andare verso il centro alcune donne ci offrono un giro in battello. Un sorriso e due parole in vietnamita ed il prezzo è subito sceso…Poi Chantal lo fa scendere ulteriormente così che alla fine per un’ora faremo un giro in battello spendendo quasi niente…Compriamo un’altra birra e alcuni segnalibri artigianali che la moglie del “marinaio” ci propone…

Perlustriamo il quartiere dei backpackers e prendiamo ancora una birra very very cheep, ma dobbiamo mangiare qualcosa per asciugare un po’…così, giacché siamo lì, io e Ojer, ordiniamo qualcosa di diverso e tipico ed ecco che ci prendiamo una fregatura pazzesca….non c’è niente da mangiare in questi piatti assurdi che a vederli in foto sembravano grandi e deliziosi…e spendiamo anche piu’del solito…poi moriremo dal ridere a ripensare alla situazione e a tutto il resto, ma siamo rimasti affamati e fregati…così è necessaria una pizza…buona e saziante, con insieme, ovviamente, un’altra birra.

Prenotiamo la gita per l’indomani alle tombe reali: con sei dollari abbiamo il battello, la guida, le tombe e il pranzo… Dato che reputiamo di non aver bevuto abbastanza birre per oggi, ne prendiamo altre da portarci in ostello, insieme a qualcosa da sgranocchiare…Chiacchieriamo bevendo e fumando seduti al balcone della nostra camera…oggi di lusso…abbiamo anche il balconcino panoramico…

15 gennaio 2013

Prima delle tombe reali, il battello si ferma a farci vedere una tipica casa vietnamita vecchio stile. Si devono pagare 20 mila dong a parte, perché è una casa privata…una delle poche rimaste a testimonianza.

La nostra guida, Ping, è un ragazzo davvero in gamba e simpatico…ci dice un sacco di cose interessanti sulla filosofia e la vita vietnamita, nonché sul buddhismo…sui significati dei colori rosso e giallo…e mille altre cose ancora. Vedremo anche una bella pagoda dove ci racconterà ancora di religioni e spiritualità, sottolineandoci la differenza tra un tempio e, appunto, una pagoda. Ancora una sosta a bordo fiume per un piccolo tempio gratis, ma quasi nessuno di noi ha voglia di arrampicarsi sulla collinetta per vederlo…abbiamo ancora le tombe reali che ci aspettano…

 Il pranzo a bordo è abbastanza deludente, ma ce lo facciamo bastare e ce lo facciamo piacere. Conosciamo una coppia di canadesi sui cinquanta. Lui fa il pittore e mi dice di avere amici italiani vicino a Foggia…Ormai non  mi stupisco quasi più di tutti queste stranezze o coincidenze o strani segni che chiamar si vogliano…

 Dato il prezzo delle tombe ( triplicato rispetto alla guida) decidiamo che una su tre ci può bastare, la più importante e sontuosa…

Così dovremo aspettare i componenti del gruppo che invece visitano anche la seconda. E mentre bivacchiamo tra un marciapiedi e le radici di un albero, si avvicinano a noi delle simpatiche ragazze vietnamite per scattare alcune foto insieme…

Ed anche oggi c’è la sosta “spontanea” ad un mercatino tipico…pieno di cose da comprare, da comprare, da comprare…

Ed aspettiamo anche alla terza tomba, dove approfitto della pausa per scrivere qualche riga.

 Alle 4 ripartiamo e quando siamo a Hue, io e Ojer andiamo a prendere qualche birra al solito posticino cheep del giorno prima.

Decido che domani andrò ad Hoi An, per 4 dollari in autobus.

Tra il centro e l’ostello ci fermiamo a mangiare noodles con pollo e verdure e un’insalata in due. E mentre ceniamo, il fratello diciottenne del proprietario del locale ci invita a raggiungere lui ed i suoi amici per bere insieme del whisky di riso. Lui si chiama Ye e la sua fidanzata Tin. Poi ci sono altri tre ragazzi tra cui Nin, mitico tassista fumato ventisettenne con moglie e figlia. Stiamo con loro a bere e chiacchierare…una bella sorpresa anche oggi…Andiamo a dormire balordi e colocados al punto giusto.

16 gennaio 2013

Alle 8 abbiamo il pick up per Hoi An, ma Ojer è su un altro autobus perché ha fatto un abbonamento con una compagnia.

Su quello che prendo io invece incontro di nuovo Andri, il finlandese e chiacchiero per un po’ con René, che invece è norvegese ed è seduto accanto a me.

Quando l’autobus si ferma per una pausa vedo Ojer che per fortuna ha preso la mia maglietta che avevo dimenticato in bagno la mattina. E ci sono anche Raquel e Marisa…Ma come è piccolo il Vietnam…ahahah…

Quando arriviamo ad Hoi An ci si ferma giusto giusto davanti ad un hotel da cui esce il receptionist pronto ad accoglierci…ma guarda un po’…

Per me è troppo caro però e tra l’altro voglio trovare Ojer per riprendermi la maglietta e magari condividere una stanza. Così mi incammino verso la stazione degli autobus, ma è troppo lontana e allora torno indietro già stanco verso la zona degli hotel, che è molto vicina al centro. Giro tre o quattro posti, sono tutti davvero cari e mi dicono che qui sistemazioni a basso budget non ce ne sono…

Ne provo un altro e appena entro c’è Ojer che stava per prendere un letto in un dormitorio per cinque dollari e così dopo esserci abbracciati andiamo in un altro posto dove abbiamo una camera doppia per cinque dollari a testa. Il destino ci vuole di nuovo insieme.

Al check-in si crea una situazione poco piacevole perché con noi c’è un autista di motorbike che ci aveva accompagnato a piedi, per sua scelta, dicendoci che questo posto costava otto dollari…

E finalmente relax…Dopo esserci sistemati, ci sediamo in un bar accanto all’hotel per una birra super cheep  e poi mangiamo pizza, riso e maiale… ci sono anche Marisa e Raquel che passavano di lì…e sono nel nostro stesso hotel…

Anche Hoi An è patrimonio mondiale dell’umanità e il centro è davvero carino, molto particolare e di grande atmosfera…un vero spettacolo…

Passando per il coloratissimo mercato della frutta e della verdura ( ma anche del pesce e di tante altre cose ancora) ci dirigiamo verso la barcozza che abbiamo scelto per un bellissimo giretto al tramonto.

Al ritorno esploriamo anche l’altra sponda del fiume prima di scegliere un posto per strada dove cenare con un ottimo cao dao, con tanto di veglia funebre accanto…ma nessuno sembra curarsene…

Dopo cena c’è spazio per una birretta ancora ( ma credetemi non siamo alcolisti…e la birra qui è molto leggera… )e quando tutti sono stanchi e vanno a letto io ho ancora l’energia per fare quattro passi, prendermi un gelato e cercare altre informazioni in un’altra agenzia per My Lai…che sembra un posto irraggiungibile…voglio andarci a tutti i costi ma in ogni posto mi danno informazioni diverse, assurde e ho la chiara sensazione che vogliano distogliermi dall’andarci…mah…

17 gennaio 2013

Raquel, Marisa ed Ojer sono andati a Mi Son a visitare alcuni templi, ma io ho preferito rinunciare e dedicarmi ad un po’ di cose pratiche oggi. E poi spero di riuscire ad organizzarmi per andare a My Lai e a Cu Chi, vicino ad Ho Chi Min City.

Con due dollari ho una discreta colazione all’hotel e dopo la doccia insisto a cercare un modo per raggiungere il villaggio di My Lai, distrutto gratuitamente dagli americani durante la guerra “del Vietnam”.

Alla reception riesco a prendere un biglietto per Quang Ngai, per poi andare da lì a My Lai, per domani. Insieme prenoto anche il bus notturno da Quang Ngai per Na Trang, per il giorno dopo, per 22 dollari totali…Mi sembra molto…ma comunque non ho alternative e mi sono stressato già troppo con questi biglietti…e dopo tutto volevo andare a My Lai in ogni caso…

Finalmente riesco anche a trovare una memory card per la macchina fotografica da otto giga ad un prezzo accettabile…

 Così posso di nuovo fare qualche foto mentre mi godo il centro di Hoi An…raggiungendo anche l’area al di là del ponte giapponese, dove per strada mi lascio tentare da una specie di dolce fritto con dentro fagiolini verdi…che tanto verdi non sono…ma riesco a mangiarlo…prima di tornare al nostro ristorantino di fiducia accanto all’hotel dove con grande piacere prendo un’insalata con lattuga, pomodori, cetrioli, cipolla, tonno e olio d’oliva!!! Ne avevo davvero bisogno dopo tanto tempo…e dopo tanto riso…

Quando mi dirigo verso il mare, nel pomeriggio, incontro i magnifici tre di ritorno dalla gita, così saluto le spagnole che partono già…Hasta luego amigas

Prima di arrivare alla spiaggia vogliono farmi parcheggiare la bicicletta lungo una strada…a pagamento ovviamente…ma esprimo il mio disaccordo garbatamente

( ahahahahahah….ma cosa scrivi???!!!) e mi porto le due ruote fino alla spiaggia, mentre il tizio mi bestemmia dietro in vietnamita antico credo….ahahahahahah…

Il mare è stupendo, con onde alte e acqua calda…faccio due bagni e tante foto, tra cui alcune a due pescatori che poi mi chiederanno di aiutarli a trainare la barca tonda a riva.

La signora che lavora allo stabilimento balneare accanto ( io sono ovviamente libero sulla sabbia nuda e cruda poco più in là…)mi chiede dell’Italia e mi dice che sa che tutti stanno andando via perché non c’è lavoro…eh già cara signora….proprio così purtroppo…

 Ojer non ha lasciato la chiave alla reception…maremma vietnamita…allora dopo un po’ chiedo a loro se mi aprono, così intanto faccio una doccia.

Quando il mio amico rientra andiamo a cercare un posto per mangiare qualcosa di diverso, che non sia riso o noodles soup. Così ci fermeremo in un locale sul fiume dove già eravamo stati insieme alle ragazze… Sembrava essere il posto più carino e sicuramente il più economico…e tra l’altro era l’unico, ma veramente l’unico, con la cameriera incazzata come una iena…ce l’aveva col mondo intero, mentre in tutti gli altri locali  tutte avevano un sorriso pazzesco stampato sulle labbra…

Incontriamo Paolo, sardo, seduto poco più in là…lo invito a sedersi e chiacchierare con noi…Immagino una scena del genere nella mia città…mi avrebbe detto “ma chi sei? Che vuoi? Chi ti conosce?” ma qui è tutt’un’altra vita…forse per me è questa la vita…e non quell’altra che mi costringe…

Questa volta  i nostri stomaci e i nostri occhi a tavola sono molto più soddisfatti,perché abbiamo speso poco e assaggiato degli ottimi cao dao, white rose e wanton.

Insieme ad altri israeliani andremo poi al Why Not…a bere whisky e cola gratis…

18 gennaio 2013

Mi sveglio alle cinque e dopo essermi preparato velocemente sono fuori dall’hotel ad aspettare l’autobus per Quang Ngai, mentre scambio qualche parola col portiere di notte, che si è alzato dalle sedie giustapposte su cui riposa…E’ davvero gentile, ha la mia età…e gli dico che facevo…faccio?…farò ancora? …il suo stesso lavoro…

Quando alle sei e venti arriva il mio autobus non riceverò nessun biglietto per il viaggio. Situazione tranquilla e tutti i passeggeri sono vietnamiti…nessuno va a Quang Ngai per “piacere”…

Dopo pochi chilometri rischiamo di brutto un incidente…per un pelo non ci schiantiamo contro un palo della luce a causa di una signora che in bicicletta, improvvisamente, senza mai nemmeno voltarsi a guardare, ci ha tagliato la strada in una maniera assurda! Giustamente gli hanno tutti bestemmiato dietro in vietnamita…

Un coccolone, una brusca sterzata, una lunga frenata e dieci centimetri a un brutto palo della luce…

Sospiro di sollievo e si riparte…sosta per “eliminare l’acqua”, fare qualche foto e fumare una sigaretta…Ci sto ricascando…non ci posso pensare…non devo riprendere il vizio…porcaccia la miseria…

Mentre risaliamo un ragazzo mi sorride, e dopo aver ricambiato a mia volta, è curioso di sapere giusto da dove vengo.

Iniziano i guai…Arrivo a Quang Ngai, all’hotel dove si supponeva che avrei dovuto lasciare il bagaglio per poi andare a My Lai. Ma alla reception c’è un ragazzo poco più che ventenne e rincoglionito di brutto…Non capisce proprio…nemmeno a leggere il vietnamita…non dico a capire quello che provo a dire io…ma a leggere nella sua lingua… Ovviamente non sapeva nemmeno del mio arrivo e quindi faccio una fatica cane a dirgli tutte le cose, ma alla fine “ riesce” a telefonare all’hotel di Hoi An per farsi spiegare la situazione. Dopo varie telefonate riesco anche io a parlare con la tipa che mi ha fatto il biglietto e gli racconto tutto, pure che l’autobus non mi ha dato nessun biglietto per Nha Trang per il giorno dopo, esattamente come lei non mi ha dato nessuna ricevuta del tutto. Il ragazzo della reception alla fine è stato anche gentile…ha ricaricato il suo cellulare per telefonare ad Hoi An per me, dato che in hotel non c’è un telefono da cui può chiamare (!!!).

Mi dice che per lasciare il bagaglio alla reception devo prendere una stanza per 5 dollari…A ripensarci anche dopo solo cinque minuti mi sono vergognato e pentito…ma in quel momento ho perso la pazienza e gli ho vomitato addosso di nuovo tutta la storia, in inglese, con tanto di “cazzo!” finale ( in italiano) e “sbattuta” del frasario sul tavolo…Mi sento una merda se ci ripenso…ma solo per il modo in cui ho reagito…la ragione era tutta mia… anche se a riassumerla così non rende abbastanza l’idea…

Per provare a ritrovare un piano di comunicazione civile gli compro un pacchetto di sigarette e quando si tratta di soldi capisce al volo lo stronzetto…ahahahahah…

Ed ecco che arriva un anzianotto che mi offre un passaggio in motorbike per My Lai per 400mila dong, che sono venti dollari…un vero furto….Sono nero…lui non vuole trattare e la mia ultima parola è che se vuole al massimo gliene do cento.

Attraverso la strada, cercando e chiedendo non so cosa e non so chi, ma nessuno parla inglese…

Vedo una bella caffetteria, così decido che intanto magari posso cercare di calmarmi lì dentro…Entro e trovo Khoa, il proprietario, trentenne, che parla inglese e pervade la mia anima con tutta la sua calma e gentilezza. Chiacchieriamo e prendiamo uno strepitoso caffè vietnamita. Mi accompagna alla stazione degli autobus con il suo scooter e da lì per 10 mila dong prendo un autobus per My Lai – Song Mi… Mi ha anche fatto lasciare lo zaino nel bar. Ce l’ho quasi fatta…e l’incontro con Khoa è stato davvero il sole dopo la tempesta, il portone che si apre dopo la porta chiusa in faccia, la fiducia che rinasce dopo lo smarrimento…

Sull’autobus c’è un ragazzo vietnamita ventunenne accanto a me…Iniziamo a parlare, ma lui è quasi a zero d’inglese…Così uso a palla il dizionario e chiacchieriamo un po’…riesco anche a fargli qualche domanda e a farmi dire dell’autobus di ritorno…Riusciamo persino a scherzare e ridere…Mi chiede se mi piace e/o se ho mangiato il cane… Ha una delicatezza del vivere che quasi commuove…così come Khoa e come tantissime altre persone qui e in tutti i posti che ho visitato…Poi simpaticamente mi dice “you’re very awesome”  e ricambio il complimento, mentre un ragazzo e una ragazza europei ogni tanto si girano a guardarmi attoniti perché credono che io sappia il vietnamita…un momento di goduria pazzesca…ahahahah…mi basta poco eh…

Quando scendiamo li conoscerò, Franci e Gerald da Berlino…Sono tranquilli e simpatici e così dopo aver visto My Lai continuiamo ancora un po’ a chiacchierare e camminare insieme. A un certo punto ci raggiunge velocemente un uomo in scooter e ci chiede cosa stiamo facendo e da dove veniamo…No comment…Gerald risponde che stiamo solo parlando…

Dopo aver visto il villaggio e il museo di My Lai ci si  chiede ancora una volta e poi ancora…ma perché? …Ma perché?!!!………………….Mi sento una merda per ogni sorso di coca cola bevuta…Mi angoscio pensando alla follia della condizione umana…ovunque…nel mondo…Adesso non pensarci…stop.

 Il mio autobus arriva alle quattro e mezzo e mentre lo aspetto alla fermata, una ragazza che lavora a My Lai sta andando via, a casa, e mi offre un passaggio in scooter…Tra l’altro l’hotel e la caffetteria di Khoa sono vicini a dove abita lei..Troppo gentile…

Entro al bar e bevo un altro caffè mentre mostro le foto di My Lai a Khoa, che poi va a giocare a calcio lasciandomi tranquillamente nel bar a scrivere e finire il mio caffè. Tutte le persone di Quang Ngai hanno perso amici e familiari durante il massacro di My Lai…e in questa città il turismo non arriva perché è al di fuori del circuito officiale…Sono tutti molto sorpresi di vedere uno straniero che passeggia per strada…e poi da solo e con la faccia sospetta come la mia…Ironia a parte…un mix di gentilezza e ostilità, paura ed altruismo…come forse dappertutto ancora…semplicemente in forme diverse…

Al bar c’è anche il papà di Khoa con alcuni amici…ed è anche lui davvero gentile e disponibile…Tanti incontri bellissimi…in una giornata pazzesca che era cominciata male…

Mentre aspetto Khoa vado a mangiare qualcosa per strada, in un posto frequentato dai locali…per 20 mila dong prendo una zuppetta con dentro i peggio pezzi di carne che solo a ripensarci mi vengono i brividi…E’ accompagnata da una specie di pane carasau…ahahah…che va spezzato e messo dentro, come ripetutamente mi fa vedere un uomo sui cinquanta…Ogni tanto si alza…viene al tavolo, prende il mio pane e me lo spezzetta dentro la zuppa…mentre i suoi amici accanto ridono…e io sorrido ma vorrei piangere…Ho pensato di nuovo…epatite A…ahahah…

Quando rientro al Guitar Café dopo un attimo arriva Khoa…Prende la chitarra e ci mettiamo  a suonare e cantare insieme qualcosa…Poi entrano anche due suoi amici che fanno parte della sua band…Si ricanta e si risuona e la ragazza si offre di fare un pezzo per me… Gioia allo stato puro…noi…adesso…qui…

Ma le cose belle durano un attimo ed è forse in questo modo che possiamo proteggerle per sempre sotto la pelle…

 Un altro autobus, un’altra notte…Il mio posto è sprovvisto di coperta e ha la cintura di sicurezza rotta…e siccome sono al livello superiore rischio ad ogni curva di volare di sotto…L’aria condizionata ovviamente è al massimo  e l’autista strombazza ogni 30 secondi…ma per davvero…Non dormo e quando facciamo un break ritrovo Ojer e Chantal!!! Ma no dai!!! Chiacchieriamo felici di rivederci, mentre noto lo sguardo di un altro potenziale compagno di viaggio che è da solo, ma poi lo perdo di vista…

19 gennaio 2013

Ed eccoci a Nha Trang…sono le sei e mezza del mattino e l’autobus questa volta ci ha lasciato nel bel mezzo di un viale…Saremo in centro? Boh…

La ricerca di una sistemazione è anche questa volta difficile…La città è cara come Hoi An e ha fama di essere un posto v.i.p. e festaiolo.

Dopo vari giri mi fermo già distrutto e morto di sonno al backpakers hostel, dove trovo un dormitorio per cinque dollari…E’scomodissimo e non c’è abbastanza posto per le cose e per muoversi…anche perché i letti sono tutti occupati. Va beh, pazienza. Mi faccio una doccia e mi metto a letto e quando esco compro un succo di frutta e dei biscotti al minimarket più vicino. In pratica la città l’ho bell’e vista…

Vado verso il mare e dopo una bella camminata mi fermo a scrivere qualche riga…

Ho ancora voglia di passeggiare…passando per la spiaggia…Penso a Ojer e dopo forse due minuti sento chiamare il mio  nome da lontano…Alessio…Alessio!!!

Voltandomi vedo il sorriso di Ojer…ci siamo beccati di nuovo…è davvero assurdo…

 Andiamo insieme a vedere un bel tempio, di cui ovviamente ora non ricordo il nome…l’unico tempio tra l’altro dedicato ad una donna, che non si sa esattamente chi fosse, creato quando i cinesi spingevano le genti vietnamite verso sud…

Nella piccola baia sottostante la collinetta del tempio c’è un porticciolo davvero suggestivo, dove tante barche colorate aspettano di navigare un mare caldo.

 Noi invece abbiamo fame e non aspettiamo che sia l’ora giusta per mangiare….così prendiamo un buon piatto tipico della zona con riso, uovo e carne.

Mentre torniamo verso il centro ci fermiamo in un baretto very local per bere un buon caffè…che fatichiamo a pagare il giusto…perché il prezzo di partenza era quasi il doppio…Si…a volte bisogna negoziare anche per un caffè, altrimenti invece di tre mesi si viaggia solo per due…e oltretutto lì come dappertutto i commercianti sanno il fatto il loro, hanno bene in mente i loro margini di guadagno e quando possono “arraffano” qualcosa…Italy docet…ahimé…

Dopo essere ripassati per il bizzarro mercatino andiamo a tuffarci in mare…con gli immancabili cavalloni e un sole tiepido…Ci siamo quasi solo noi…I vietnamiti fanno il bagno solo d’estate, anche se adesso fa caldo, ma loro non “impazziscono” per il mare…

 Birretta di rito e informazioni per fare snorkeling e andare a Dalat. Avrei potuto trascorrere una giornata in mare per guardare i fondali spendendo sette, quindici o venti dollari…ma in tutti i casi poi non avrei avuto la possibilità di ripartire per Dalat e di spendere un’altra notte qui…proprio no…non ne ho intenzione…

Ma cambio idea…vorrei proprio provare a farlo sto snorkeling…è da tanto che vorrei…così sto per prenotare quello a sette dollari, che mi avrebbe anche dato la possibilità di avere un biglietto per Dalat a tre dollari…Ritorno con Ojer all’agenzia e questa volta il biglietto per Dalat me lo darebbe a cinque dollari, la stessa impiegata…resto basito…ma va bene…ok… sennonché al momento di pagare… il biglietto per Dalat costa sei dollari e mezzo…Io e Ojer ci guardiamo increduli e proviamo a parlarle, ma questa nega l’evidenza e lo farebbe fino alla morte…Questa volta resto calmo, ma comunque le dico che è stupido comportarsi così e che perdono i clienti…Me ne vado e niente snorkeling…Essendo italiano so benissimo come si comporta il mio popolo con gli stranieri e in fatto di furti, truffe,inganni e quant’altro non abbiamo purtroppo da imparare nulla da nessuno…ma questa l’ha fatta proprio sporca e sotto il naso…anche se con un’ingenuità e un certo candore che si possono comprendere…e allora mi rendo conto che non è nemmeno corretto da parte mia alterarmi più di tanto e pretendere qualcosa. Va bene lo stesso…e sono in Vietnam…wow…

 Prima di questa storia all’agenzia, con Ojer avevamo bevuto con Man, un quarantottenne di Nha Trang, e i dipendenti della sua azienda di catering, che oggi per strada festeggiano il nuovo anno con una cassa di birra, pane e carne…Ci offrono di tutto e sono alticci da un pezzo…Sono troppo simpatici e in qualche strano linguaggio umano riusciamo a comunicare un po’ con loro bevendo qualche birra sul marciapiede…

 La nostra cena invece sarà a base di noodles fritti con pollo e verdure…su un altro marciapiede… un po’ più in là. Quando prendiamo una seconda porzione chiedo che sia un po’ più abbondante…e così eccomi accontentato…più noodles, più paghi…ma porcaccia la miseria…ahahahah…idem come sopra…business is business…e tra l’altro sono anche incazzati…e capiamo che forse è perché è già tardi e magari volevano chiudere…ma se mi fai sedere poi non devi bestemmiarmi dietro perché lo faccio… così come in Italia o in qualsiasi altro posto…

 Andiamo a bere una birra in un posto pieno di turisti di una precisa nazionalità dell’est Europa…come sempre…e poi andiamo in giro, in cerca del famoso divertimento di Nha Trang..Sembra ci sia solo una discoteca a bordo spiaggia…ed è un posto fighettissimo, con poca gente e l’ingresso a cento mila dong. Ma i vietnamiti dove vanno? Ed è anche sabato sera…Qui non c’è un’anima…solo qualche ricco…

Così torniamo a bere nello stesso posto di oggi e chiedo al cameriere dove va la gente del posto e lui gentilmente mi ha fornito l’indirizzo e il nome di un locale in cui vanno i “nhatranghesi” ( …suona proprio male…) il sabato sera.

In ogni caso…non ci andremo…perché abbiamo fatto le due di notte seduti lì, parlando con una coppia di hyppie che vive a Creta. Lui è di Modena e lei è tedesca. Sono due sessantenni ganzissimi…hanno due figli che parlano inglese e greco di default e a cui hanno insegnato l’italiano e il tedesco…Bellissimi…e fumatissimi…

Buonanotte Nha Trang!

20 gennaio 2013

Alle sette, come volevo, apro gli occhi, ma non riesco ad alzarmi…Ce la farò solo alle otto e mezza…Lo snorkeling è andato a puttane…

Dopo il check – out mi dirigo a piedi verso la stazione degli autobus e quando arrivo, appena passate le dieci, l’impiegata di uno sportello mi dice che il prossimo bus per Dalat è all’una e costa 135 mila dong. Chiedo, per curiosità, ad un altro sportello – dentro la stazione questa volta – e mi dicono che c’è un autobus alle dodici e costa 100 mila dong…Preso…

 Alle due e mezza circa arrivo a Dalat, dannandomi per trovare l’alberghetto tranquillo ed economico che mi aveva suggerito l’hippie di Modena, ma non lo trovo. Lì in zona, in due hotel diversi, nessuno parla inglese e non hanno voglia di provare in altra maniera…piuttosto perdono soldi…ma non gliene frega nulla…non capisco perché…Ci sono le chiavi delle stanze, gliele indico…dico “hotel” e indico l’insegna…faccio vedere le banconote dong…mimo il dormire in tutti i modi, ricorrendo a tutte le mie capacità istrioniche…ma risultati zero…me ne devo annà…è inutile…

Vado in cerca del posto meno caro ed alla fine…esausto come al solito, prendo una camera per sei dollari a notte. Doccia e panino della disperazione sotto l’hotel…

Giro e passeggio accanto al laghetto, punto di riferimento della città. Vado in centro e passo per l’immancabile mercato del “ tutto e di più” attraverso una piazza circolare davvero unica…La città mi piace, è stranissima, su tanti livelli, con le colline attorno e molto estesa… mi viene in mente una sorta di Perugia del Vietnam…

Al mercato della frutta compro un chilo di rambutan, che adoro e mi ricordano un po’ i lichi e quando inizio a mangiarli mentre cammino per il mercato, tutti me li guardano…Mi sento un marziano… chissà qual è la ragione…Alcune commesse di uno stand di biancheria non distolgono lo sguardo finché gliene offro un po’…Loro accettano molto volentieri e ne prendono a manate…Un mistero…Saranno così cari per loro i rambutan? Non lo saprò mai…

Tra la folla della piazza, mentre cammino, mi trovo davanti Ojer…E’ davvero pazzesco… incontrarci ancora…tutte le decisioni che individualmente prendiamo ci portano a ritrovarci…per frazioni di secondo…per caso…ed è bello…

Ci sediamo sul lago ( cioè accanto…su una panchina) per una sigaretta e aggiornarci a vicenda…Cena al mercato e birra nella via di ritrovo dei backpackers…che a Dalat sono pochi e tranquilli…davvero una bella dimensione…

21 gennaio 2013

Vorrei dormire, ma mi sveglio alle sei e verso le otto mi alzo rassegnato…

Barba e colazione, prima di noleggiare uno scooter che riceverò con giusto un goccio di benzina, per raggiungere appena il primo benzinaio e fare il pieno.

Ma prima ancora torno in camera e lavo a mano i vestiti, approfittando del fatto di essere in singola dopo un sacco di tempo…e ho anche un terrazzino, così metto il filo e stendo.

Quando sono pronto mi dirigo alle cascate, prima quella di Datanla…carina…ma alla fine rivelatasi una vera boiata superturistica,anche se divertente…con una specie di montagne russe per scendere fino all’acqua. Chiedendo a più riprese ed usando la solita piantina approssimativa ho trovato anche Elephant Waterfall, anche questa niente di speciale…L’autista di Easyrider, che incontrerò di nuovo, mi farà ancora un sacco di domande e quando gli dico che ho fatto tutto da solo con piantina e scooter rimane sconcertato…e mi dice che sono un buon esploratore…ahahah…però è stato difficile davvero trovare i posti…Non ci sono indicazioni di nessun tipo…per chilometri e chilometri, nemmeno quando si sta per arrivare a destinazione…Ma mi diverto di più…vado dove voglio e risparmio.

Al ritorno ho fatto il giro di tutta Dalat, con lo scooter, passando per le colline che la accerchiano. Ho anche cercato le montagne vulcaniche a nord, ma non ho trovato la strada giusta e così ho girato attorno, ma anche così va bene, poiché sarebbe diventato buio presto ed avevo fatto benzina già tre volte.

Rientro alle cinque e ho un po’ di tempo per prepararmi e scrivere prima di andare al bar, dove l’unica volta che abbiamo fissato un incontro con Ojer…lui non arriverà…So che avrà avuto un impedimento e che lo incontrerò ancora…

Ormai sono qui e così prendo una birra lo stesso e dato che sono stanco ne approfitto anche per cenare direttamente qui. Noodles fritti con gamberetti e verdure ( che saranno solo broccoli e coste). Vado ancora in giro…fino a scaricare completamente le batterie.

22 gennaio 2013

Mi alzo alle otto e alle 9 vado via…Al check-out il receptionist vuole farmi pagare l’acqua che ho bevuto…ma avevo chiesto al suo collega chiaramente se fosse inclusa o a parte e questi mi aveva detto che era gratis…così basta…mi son scocciato di essere preso in giro. Non gliela pago e me ne vado.

Per trovare l’autobus per Phan Thiet è stata tutt’un’altra avventura…perché nessuno sembra dire la verità, non danno informazioni ( è tutto un segreto…scchhhhhh!!!ahahahah), oppure fanno finta di non sapere e di non capire…

Chiedo a un autista degli autobus, che coi colleghi mi prende allegramente per il culo mentre telefona ad un tizio che poi mi proporrà di andare in macchina per 5 milioni di dong…

Provo con un hotel e mi mandano poco distante in una stazione di autobus di una compagnia locale, ma quando arriverò là… mi viene detto che la fermata per Phan Thiet è giusto giusto a 2 minuti dall’hotel dove ho dormito io…Mi son fatto tutto il giro tondo per tornare al punto di partenza in pratica.

Il minivan è di quelli scomodi e un po’ scassati e parte alle undici e mezzo, ma finché raccatta tutti parte un’altra ora…Il paesaggio è bellissimo, ma le strade un po’ meno e tanto per cambiare guida uno schizofrenico…C’è una vietnamita davanti a me che continua a riempire sacchetti di vomito e li lancia fuori dal finestrino…Prima o poi mi prende…lo so….prima o poi mi arriva in faccia…Ha anche un figlioletto che non la smette di piangere…

Dopo che tutti sono scesi a Mui Ne, resto io coi viet fino a Phan Thiet. Ma perché vai a Phan Thiet? Mi sono fidato di Gerald, che mi ha detto che è molto bella e d’altra parte non volevo andare a Mui Ne tra i fighetti ricchi e i russi (niente di personale contro queste categorie di persone…ma se posso evitare…). In questa cittadina di passaggio, dove quasi nessun turista o viaggiatore o anima del mondo qualsiasi si ferma, gli hotel sono cari…sui 25 dollari…non me la contano giusta in Vietnam…E tra l’altro è una cittadina abbastanza squallida a vedersi…e non mi sento per niente al sicuro…dai retta ai tedeschi….ahahah….

Mi incammino…convinto di poter raggiungere Mui Ne…ma non ho capito che mancano almeno 15 chilometri…e sono stanco…ed è già tardi… Tra l’altro dopo un paio di chilometri mi rendo conto di aver preso la direzione sbagliata…

Trovo un ostello per 50mila dong…ma poi alla fine loro cambiano idea e mi dicono di no…non ho capito il perché…La scusa è che non ci capiamo, ma non è così…avevano anche già preso il mio passaporto…

Poco più in là, dove alla reception hanno la gentilezza di un gorilla ( ma forse meno!), mi sistemo per sei dollari. Faccio una doccia ed esco…Trovo un centro di massaggi e così mi dico…perché no…dopotutto oggi me lo merito e ho la schiena a pezzi…Mi fanno fare prima una piccola sauna e poi una doccia. Ma ecco che al piano superiore mi aspetta la “massaggiatrice”…che inizia subito a riempirmi di botte…ma sul serio…questo non è un massaggio…e ti pareva…che cazzo di sfiga…Ha le mani gelide…non trasmette nessun calore, nessun piacere, nessun relax…Una vera “tortura”…Mi sale sulla schiena in piedi e più provo a farle capire che vorrei un trattamento più soft…più questa ci dà dentro coi colpi…Ogni tanto ammicca e fa in modo che il mio braccio sfiori il suo seno…Ma sinceramente ho freddo…fuori e dentro  e non ho voglia di nulla…specialmente dopo esser stato riempito di botte…e le dico…dato che inizio finalmente a capire che le cose si mettono male…che ho già pagato per il massaggio e che non intendo tirar fuori altri soldi. Va via e chiude la porta, che quando si riapre viene attraversata da una sua collega, più brutta, rotonda, vestita in modo inequivocabile e aggressiva, che mi chiede subito…money!…money!…money!!! Ma la mia faccia se voglio, sa essere ben più aggressiva…Mi alzo e corro a rivestirmi…faccio una partaccia al gestore del centro e me ne vado insoddisfatto e malmenato…ahahahahahahah….Ma…mi è andata bene….ahahahahahahahah.

Non mi ero reso conto di essere rimasto con pochi spiccioli…ma sono abbastanza per andare a mangiare in un ristorantino tutto rosa e arredato con orsetti di peluche. Ci sono solo le due ragazze che lavorano lì…Prendo una specie di insalata con carote, un’altra verdura (?) a striscioline e mucca secca (detto malissimo…si…), pieno di noccioline e prezzemolo. Tolgo il chilo e mezzo di prezzemolo e mangio il resto…Buono…anche se la carne secca è abbastanza dura e dal sapore indefinito. La birra che mi portano è la 333…finalmente l’assaggio…non è male…e mi portano anche un the freddo alle erbe. Quando pago chiedo se sanno dove c’è un ATM e mentre una delle due ragazze me lo spiega, entra il suo fidanzato, così mi fa accompagnare da lui in scooter a prelevare…Troppo carini, grazie mille…

Lì vicino c’è la Coop…ahahahah…centro commerciale aperto fino a notte…così ne approfitto e compro l’acqua, un succo e qualcosa per la colazione. Mi concedo anche delle arachidi ricoperte di cioccolato…quelle lì, si…con la bustina gialla…le desideravo da giorni…le vedo sempre in giro e oggi vaffanculo…niente sani principi e via discorrendo…

Accanto al supermarket c’è una festa di paese con fiera e musica…ma l’ingresso sembra superblindato e sicuramente non gratuito…Torno e ripasso davanti al ristorante dove incontro lo sguardo dei ragazzi, così rientro e sto un po’ con loro, Vin e Ngan, che l’anno prossimo si sposano e hanno ventisei anni. Beviamo birra insieme, che nemmeno a dirlo, vogliono offrire loro. Si parla un po’ in inglese e io provo in vietnamita. Mi fanno assaggiare un involtino di maiale fermentato…Come tutti in Vietnam, mi chiedono perché non sono sposato…

Vin lavora in un ufficio per l’esercito…è davvero un ragazzo gentile…

Alle dieci vado via e loro devono chiudere… Mi consigliano di stare attento per strada perché a volte scippano i passanti…

23 gennaio 2013

Prendo l’autobus locale per Mui Ne…almeno vado a farmi un bagno al mare…

E anche qui, località VIP, faccio davvero fatica a trovare un alloggio…

Al backpackers hostel ci pensano un po’ prima di dirmi che non c’è posto…

Cos’è …c’è la selezione all’ingresso?…Boh…

Venticinque dollari…venti…diciassette…quindici…dieci…ma no, non voglio dormire qui a più di sei dollari…Mi fermano ovviamente mille motorbike…Sono stanco, fa caldo, mi siedo su una panchina sul mare. Arriva un altro motorbike, che scende dallo scooter e viene da me…Gli offro una sigaretta…E’un’altra di quelle persone dolcissime…certi sguardi non li dimenticherò mai…Mi porta alla sua guesthouse, su per la collina, dove posso dormire per sei dollari. Lui, sua moglie e cinque stanze accanto alla loro casa.

Vado in spiaggia e vorrei fare kitesurf, ma  mannaggia i soldi del mondo…i prezzi sono davvero esagerati…centinaia di euro…non posso farlo…Anche questa volta sono a un centimetro dalle cose e devo rinunciare…

Pazienza…faccio un sacco di bagni tra i cavalloni e mi prendo una fiammata di sole.

Compro due banane da una donnina e tornando incontro Kuska…la solita tedesca…più antipatica che mai…sai com’è ,poi…a Mui Ne bisogna darsi un certo tono…ma va, vattinn’va’….ahahahahah…che bastardo che sono…ahahahah…scherzo dai…sul fatto che sono bastardo scherzo…ahahahah…non lo sono affatto…ahahah…e quando ripenso che lei e l’amica erano sconvolte e disgustate perché videro un uomo di spalle pisciare in una siepe…beh…ma va, vattinn’va’!!!!!

La sera vado a mangiare una grigliata di pesce e frutti di mare misti. Sul lungomare di Mui Ne è un tappeto di ristorantini di pesce…wow…ecco la cosa bella di questo posto…Contratto la mia cena per 250 mila dong, inclusa la birra…Buonissimo, spettacolare…Alcune conchiglie sono ottime, altre meno saporite…Poi ho un gamberone, un pesce intero, un po’ di seppioline, cozze, vongole…e riso che accompagna…Una figata…Sazio e soddisfatto…Arriva il conto: 150 mila dong! Forse avevo capito male io prima allora…Fantastico!

Nonostante sia a pezzi provo a vedere cosa c’è in giro e nei due locali di tendenza non mi pare ci sia gente…e comunque non mi sembra esattamente il mio ambiente…Sai che faccio? Me ne vado a letto…

24 gennaio 2013

Autobus di routine, alle otto, per Ho Chi Min City (altrimenti Saigon), con il solito autista schizzato che inchioda, supera, strombazza ogni trenta secondi.

Sono felice quando ci lasciano proprio a Phan Goulao, che ovviamente si presta perfettamente a tipiche minchiate italiane del tipo “dove ti ha lasciato l’autobus? Eh si…ci ha lasciato proprio a Fangulo!!!”

E’ una zona molto carina e piena di bar, hotel e ristoranti. Dopo tre o quattro ostelli visti e rifiutati, mi vedo rincorso da una vecchina che mi grida “ three dollars!!! Three dollars!!! I Know…Come with me…three dollars!!!”  E così mi porta davvero in un ostello dove posso dormire a tre dollari…spettacolo…

Incontro Raquel che sta per andare all’aeroporto per ripartire e mentre stiamo chiacchierando vedo sul marciapiede di fronte Francesco di Verona, così lo chiamo e si fissa per andare a cena insieme alle otto.

Quando torno all’ostello chiedo di chiamare Pratbin dal loro telefono e così fisso per incontrarlo alle sei. Andiamo a mangiare un kebab…Solo io sono curioso  e gli chiedo mille cose…lui mi sembra un po’ strano…ha un comportamento ambiguo e non capisco…ma comunque si fissa per l’indomani alle sei per andare al suo paese d’origine…Qualcosa mi dice che non ci rivedremo più dopo stasera…

Ma ecco che incontro Ojer…con altri ragazzi…così fissiamo per una birra dopo cena…

Mentre aspetto Francesco davanti ad “Allez Boo” mi diverto con tre camerieri che mi chiedono di scrivergli cose in italiano…del tipo vaffanculo, come ti chiami, ciao bella, vieni a mangiare…e si parla un po’ per strada…bellissimo…

Incontriamo anche Luke che viene a cena con noi…dopodiché Francesco raggiunge una specie di “sua ragazza” e io mi siedo con Ojer ed altri ragazzi per tre, quattro, cinque, sei…non so quanti… giri di birra…

25 gennaio 2013

Alle nove sono pronto per andare a piedi al museo della guerra di Ho Chi Min City. Bello e fatto bene…ci si sente davvero “male” a visitarlo…(così come al villaggio di My Lai…) tra le foto degli effetti dell’agente arancio e quelle delle peggiori torture…L’impotenza e la frustrazione che ti assalgono…e il mondo che non cambia…Il mondo…che invece vuole stare tranquillo…ma non per quei pochi burattinai che lo governano…E’ veramente assurdo…perché alla fine della fiera…oltre le differenze cultuali e religiose, mettendo il naso fuori dal proprio cantuccio ci si rende conto che tutto quello che le persone del mondo vogliono è di poter semplicemente vivere in pace…con la propria famiglia e i propri amici, mangiare tutti i giorni, avere un tetto sopra la testa e una qualche forma di lavoro…Poter vivere e amare chi si vuole…per quello che si è…e dove si è…Le stesse cose che vogliamo noi…Same same…but different… come dicono nell’Indocina tutta, quando si prova a contrattare per una maglietta o un paio di pantaloni… E’ uguale, due dollari o tre dollari…si certo…è solo leggermente diverso…

Tra le varie sezioni del museo ce n’è una dedicata alla  solidarietà ricevuta dal Vietnam da vari paesi…con foto, testimonianze, iscrizioni e materiali vari…In alto sul muro c’è scritto in italiano “Il Vietnam è la nostra coscienza”…Mi viene in mente Pertini, ma a mandare questo slogan è stato il PCI.

Guardo dall’esterno il Palazzo della Riunificazione…o dell’Indipendenza e do un’occhiata al Distretto 1 che non mi impressiona particolarmente.

Interessanti però la Cattedrale di Notre Dame e la Moschea di Saigon. Per curiosità entro all’ufficio postale centrale…e rimango affascinato dall’eleganza del tutto, su cui svetta un ritratto di Ho Chi Min. Passando per il lungofiume (nascosto dal cemento) vedo la torre finanziaria…che mi aiuta a ritrovare il mercato dove compro qualche maglietta e un regalo per la famiglia di Pratbin.

Mi sono deciso a prenotare un volo di rientro…malgrado continui a trovare in giro qualche possibilità anche interessante per fermarmi e lavorare…Ma questo è un viaggio…e ho deciso di chiudere il cerchio…posso sempre ritornare se lo vorrò…Così per ora ripartirò da Bangkok il 24 febbraio.

Pratbin mi manda una mail in cui dice che un suo amico ha avuto un incidente e deve stare con lui, così non può ospitarmi…una balla gigantesca…garantito al 100 per 100…del resto me l’aspettavo, ma non capisco esattamente perché…o come volesse che io fossi…così mi resta un po’ d’amarezza…Gli dico che avevo già fatto il check-out e che ora mi ricercherò un altro posto per dormire…ma di non preoccuparsi…Però glielo dico che avevo preso un regalo per i suoi e auguro buona fortuna a lui e al suo amico incidentato…

All’ostello c’è ancora posto… quindi rifaccio il check – in, sempre lì. Mi faccio una doccia, scrivo e passando per il distretto 1 vado a mangiare in un fast-food…

La stanchezza da riso e noodles sta crescendo…Ma le mie gambe invece hanno bisogno di ore ed ore a piedi per i quartieri di Saigon, prima di farmi sedere su un muretto a bere un succo d’arancia. A Phan Ngulao chiacchiero per strada con alcuni ragazzi prima di andare a letto…E’tardi… e ora si…sono stanco abbastanza…

26 gennaio 2013

Ho il pick- up per Cu Chi tra le otto e le nove…vai a capire quando…

Il tempo qui è totalmente un’altra dimensione…non c’è fretta…non c’è stress…è un’indicazione approssimativa…anche se il Vietnam non è come il Laos…certo…ma in tutta l’area indocinese si può dire che non hanno fretta…ed è giusto…ed è bellissimo così…Mi viene in mente il famoso vecchio detto francese che dice che “ i vietnamiti piantano il riso, i cambogiani lo guardano crescere, i laotiani lo ascoltano germogliare”…stupendo…e aggiungerei “ i thailandesi lo vendono”…

Mentre aspettiamo il fantomatico autobus, chiacchiero con due infermiere australiane, di cui una originaria dell’isola d’Elba, che sono qui a fare volontariato negli ospedali.

Prima di raggiungere Cu Chi, abbiamo una visita in un laboratorio artistico di artigiano gestito da disabili…davvero interessante e creano delle opere stupende…ci vorrebbero ogni giorno dieci valigie e due o tre di quei famosi portafogli a fisarmonica…

Chiedo una sigaretta ad un ragazzo russo che vive in Malesia…pochi minuti e dobbiamo ripartire…Good bye and thanks a lot…

A Cu Chi vediamo subito un breve documentario e la guida ci illustra i vari passaggi nei tunnel, ci racconta un po’ di storie e di curiosità pazzesche…ma c’è troppa gente e viene gestita abbastanza male…è tutto iperveloce…Passiamo per alcuni metri nei tunnel dove si muovevano e vivevano i soldati vietnamiti… un’esperienza da brividi…Assaggiamo anche la tapioca, che costituiva il principale sostentamento di questi uomini…

Rientriamo ad Ho Chi Min nel pomeriggio e la sera sarò a cena con Hui e il suo amico Hai che mi faranno assaggiare una zuppa tipica…indovina indovinello…di noodles con carne e tofu…Mi portano a prendere un caffè in un posto proprio bello e vogliono pagare sempre loro…Mi hanno anche comprato il casco per andare in motorino…perché se lo comprassi io me lo farebbero pagare 20 volte tanto, ma per loro non costa nulla…e chiamarlo “casco” è davvero un bel complimento…e d’altra parte non hanno nemmeno bisogno di caschi veri perché le fiumane di persone in scooter che attraversano la città a tutte le ore sono così dense e fitte da costringerli ad andare ad una velocità ridottissima…e anche in caso d’incidente, per fortuna, si fanno “solo un po’ male…ma niente di più”.

Andiamo a bere qualche birra in un altro posto per strada, dove nemmeno Hai è mai stato…Ci portano una cassa intera e alla fine si pagano solo le bottiglie bevute…Allo stesso modo ci portano in continuazione piattini di snack e simili, come arachidi, uova di quaglia(?) con già dentro il piccolo formato, arachidi, conchiglie varie, frutta, chele di granchio … e si pagheranno solo quelli che abbiamo deciso di mangiare… Questa volta finalmente pago io.

27 gennaio 2013

A colazione mangio i biscotti destinati alla famiglia di Pratbin, tanto ormai non servono più, e bevo un caffè comprato al minimarket.

Vado a Cho Lom, il quartiere cinese, per vedere il famoso, enorme mercato…ma tutti mi guardano male…e non c’è niente d’interessante…boh…solo cose inutili per la casa…e oggettistica femminile… Eppure il nome è quello che mi ha detto Hui…ma…scoprirò molto più tardi che era quello sbagliato….ahahahah… e io scemo non mi sono accorto che venti metri più in là c’era il mercato pazzesco che volevo vedere…Perso…

Mangio di nuovo in un fast food e poi ritrovo l’autobus per tornare indietro…Vado in giro senza meta e mi fermo un po’ in un internet point…Riprendo a camminare fino a ora di cena…niente di speciale in un posto viet.

Sono stanco quando ho finalmente raggiunto il parco a Phan Ngulao…così mi siedo un po’ su una panchina ad osservare l’umanità. Viene verso di me Boi, ed inizia tranquillamente a parlare…Tanti vietnamiti vogliono praticare l’inglese e sono curiosi di conoscere gli stranieri…Fissiamo per rivederci l’indomani alle sette, al mio ritorno dal delta del Mekong (…che detto così fa proprio figo…ahahah…)

28 gennaio 2013

Sul delta del Mekong vediamo subito l’isola di Ben Tre, dove producono caramelle e dolci vari a base di cocco…secondo le antiche ricette e  in maniera davvero artigianale…tutto fatto manualmente…Un giretto sull’asinello e poi all’isola Fenix, dove il pranzo che ci servono è, nemmeno a dirlo, a base di riso, con  maiale, fagiolini e involtini fritti. Il ragazzo che ci fa da guida è anche questa volta davvero simpatico e preparato. Vediamo un gruppo di coccodrilli affamati ( e recintati) e una fabbrica dove lavorano all’aperto alcuni ragazzi. Con me ci sono Philippe, tedesco, e Sandra, austriaca, che sono amici e viaggiano insieme. Faccio un giro dell’isola in bicicletta, prima di tornare al battello che ci trasborda sulla terza isola, dove proviamo del miele fresco…direttamente col dito sul telaino pieno di api…e poi ci offrono anche un buonissimo thé al miele…

Abbiamo comprato un sacco di frutta…di tutti i tipi…mentre la guida ci diceva i nomi e ci raccontava alcune curiosità…ed ora che l’abbiamo fatto…ci offrono gli assaggi di ananas, papaya, jackfruit, rambutan e un frutto tipico vietnamita dal nome impossibile da ricordare…Ho comprato anche il plum, la starapple  e il malefico Durian (che puzza in una maniera inimmaginabile e il cui sapore è ancora peggio…ma che qui è il “re della frutta”). Il mango invece … è davvero strepitoso…

Tra le attrazioni che continuano a proporci in questa giornata c’è un dolcissimo pitone, che sta lì per attorcigliarsi al collo dei turisti e fare qualche foto…Accetto la proposta…è morbido e tranquillo…ahahah… E dopodiché non manca lo spettacolino canoro di folk locale…

Ma non è finita, signori e signore…Per tornare al battello che ci riporta all’autobus, faremo un giretto spettacolare su barchette a remi per i canali dell’isola…tra palme e bambù.

Quando arrivo in ostello faccio assaggiare il malefico durian ai compagni di stanza e a Julian piace…non riesce a smettere di mangiarlo…seppure al tempo stesso ne è respinto…Stiamo un po’ insieme a chiacchierare e fumare nella terrazza dell’ostello, di cui ignoravo l’esistenza…Julian è svizzero e studia media e comunicazione…Sto incontrando anche tanti ragazzi e ragazze che devono ancora finire di studiare e sono attorno ai trenta … e vengono dai posti più disparati…

Alle sette devo andare al parco per incontrare Boi…anche se non ho voglia nemmeno di scendere le scale…Raccolgo tutte le forze rimaste e mi trascino giù… ma di Boi non c’è traccia, quando improvvisamente un uomo che è seduto accanto a me, con la moglie di trent’anni più giovane, inizia a parlarmi. Parla molto bene inglese e chiacchieriamo tantissimo…Cazzo…non ci siamo scambiati nemmeno i nomi alla fine…Lui ha sessantun anni, ma è giovanilissimo e davvero in forma…Mi racconta la sua storia e mi dice del suo primo matrimonio… e mentre accenno alla mia, mi risponde che ho uno sguardo triste e sembro più vecchio…e non dimentica di dirmi che lo pensa anche sua moglie…Proprio adesso che mi sento un leone all’attacco…ahahahahah…Sua moglie ha 33 anni, come me…e lui, insistendo, mi dice “vedi…lei sembra più giovane perché nella sua vita è andato tutto liscio…”

Il mitico ha viaggiato per il Vietnam – zaino in spalla, appena dieci anni fa…cioè da cinquantenne, quando è rientrato dalla sua vita in Canada e Stati Uniti, dove era scappato per poi rientrare alcuni anni dopo la fine della guerra…E quindi non conoscendo affatto il suo paese decise di andare in giro a scoprirlo…

Si fa serio e commosso quando mi dice che potrei insegnare all’università e che hanno bisogno di gente come me…wow…Anche lui è riuscito a laurearsi e ora lavora come tecnico non so bene dove…

Mi dice un sacco di cose sul Vietnam ma quando io a un certo punto esprimo le mie impressioni sull’apparente aggressività di tanti vietnamiti, sembra subito difendersi e dice che invece tutti sorridono da subito, ma che, certo, all’inizio devono proteggersi…

Alle sette e mezzo arriva Boi e mi dice che c’era anche prima, ma non mi  aveva visto…Dopo poco riceve la telefonata della sorella, come ieri, così si allontana e dice che tornerà verso le dieci…strano tipo anche Boi, ma simpatico…Gli rispondo più volte che alle dieci l’aspetterò ancora, e, pur sapendo già che non tornerà, mi recherò ugualmente all’appuntamento per aspettare invano… Strano tipo pure io…ahahah…

Vado a mangiare qualcosa in un sushi bar per strada…spendo cinque dollari per diciotto pezzi e un’alga ripiena…Sono una fogna…lo so…

Aspettando Boi fino alle undici avrò invece l’opportunità di conoscere Hoi e chiacchierare con lui e con altri già conosciuti nei giorni prima, tra cui uno dei mitici camerieri di Allez Boo. Hoi invece mi dice che sembro più giovane dell’età che ho!!! Evvvaiiiii…Ahahahah…

Strane sensazioni…ora che ci ripenso…a Phan Ngulao…Ho Chi Min City…tutte queste persone mi hanno fatto sentire in qualche modo a casa…potrebbe sembrare esagerato…ma mi sembra il nome giusto da dare a questo feeling…

29 gennaio 2013

Oggi mentre scrivo mi concedo una colazione all’occidentale…con caffè e brioche…per poi camminare ancora, e ancora, come spesso faccio…

Nel pomeriggio, dopo aver pranzato per strada con Pollo e Riso ( due miei cari amici), incontro di nuovo Hui e Hai…così chiacchieriamo un po’…

Farò il biglietto per la Cambogia…il tempo vola…anche se qui è dilatato e mi sembra non esistere devo pur fare i conti con quell’altro…di tempo…

Così faccio il biglietto per Phnom Pen e vado a mangiare in uno strano posto vietnamita…sono l’unico straniero…Prendo una bistecca (immangiabile) con verdure crude e patatine fritte e da bere un frullato di mango … Al tavolo mi portano un sacco di salviette umidificate…così allegramente le uso quasi tutte per pulirmi le mani…scemo…me le hanno fatte pagare una per una…

Ritrovo Francesco, che insiste per offrirmi due birre e chiacchierare ancora un po’ insieme…Ho scoperto, davvero  con grande sorpresa, le sue opinioni in fatto di politica…e mi ha detto che ogni anno va a vedere la tomba di Mussolini…… Seppure resta quello che era prima, adesso lo guardo inevitabilmente in maniera diversa, ma che dire? Boh… Meglio nulla…

Ripensando a lui me ne vado a letto e passando per il parco sotto l’ostello, incontro Boi, che mi chiede scusa per l’altro giorno, mi dice che era stanco e non aveva più voglia di uscire. Lo saluto presto purtroppo…domani…Cambogia!!!

30 gennaio 2013

Sull’autobus per Phnom Pen provano a non darmi il resto quando faccio il visto…ma glielo chiedo e mi faccio dare i soldi che mancano…Tutto ok…tutto tranquillo…

Alle undici e mezza si fa pausa pranzo e anche questa volta, non avendo niente con me, mi tocca mangiare qui…dove vogliono loro…e spendere un sacco…per un piattino di riso che si supponeva essere con pollo e verdure, ma in pratica con nulla…

Nel bus non mi pare ci sia nessuno di interessante da conoscere o che si avvicina o con cui io stesso abbia voglia di parlare e forse di viaggiare…

Arrivati nella capitale della Cambogia alle tre, siamo subito assaliti dagli autisti dei tuk tuk…Sono veramente tanti…tutti sorridenti…tutti giovani…tutti nella stessa condizione…Ma provo ad andare a piedi…sono sicuro che la zona centrale e delle guesthouse è vicinissima (ed infatti lo era…)…finché uno di questi autisti che continua a seguirmi mi convince a salire sul tuk tuk perché mi dice insistentemente che mi porta in un ostello per 3 dollari…Allora mi fido e salgo…Ma non c’è nessun ostello per 3 dollari, solo sette o otto, e lui per portarmi un po’ più avanti adesso vuole altri tre dollari… Si e che facciamo? 3 dollari ogni cinquanta metri? Basta… ti saluto…continuo a piedi…

Ne incontro un altro… Jam, con cui parlo un po’ e a cui offro una sigaretta. Mi faccio portare almeno nella strada degli ostelli, per un dollaro…Quando trovo un posto in dormitorio per cinque dollari, accetto e quando scendo per uscire in città, Jam è ancora lì…così continuiamo a parlare. Ha 33 anni come me, ma in più ha una moglie e tre figli…E’ simpatico e ci si parla bene…Mi dirà che ha capito che mi fidavo di lui nel momento in cui gli ho offerto la sigaretta…e mi dirà che ho uno sguardo pulito e sincero…(…si si…e tu stai già pensando  bene a come fotterlo questo italiano con lo sguardo pulito e sincero…). Vuole accompagnarmi domani ai killing fields  e al museo del genocidio… ma ancora non so cosa voglio fare…

Mi dice se mi va di bere…dico “ok…possiamo bere una birra” e  così mi faccio portare in un posto dove va lui, dove ci saranno anche i suoi amici… Beviamo uno sproposito di birra e io pagherò 5 dollari…Gli altri non lo so… Probabilmente ho pagato tutto io..Ma va bene così … sono contento. Insieme alle birre ci portano noccioline, crudité e gamberi crudi d’acqua dolce, che devo obbligatoriamente assaggiare, con una salsa davvero piccante… Dicono che sono molto utili per la “salute del maschio”…ahahahahah…come sempre, si….vabbehh…Il sapore non è male comunque…ne mangio due o tre… non si sa mai… metti che hanno ragione… ahahahah…

Uno dei suoi amici lavora per il primo ministro e tanti altri sono piuttosto ricchi, mi dice, mentre lui viene da una famiglia povera. Ma è contento perché sono amici, che amano stare con lui…

Tra le altre cose mi dicono che Vietnam e Thailandia, anno dopo anno, divorano interi villaggi della Cambogia, spostando il confine un po’ più in là…Il governo non fa nulla ed è impotente… Non capisco e vorrei capirci di più, ma è difficile…L’anno scorso più di cento cambogiani sono stati uccisi per aver cercato di attraversare il confine in Thailandia… Chi resta intrappolato nei nuovi confini, invece, può “andare in Cambogia” e tornare, ma gli altri no… Che tristezza…non so che dire…

Sono le sette e sono un po’ alticcio… ho trascorso un bel pomeriggio con questi ragazzi…e Jam mi vuole portare ancora in giro…col tuk tuk…Mi fa fare il giro della città passando accanto al fiume…Poi arriviamo in un posticino con una fila di belle ragazze sedute all’ingresso…Inequivocabile… Jam ma dove mi hai portato?

It’s very cheap…you can have one girl for just 10 dollars!!!  Poco più che qualche birra vero…invece ti porti via una ragazza …povera donna…povere le donne di tutto il mondo…in Cambogia come in Italia…non c’è nessuna differenza…sempre oggetti sono, sempre schiave,  prime vittime – eterne  – della società mondiale…

Jam… non mi interessa questo, e poi ho bisogno di mangiare…dato che sono ubriaco e a stomaco vuoto quasi. Mi dice ok… andiamo a casa mia… wow…E così si va da lui, dove conosco anche i fratelli. Tra questi, uno gestisce una specie di asilo nido con diversi bambini. Poi conosco la moglie, il padre di Jam ed altri suoi amici. Il padre fa strumenti musicali artigianalmente…spettacolo…e mentre faccio una foto ad una specie di chitarra, le bambine vengono subito a chiedermi di essere fotografate…bellissime… Mi fanno suonare un po’ la chitarra, mentre beviamo un’altra quantità industriale di birre… che io pagherò altri cinque dollari…Sul tavolo ci sono dei pesci secchi salatissimi e una zuppetta con qualche pezzettino di carne…Per me porteranno un piatto di riso bianco…Ma nessuno mangia…e quando chiedo il perché, Jam mi dice che ognuno lo fa quando ne ha voglia ed è difficile che si mangi insieme…Ci sdraiamo sul tuk tuk…sempre più balordi, finché non mi faccio riaccompagnare all’hotel…ma una volta arrivati… lui e il suo amico vogliono che si beva ancora una birra…va bene…l’ultima e poi vado a letto…Forse ci sentiamo per dopodomani…

31 gennaio 2013

Faccio colazione alla guesthouse con un israeliano antipatico che dorme in stanza con me.

Esco e vado in giro per la città, in centro e poi al mercato dove per un dollaro ho un piatto di riso e ossa di pollo in pratica…

Girello ancora e vado a prendere un caffè in un bar dove lavorano dei ragazzi davvero gentili e tranquilli…Il cameriere mi dice “tu sorridi sempre”…ahahah…beh… che devo fare ? meglio, no?

Il palazzo reale, così come quasi tutto il resto, è già chiuso al pubblico, perché domani iniziano i funerali reali… nel senso “del Re”…che è morto ad ottobre….cioè tre mesi fa…

Allora vado a vedere il tempio sulla collinetta, che è aperto…e mentre me ne sto per andare, alla fine del giro, incontro Philippe e Sandra….così scambiamo quattro chiacchiere…che piacere…Dopo l’incontro con loro, mi siedo su una panchina, a leggere qualcosa sulla guida mentre bevo un succo di lichi e faccio qualche foto in giro…

Sul lungofiume ho incontrato Carlo, il friulano sessantenne che avevo già conosciuto per strada appena arrivato in città. Così ho passato un’oretta a chiacchierare con lui…tipo simpatico, tanti discorsi su “qui” e “il nostro paese”, qualche sigaretta e poi ci salutiamo…

Vado a mangiare un hamburger per strada…buono e soddisfacente…anche se volevo una pizza stasera…ma sono davvero carissime dappertutto…

Il palazzo reale è già affollato di gente che per la strada esprime il proprio affetto per il defunto re…e domani pare che ci sarà una folle immensa…

Stasera berrò qualche birra in compagnia di “Martin e Martin”( ahahahah…sembra il nome di una multinazionale di prodotti da bagno) …due ragazzi austriaci che hanno fatto questo viaggio in bicicletta…spettacolo… bravi bravi…E’ stata una piacevole serata…Good night Phom Pen…

01 febbraio 2013

Mi preparo ed esco già in ritardo per andare a vedere il primo giorno dei funerali del Re…Si tratta di una lunga parata per i viali di Phnom Penh, dove sfilano tutte le autorità e rappresentanze varie di paesi amici e vicini. Tutti i cambogiani accorsi per la cerimonia indossano pantaloni neri e camicia bianca…Avrei voluto fare lo stesso…ma non ho nulla che possa andar bene…così cerco di non dare troppo nell’occhio, con una camicia verdolina e la spilla col volto del re… per accorgermi presto che poi in realtà c’è di tutto e di più…La folla non è poi così densa…si riesce agevolmente a passare a piedi per tutte le strade e a vedere bene il passaggio di ogni gruppo. Provo a fare qualche foto e qualche video…ma non sono soddisfatto del risultato…

Prima di mezzogiorno è già tutto finito…se ne riparla domani e nei giorni seguenti.

Vorrei andare a pranzo al Friends, che sostiene progetti equi e locali, ma le forze dell’ordine non mi fanno entrare… Ci sono intere strade dove non si può nemmeno passare a piedi…Allora vado in un posto che fa angolo con il bar dove avevo bevuto con Jem e i suoi amici…Prendo riso e manzo…due dollari…piccantissimo che di più non si può…ho le lacrime agli occhi…Al momento di pagare vogliono 4 dollari, con la scusa che era un piatto grande…Scusa, ma chi te lo ha chiesto il piatto grande? Vi lascio tre dollari…

Alle due mi viene a prendere Jem, per portarmi al museo del genocidio e poi ai killing fields…sono senza parole…un vero orrore…milioni di cambogiani uccisi dalla loro stessa gente…Sotto il regime di Pol Pot il paese è stato stravolto…dilaniato…e tutti i cambogiani hanno ovviamente perso amici, parenti, familiari stretti…tutti…in tutta la Cambogia…Cosa non nuova, ma essere là e vedere tutto… mette i brividi…

Sono chiaramente stravolto da questo pomeriggio…ma Jem non molla la presa…e bisogna dire che io lo lascio fare… birre… sigarette… cena… Sto spendendo troppo, per me e per lui…ma sono ancora confuso…perché fondamentalmente sono ingenuo forse…e credo che  anche da parte sua  potrei essere un amico…

Avevo appuntamento con un altro ragazzo… ma non ci avevo più pensato e quando provo a raggiungerlo con due ore di ritardo, lo trovo ancora lì…e non aveva  nemmeno cenato…Sono mortificato…non faccio che chiedergli scusa…così lo accompagno a cenare in un posto dove chiacchiereremo anche con un tedesco e un canadese.

02 febbraio 2013

Una ragazza canadese vorrebbe dividere il viaggio con me, nel tuk tuk di Jem…ma ovviamente business is business…e Jem lo dice a un altro  collega, ma la ragazza non accetterà…

Alle undici siamo a casa sua…di Jem… Prendo un caffè, conoscendo un altro fratello e le sorelle…Oggi andrò con loro a Chan Toung, il loro villaggio d’origine, in provincia di Kompong Cham…

Jem mi sembra teso e mi confessa che non ci torna da molti anni…ma adesso il nonno sta molto male…e per questi giorni è stato organizzato un raduno di famiglia, con veglia e preghiera per l’anziano…

Un intero minivan tutto per noi… ci porta per le bellissime campagne fuori dalla città e con sorpresa questa volta scorriamo su una strada liscissima e diritta…

Appena arrivati siamo già nel bel mezzo di un momento di preghiera per il nonno di Jem…Le persone che partecipano sono i vicini del villaggio, amici e parenti…e sono seduti sul pavimento nella tipica posizione di rispetto orientale…se così si può dire…nascondendo i piedi, con la schiena dritta e le gambe incrociate o piegate sotto le natiche…ma io non ce la faccio proprio…e ci ho anche provato, prima di dire a Jem che la mia schiena non ce la fa davvero…è una posizione che non posso assumere… Così cerco maldestramente di farmi notare il meno possibile, perché non riesco a stare “composto”…ma come si fa a non notarmi? Ogni cinque secondi qualcuno si gira…a cercare di capire chi è questo intruso occidentale e quando muovendomi lentamente per cercare di stare più comodo e mi spunta fuori un piede…vengo preso da qualcuno per irrispettoso e maleducato…e riprovo a scusarmi e a spiegare…

Mi pare che Jem sia sempre più teso e a disagio…mentre io sono tranquillo e vedo  che tra lui e suo padre c’è  qualcosa di irrisolto…è una strana, ma chiara sensazione…

Si inizia a bere e a mangiare…e le donne e i bambini sono curiosi di conoscermi e mi riempiono di sorrisi stupendi… anche gli uomini…ma un po’ meno…Gioco coi bambini e ci divertiamo a fare foto e smorfie varie… Spendo  davvero tanto…perché si prendono casse di birra che arrivano da uno scooter al buio e sigarette…e penso proprio che anche stavolta pago io per tutti…e magari ci hanno fatto anche la cresta…ma ancora una volta mi dico che va bene…ed ho comunque un’opportunità unica…sono strafelice di essere qui, adesso, con queste persone, in questo villaggio…e un prezzo bisogna pur pagarlo…e poi la mia testa sta già correndo… potrebbe essere una buona occasione per un’eventuale prolungamento o ritorno futuro, davvero come antropologo… e cercare di lavorare per un’eventuale etnografia visiva di qualche tipo…

Mi rendo conto che le donne del gruppo sono sparite…hanno mangiato per prime…defilate…e attorno al tavolo non compaiono praticamente mai… Provo anche a chiedere a Jem le ragioni di questo, ma velocemente mi risponde che hanno il loro posto  e le loro abitudini…

Usando il dizionario provo a scambiare un po’ di parole…è molto difficile…ma qualcosa viene sempre fuori…ed è utilissimo…specialmente in una giornata e in un contesto come questi…da “antropologo per un giorno…”

03 febbraio 2013

Abbiamo dormito tutti accostati sul pavimento dell’ambiente unico che costituisce la casa vera e propria…su in intreccio di asticelle di palma credo…o di bambù…

Sono l’ultimo ad alzarsi…quando proprio bisogna farlo…non posso stare oltre…sono le sei e mezza del mattino…help!!! Mi vesto e forse faccio appena in tempo a sciacquarmi la faccia quando è di nuovo ora di bere birra…sei e quarantacinque circa…Ohi mamma…non ce la faccio dai…pietà…ma si deve fare…va bene…finiamo le birre per colazione e ovviamente appena sono lucido abbastanza, capirò che questa volta si è trattato di uno scherzo…ma comunque le birre ce le siamo finite…

Poi riso come ieri, zuppette e pesce secco…anche se ieri sera invece c’era anche della carne a pezzetti grigliata…non male…

Ed è di nuovo ora di pregare per l’anziano ammalato…ed oggi c’è anche la visita di un monaco che viene apposta a recitare qualche verso per il nonno di Jem. Alla fine della preghiera mi mandano a salutare il monaco, a vedere il tempio del villaggio e a pregare con lui… Sono un po’ in imbarazzo…ma monto in macchina e vado  a portare goffamente i miei tre inchini al Buddha del tempio… Il villaggio è bellissimo…più in Cambogia di così non si può!

Più tardi faccio una passeggiata con Jem, Non e un altro abitante di Chan Toung per andare a vedere le foreste di caucciù. Poi si mangia ancora riso e ovviamente si ribevono altre birre…Mi sento male solo a ripensarci…All’una ( cioè le 13 ) ho pietà di me stesso…ed anche gli altri forse…così mi sdraio sull’amaca per risvegliarmi alle tre…Ari anda con la birra…riso…noodles…pesce secco e interiora di manzo (?) …

Sono in difficoltà…e sto bevendo da giorni come una spugna…

 Chiedo scusa a Jem perché non ho avuto modo di comprare un regalo per la sua famiglia…

Beh, ma perché volevi comprare un regalo?

Per ringraziarvi dell’ospitalità…

Ah beh…allora puoi comprare un mandolino per mio padre!

(ehhhh???un mandolino per tuo padre? Si si…darò un’occhiata a Phnom Pen poi…)

…ma l’avrà capito che non ho soldi? Cosa sta pensando di me? Dove vuole arrivare? Eppure non penso che ogni giorno porti il primo sconosciuto a casa sua…ma mi pare che sotto sotto non gliene freghi niente e forse con i soldi che ho già tirato fuori fino ad ora c’ho pagato molto più delle birre e del riso…del resto i prezzi per loro sono molto differenti e non ho modo di capire quanto vale e cosa ci fanno con un dollaro i locali…Poi per gli stranieri è tutt’un’altra storia…è chiaro…

 Ci fermiamo dal fratello del padre…cioè suo zio…per bere ancora…prima di trasferirci in un altro “baretto” gestito da altri parenti, per bere ancora una quantità smisurata di lattine di birra…Sono tutto rosso , sono “mezzo” da giorni ormai…

Quando finalmente rientriamo mi faccio una doccia…prima di mangiare ancora un po’ di riso…e poi andare a letto. Difficile dormire…ma riposo contento…

Oggi tra le altre cose un uomo del villaggio mi ha iniziato a insegnare kmer…mentre si beveva…e ci siamo anche divertiti…ma mi ci è voluto un sacco di tempo per memorizzare appena due parole…bellissimo…mi viene sempre piu’ voglia di restare…mi sembra tutto naturale…è stato tutto naturale…e sarebbe davvero un’occasione stupenda per un lavoro etnografico…

04 febbraio 2013

E’ il momento di lasciare la famiglia  di Jem…anche perché lui ed altri tornano in città…così io proseguo per Kratie…

Il piccolo villaggio non è niente di che, ma abbastanza carino e con una bella isoletta di fronte…che si sta sviluppando parecchio…nel bene e nel male…

Vado alla Star Guesthouse dove per tre dollari ho una stanza e un bagno luridi…Incontro una blatta e alcuni ragni…la luce del bagno non funziona e le prese elettriche un po’ si e un po’ no…

Faccio un giro per il mercatino, che costituisce il cuore del paese…e attorno al quale si diramano le poche strade dell’abitato…oltre le quali inizia subito lo sterrato di un paesaggio ancora tutto da gestire…

Per pranzo torno alla guesthouse, che fa anche da ristorante, e prendo pollo all’ananas e riso, mentre il receptionist mi ha convinto ad aspettare un tuk tuk alle due per andare a vedere i delfini del Mekong…

Così conosco Liz, australiana, Benton dell’Olanda e Matteo di Parma.

I panorami sono bellissimi e mi corrono accanto mentre chiacchiero con Matteo della sua esperienza in Australia…Per il tuk tuk spendiamo tre dollari a cranio e per il battello sul fiume sette dollari ( sempre a cranio)…Sti cazzi…Il barcaiolo in una giornata guadagna più di me…beh che ci vuol poco…ma ovviamente le attrazioni per gli stranieri le fanno pagare…

Qualche delfino lo abbiamo visto…sono bellissimi…e sono tanti…unici al mondo…per forma e colore…vivono nel Mekong e ogni tanto fanno capolino dall’acqua…ma riuscire a fotografarli è davvero impossibile.

Al rientro ci fermiamo a chiacchierare su un muretto che costeggia il fiume…soprattutto io e Matteo, che ha ventidue anni ed è innamorato di Sara di Roma.

Davanti a qualche birra all’happy hour, conosciamo anche una coppia di canadesi simpatici, prima di andare a cena nel ristorante di uno stronzo spagnolo che tratta malissimo la cameriera cambogiana, che lavora benissimo tra l’altro… mentre lui è rincoglionito e la riprende per errori che invece fa lui…

Tutti prendono pesce ma io che non ho voglia di cose col riso,  prendo maiale, verdure e baguette…con un frullato di mango.

Ci sarà ancora tempo per una birra con Matteo, prima di andare a dormire alle undici…In giro non c’è niente e soprattutto nessuno.

05 febbraio 2013

Quando Matteo mi bussa alla porta alle sette e mezza sono già pronto. Purtroppo però lo perdo di vista e non riesco a salutarlo, perché lui va a Phnom Penh, mentre io, con Liz, vado a Mondulkiri e ci vengono a prendere prima del previsto…

 Il viaggio in minivan è stato davvero impegnativo…ahahah…per usare un eufemismo…Siamo stretti stretti…e alla mia sinistra c’è una signora scalza…che a un certo punto appoggerà tranquillamente un piede sulla mia gamba…eh va beh…fosse pulito e profumato almeno… Odori difficili… poi beve e rutta allegramente…spingendomi sempre più a destra, perché la signora vuole stare comoda, così occupa il suo posto… più mezzo del mio…Gnà a fò più…pietà…ahahah…

 A Sem Monorom, che è il centro principale della provincia di Mondulkiri, io e Liz prenderemo una camera per tre dollari e mezzo a testa…

 Vorremmo prendere uno scooter e andare in giro, ma sembra impossibile…Sono tutti con le marce…fatti strani, ma per me non è un problema..imparo in un attimo…ma non vogliono spiegarmi come si fa e non ce lo danno…Di scooter semplici, automatici, non ce ne sono…Così optiamo per una mountain bike…ma quando torniamo ( nello stesso posto , perché è l’unico che le ha) il tipo ci dice “Ma perché non andate a piedi?” Si certo…per chilometri e chilometri di colline tutt’attorno e sali-scendi…Telefona al suo collega, che non è in zona… e quindi niente bicicletta.

Alla nostra guesthouse mi dicono che possono procurarmi uno scooter, ma scopro adesso che Liz non si fida di me… così io, che sono un gentiluomo, vado a piedi con lei.

Prendiamo una baguette per strada nella zona del mercato…che è stranissimo…davvero particolare…con incastri di tendoni e angoli completamente bui…

 Arriviamo alle cascate Sem Monorom (come il paesello) e facciamo un bel bagno, mentre sopra di noi ci sono adolescenti del posto che si tuffano da sei metri…

 Approfitto del tardo pomeriggio per lavare e stendere un po’ di magliette e robe varie.

 La sera andiamo al Green, di fronte al nostro ostello…ed l’unico posto appetibile, dove infatti troveremo tutti quelli che sono qui. Per variare un po’ prendo zucca con manzo e verdure…sempre con riso si intende…

 E’ prestissimo per noi…ma qui chiudono presto…e tutti vanno a nanna presto…E’un autentico villaggio…bellissimo…così come Kratie… E’ bello che ancora non abbiano stravolto i loro ritmi e la maniera di vivere per accontentare gli stranieri…

 Forza Cambogia!!! Tieni duro!!!

06 febbraio 2013

Dalla guesthouse riesco allora ad avere uno scooter per sette dollari…mi fanno vedere come si fa e ovviamente non c’era nessuna difficoltà con le marce…

Liz è andata per conto suo con un tour organizzato.

 Metto quasi tre dollari di benzina e parto… attraversando da subito chilometri di strada dove sono da solo, con il sole e la vista mozzafiato che sono lì solo per me…

Comincio dal Dak Dam village, passandolo finché la strada finisce in un rivolo d’acqua…Allora torno indietro e cerco Romnear 2. Attraverso le piantagioni di pini e il villaggio Putru, che consta di due casette appena…Mi fermo un attimo e un gruppo di persone mi fa parlare con  Pon,  che sa bene l’ inglese e mi indica la strada…Gli chiedo un caffè… già che ci sono…ovviamente l’avrei pagato…ma mi portano un bicchiere d’acqua…

Grazie, ma non la posso bere purtroppo…grazie lo stesso…è stato un piacere incontrarvi…

Sono già tutto rosso di terra e dato che le “strade” sono davvero pericolose e completamente sbriciolate, rischio di ribaltarmi ad ogni curva, dosso, fossa o avvallamento… In pratica…una giornata di motocross…con uno scooter a noleggio però…ahahahahahah… Libero…libero…e ancora più libero…

Per raggiungere Romnear 2 , devo tornare sulla statale per Phnom Pen e all’ultima discesa, parecchio ripida e curva, devo portare il motorino a mano, si scivola troppo…anche solo a camminare…rischio davvero di farmi tanto male e devo scendere lentissimamente…

Alla fine ce la faccio e arrivo a queste famigerate cascate di Romnear 2…che non sono niente di che… l’acqua non è nemmeno pulita, così non faccio  il bagno…ma solo qualche foto.

Da lì mi sposto a Putang…villaggio quasi fantasma…ma davvero bello…chiedo di vedere gli elefanti, come mi avevano consigliato…ma l’addetto mi dice che di elefanti ce n’è solo uno…e che adesso è andato alle cascate…ahahahahah…magari è quello sorridente che c’era ieri  quando io e Liz facevamo il bagno…ahahahahah.

Torno a Sem Monorom…e per strada metto un altro litro di benzina, per poi andare a rifocillarmi con una baguette nello stradone di sopra…su una panchina.

Dopo essere ripartito a macinare altri chilometri di spettacoli naturali, mi fermo alle piantagioni di caffè…C’è un bimbo da solo che beve una coca e che rimarrà nella mia macchina fotografica. Quando gli mostro le foto, sorriderà riconoscendosi…con un’espressione che non saprei davvero come definire…bella però…

Dopo aver incontrato Liz e le nostre vicine di stanza ( come godo!!! Io ci sono arrivato da solo con lo scooter…ahahahahah…), mi dirigo verso Pulung…dove chiedo a mille persone le indicazioni per le cascate…E ovviamente mille persone mi daranno mille indicazioni diverse…ahahah…le provo tutte…mi infilo in “strade” pazzesche, ma non riesco a trovarle…

Mi viene in mente una mattina a Phan Goulao…quando chiesi dove si fermava l’autobus numero 1 e la prima persona mi mandò di fronte a dov’ero…Da lì mi mandarono accanto…Arrivò l’autobus e l’autista mi disse “non è questo, devi andare di fronte”. Riattraversai e mi mandarono a lato…

Un idiota italiano che fa avantendré… Ma loro secondo me si divertono da matti…e se ci prendono per il culo…fanno anche bene a volte…

 Quando torno indietro incontro un gruppo di giovani operai che stanno costruendo la strada…meno male…qui ce n’è davvero bisogno…Uno dei tre mi saluta e mi sorride…Allora torno indietro…chiedo a loro…magari sanno qual è la direzione giusta…macché…zero inglese…e il mio kmer  va piuttosto male…ma comunque si riesce sempre a scambiare qualcosa che è molto di più di una richiesta d’informazioni, ed è stupendo così…fanculo le cascate.

 Quando arrivo restituisco lo scooter e dopo una doccia che cambia il colore della mia pelle, faccio un giro per il mercato con Liz, comprando banane e caffè.

Che facciamo adesso? Andiamo al Green…per uno shake al mango e poi restiamo direttamente a cena…

Incontro Paolo, il sardo, che mi dice che a Phnom Pen è stato con Ojer…sono contento…

07 febbraio 2013

Mi alzo all’alba dopo un’altra notte insonne, per ripiegare e sistemare velocemente i vestiti nello zaino e correre a prendere l’autobus alle sette e venti.

 C’è anche Liz…Ovunque si voglia andare da qui, bisogna ripassare per forza da Phnom Pen…E’stato un viaggio abbastanza apatico e alla sosta per il pranzo non trovo niente que me guste…così prendo un pacchetto di patatine…capitolato anche su questo…

Alle quattro arriviamo a Phnom Pen, dove i nostri destini si separano…Liz va da alcune amiche e io non so ancora che farò…

Offro una sigaretta all’autista del tuk tuk, che ne prende quattro o cinque da distribuire agli amici…fai pure…ahahah…

Ritorno al White River 2…tutto come prima…letto in dormitorio per cinque dollari…

Esco e vado a salutare i miei amici camerieri del bar del caffè…

Incontro Ka, che non è una macchina, ma un gentilissimo cambogiano che mi fa fare un giro con lui in scooter a vedere una zona della città che non conoscevo…oltre il ponte che conduce a una specie di isoletta…Ci sono uno stuolo di fast-food, il luna park e una serie di posti che i ricchi affittano per matrimoni e cerimonie varie…

Provo a chiedere ragguagli sul sistema economico, sui ricchi e sui poveri della città e sugli autisti dei tuk tuk…ma non ricevo molte informazioni…

Poi riportandomi in centro Ka si fermerà con me a farmi assaggiare uno Kmer beef barbeque…Non male…bevendo birra e chiacchierando…Sono solo sei dollari e pago io, anche perché lui quasi non ha toccato niente…Mentre usciamo dal ristorante un sorridente signore di mezza età mi ringrazia e mi sorride…mi stringe la mano…così ricambio i saluti piacevolmente sorpreso.

Chiedo a Ka se gli va di prendere qualcosa di dolce…e così accettando la proposta mi dice “però allora devi provare  i dolci khmer”… ma certo…ci sto…

E così ci sediamo accanto al mercato in un posticino che fa dolci sul marciapiede…mi affido a Ka e mi fa assaggiare un dolce con zucca a pezzi, uova, latte condensato, ghiaccio… è una specie di budino, che non mi entusiasma, ma non è male…Ne provo anche altri…ma non va proprio meglio…ahahah…

 Ci salutiamo ma io voglio andare ancora in giro…anche se mi viene malinconia…Volevo andare in qualche locale…ma giro e rigiro, guardo e riguardo, ma non riesco ad entrare da nessuna parte…se non nel letto a mezzanotte.

08 febbraio 2013

Appena esco provo a contattare Jem, ma suo fratello, Non, risponde al cellulare e mi dice che sta lavorando…Riprovo più volte ma stesso risultato durante tutta la mattinata…

Sono talmente ingenuo che mi sono messo davvero a cercare un mandolino per suo padre…così…anche solo per curiosità…per vedere se lo trovavo  e quanto costava…ma ovviamente non c’è in nessun negozio di musica e strumenti… e molto probabilmente non l’avrei nemmeno preso se ci fosse stato…

Fa caldissimo e per tagliare la testa al toro compro un po’ di cose per le sue bambine…colori, penne, carta, lavagnette magnetiche…

Mentre provo a rintracciare Jem vado a pranzo accanto al palazzo reale, dove trovo un posto interessante che propone qualcosa di diverso: frittelle grandi, croccanti  e unte, con dentro una specie di porri…buonissime…ci volevano davvero …

 Domani inizia il capodanno cinese…anche se per alcuni è iniziato già un po’ di tempo fa…Ma quanto dura poi sto capodanno cinese?

Così per questa ragione spostarsi è un po’ più complicato…non c’è il pick-up all’hotel…per una volta che mi serviva…e i prezzi sono più alti…Ma riesco ad ammortizzare la cosa andando a fare il biglietto direttamente alla stazione degli autobus.

Lì accanto c’è il mercatone centrale della città…è davvero bello…ne giro un pezzo e compro un po’ di cosette da regalare al rientro.

 Mi siedo sul lungofiume dove altri ragazzi là seduti iniziano a parlare con me, prima che lo stomaco mi faccia spostare nuovamente al posticino in cui ho pranzato… Prendo noodles con manzo, una birra e un caffè.

 Quando arrivo alla guesthouse vedo Jem e Non seduti al tavolo del bar che mi aspettano da un’ora o più…grazie al receptionist very smart… ma io li avevo chiamati tutta la mattina…Con loro c’è anche Calite, un ragazzo francese che, come tutti gli altri francesi (tranne uno)  incontrati durante questo viaggio, inizia subito a far sfoggio di tutta la sua  spocchia gallica e a far battute sull’Italia e gli italiani…

A me non me ne frega niente…però avete rotto i coglioni…voi e Napoleone…non fate un passo avanti manco per sbaglio…eccheppalle….

Ci beviamo una birra mentre do i regali per le bambine a Jem, che ci vuole portare a bere in un altro posto che conosce lui… Così con noi vengono anche Calite e il receptionist della Guesthouse…

 Al pianoforte c’è un tizio che suona musica cambogiana e ci sono dei microfoni in giro per i tavoli per far cantare chi vuole…Alcuni pezzi sono davvero tremendi…ma a loro piacciono molto…Poi canterà anche Jem…che un lato narcisistico ed esibizionista ce l’ha…e se la caverà anche bene, scegliendo un bel pezzo…non so…una specie di blues…

Birre a sfare e un piatto di pochi pezzetti di carne e verdure con un quintale di peperoncino fresco che penso sia il più forte che abbia mai provato in vita mia…Da non ripetere…

Jem è ubriaco e chiama delle ragazze scosciatissime ( saranno lì per caso?) che si siedono con noi…

Arriva il conto e arriva anche la rabbia…Il ragazzetto della reception mi dice “dieci dollari”…Io li metto subito…ma nessun altro mette niente…

No…adesso basta…aspetta…coglione sì…ma fino a un certo punto…Mi sono scocciato e non pago per tutti…Come minimo….ma proprio minimo minimo minimo deve pagare anche il francese…per il resto vediamo…Ma il furbastro dice che ha solo venti dollari e che magari paga il prossimo giro…No…io il prossimo giro non lo voglio…e voglio almeno cinque dollari di resto, adesso! E non bevo più!

Così si fa in questa maniera, pagando noi due separatamente…

Jem mi chiede soldi per una ragazza…No ascolta…le puttane poi non te le pago…adesso basta…Mentre quell’altro mi dice che le ragazze sono per noi…

Sono veramente incazzato, deluso, amareggiato…e se voglio scopare lo faccio come, quando, dove e con chi voglio io…e senza pagare…E non te la pago nemmeno a te che non hai capito niente…o forse sono io che non ho capito niente…ma quello che avevo te l’ho dato…mentre tu mi volevi usare da portafoglio e basta…

E ancora… non capendo quanto sia arrabbiato mi dice…give me 5 dollars, my friend…

No my friend…ho già pagato e basta così per me….

Al ritorno guida il tuk tuk come un indemoniato e mentre provo a capire qualcosa parlando col suo amico receptionist della guesthouse, dallo specchietto ci alza il dito medio…era per me? Era per lui? Non si sa…anche se a me dirà che non ce l’aveva con me… ma con l’altro…

Provo a parlargli, vorrei spiegare, vorrei capire, vorrei comunque che la cosa finisse qui…ma non c’è risposta e  ci porta in una discoteca dove vanno i locali… da cui me ne andrò ben presto perché non ha proprio senso continuare questa serata…

Decide di riaccompagnarmi, anche se io insisto nel distorglielo…la vince lui…e mentre guida continua a parlare…spacca una bottiglia per strada e dice che se avesse i soldi spaccherebbe tutto…

Vado a dormire dico…vado a dormire dice…e aggiunge “non preoccuparti per me”…

Non mi preoccupo per te… proprio per niente…

09 febbraio 2013

Mi sono svegliato alle sette…per caso…dato che un compagno di stanza faceva rumore. Ovviamente il receptionist smart, che non ha fatto altro che ripetermi che mi avrebbe svegliato, non l’ha fatto…e credo che non sia nemmeno a lavorare oggi…

Prendo un tuk tuk per un dollaro…di nuovo verso la stazione degli autobus…dopo essermi preparato e aver fatto lo zaino in cinque minuti.

C’è un caos smisurato alla stazione…oggi è davvero il capodanno cinese e non si capisce niente. Lo speaker annuncia il mio autobus…ci siamo…ma dice il numero sbagliato, e dopo averlo trovato per caso, alle otto si parte.

Dopo l’una arrivo a Kep.

Prendo un caffè nella piazzetta in cui si ferma l’autobus e poi cerco una sistemazione per quattro dollari, come ce ne sono tante indicate dalla guida…Ma per il capodanno cinese non si trova nulla a meno di sette. Ok…prendo un tuk tuk…perché Kep non ha un centro e le varie guesthouse sono sparpagliate tra larghe distanze.

Il receptionist compila subito una ricevuta da tre dollari e mezzo, così chiedo spiegazioni dato che la stanza ne costa sette…voglio dire…non farmela così spudoratamente sotto il naso…Ma lui subito si irrita e mi risponde male…Poi mi dice che comunque per sette dollari mi può dare solo una stanza rumorosa…dove accanto stanno facendo lavori di manutenzione. Dico che per me va bene lo stesso…La vedo…e scopro che è sporca, ma per davvero…e tutta da rifare…così solo allora mi dice che in quel momento le stanze pronte sono solo quelle da dieci dollari…Ma vai a quel paese caro…tu e il tuo ostello…Eddai….

Sono già a terra per quello che è successo ieri e questa…ora…non ci voleva proprio…

Mi sale una carogna pazzesca…ma devo cercare una sistemazione…I posti sono isolati e non ho voglia di prendere un altro tuk tuk…Sono anche stanco.

Tutte le altre guesthouse partono da 12 dollari…decido di andarmene.

Faccio il giro di Kep passando dalla strada costiera, fino a tornare dai ragazzi dell’agenzia che mi avevano chiamato il tuk tuk…giusto per dirgli come sono andate le cose e chiedere se c’è un autobus a breve per Kampot. E’ alle quattro e mezza…benissimo…aspetterò e andrò a Kampot oggi stesso…Sarei voluto andare alla Rabbit Island e fare snorkeling…ma non è proprio destino con questo snorkeling…ahahah…Pazienza…

Mi siedo sul muretto della spiaggia e dopo un po’ arriva una ragazza che mi dice : sit down one dollar…e io le rispondo : no, grazie…perché la mia mente malata aveva capito che voleva un dollaro per sedersi con me…della serie…è tutto intorno a te…ahahahahahah…Invece dovevo pagare un dollaro per starci io… seduto lì…perché c’è un tendone che ripara dal sole…Sono nero…e così mi sposto di un metro ad aspettare sotto il sole…

Alle quattro vado a fare il biglietto e poi mi siedo un po’ più in là, sul marciapiede…ancora sotto il sole…quando mi si avvicina un signore che sorridendo mi invita a stendermi su un’amaca all’ombra, nel piazzale coperto…Lo ringrazio ma resto sotto il sole…se un telo sospeso sulla testa che manco si nota costa un dollaro mi immagino un’amaca…

Con me c’è una signora che va a Kampot, ha sessantotto anni, è svedese e adesso vive in Messico. Da quando è andata in pensione si è trasferita là e viaggia da sola…Un mito…Mi darà anche indicazioni per il nuovo ostello che ha un dormitorio per tre dollari e poi la rincontrerò a passeggiare, ma anche di lei…non so nemmeno il nome…

A Kampot allora prendo un letto per tre dollari, mi faccio una doccia per ristabilire il contatto con questa giornata ed esco quando ormai è già buio. Cammino lungo il fiume e dato che sono le sette di sera e non mangio da ieri, mi compro una baguette per strada…che mi sembra la conquista della felicità…

In una libreria carina riesco finalmente a comprare anche un libro…Ho trovato Murakami tra l’altro, con un titolo che in Italia non avevo mai visto “ South of the border, west to the sun”…lo prendo a tre dollari…e quando rientrerò in Italia lo vedrò in bella mostra…fresco fresco nelle vetrine delle librerie…

Mi siedo sul muretto del fiume e alla luce fioca di un lampione riepilogo la giornata di ieri sul taccuino, mentre un gruppo di coreani sta uscendo per una gita in barca col buio.

Alle nove sono di ritorno all’ostello e vado al bar per consumare la birra gratis promessa al check in…Poi ne prenderò un’altra, con un hamburger e patatine.

Sono stanco e un po’ abbattuto…e Gordon, il barista scozzese, mi dice: la tua ragazza è andata con un altro?

No, non è andata con nessun altro… Ci siamo lasciati tre anni fa… Non è quello…sono triste perché credevo di aver trovato un amico, che invece pensava solo a prendermi dei soldi…

La ragazza seduta accanto a me è canadese…e mi dice che ha lavorato in Italia col Woof, a Pontassieve!!! Ma dai!!! E anche a Imperia…Incredibile!!!

Ci sono anche un signore tedesco che viene dalla splendida Amburgo e una coppia di francesi ( grrrrrrrr….) di Lione che domani va in Vietnam. Parlerò con loro in un’atmosfera che mi scalda di nuovo il cuore…col sottofondo di How to disappear completely dei Radiohead…che mi fa impazzire…

10 febbraio 2013

Mi alzo con comodo…fa un gran caldo…e dato che ieri non ho visto granché, oggi decido di noleggiare una bicicletta e andare in giro per le campagne attorno a Kampot. I paesaggi sono stupendi…Vado lungo il fiume, fino a dove finisce la strada, attraversando un villaggio dove tutti i bambini salutano e sorridono, come sempre.

Cambio poi direzione, restando sempre al di qua del fiume.

Verso le dodici e mezzo mi fermo accanto ad una specie di tempio nei pressi di un’ansa del fiume, dove posso sedermi su una panchina e vedere i monaci muoversi in silenzio. Una coppia passa in acqua col kajak, mentre io leggo il primo capitolo del mio libro, scrivo e scatto qualche foto.

Dopo quasi un paio d’ore decido di ripartire…anche perché un cane arrabbiato mi fa capire che è decisamente ora di andarmene…abbaiandomi insistentemente…

Tornando in centro faccio un giro al mercato e scambio subito qualche parola con un ragazzo venticinquenne di Kampot che ha un bimbo piccolo in braccio e vende pesce.

Sto per comprare uno smartphone, ma poi dovrò desistere perché ci sono mille problemi e nessuna sicurezza che funzioni effettivamente…peccato…

Mi rituffo nella campagna e passo per i campi di sale…che aprono la vista e il cuore…sotto un sole cocente.

Dalle case dei villaggi tutti mi salutano e m’illuminano coi loro sorrisi, così decido che mi fermerò dai prossimi che lo faranno…E non passerà molto tempo…

Mi fermo in una capannetta dove ci sono un sacco di bambini, qualche ragazzo e diverse donne che giocano a carte….Compro un caffè freddo, gioco coi bambini e ci divertiamo a fare qualche foto…

Pan Nam è un bambino sveglissimo…parliamo inglese…e poi ricambio lo sforzo provando io in Kmer…A quel punto tutti si divertono ancora di più…e pure io…mentre ridiamo dei miei strafalcioni di pronuncia…Poi contiamo da uno a dieci…prima in inglese…e poi in Kmer…Si… si…io ho trentatré anni…ahahahah…e Pan Nam forse dieci…e Peter Pan?…

I genitori di Pan Nam hanno il chioschetto e sono davvero carinissimi e ospitali.

Quando riparto vedo gli uomini dei campi di sale al lavoro…un lavoraccio…di muscoli e pazienza…Ne approfitto per fare loro qualche foto…

Sulla strada del ritorno un gruppo di uomini che sta bevendo birra mi saluta…Devo aver avuto l’espressione della fatica stampata in viso…Così mi fermo e, neanche il tempo di lasciare la bici in un angolo, mi ritrovo subito con un bel boccale di birra fredda in mano…Sono simpatici e già un po’ alticci…e quando voglio pagare non me lo lasciano fare… Ma devo ripartire…sono ancora lontano dalla guesthouse e fa quasi buio.

Dopo essermi lavato e preparato incontro Oskar, il mio vicino di letto, che dondola sull’amaca nel cortile…E’ olandese ed ha appena diciannove anni…anche se sembra più grande ed è già molto maturo, considerando l’età che ha. Così andiamo a mangiare qualcosa insieme, in centro, dove per quattro dollari a testa ci sfondiamo di ottima carne di maiale, morbidissima, con patatine e una specie di insalata russa.

Birre e chiacchiere a volontà…

11 febbraio 2013

Passo la giornata con Oskar…Dopo che lui ha fatto colazione e io ho bevuto un frullato di mango, iniziamo a camminare rilassati, senza meta.

Cerchiamo poi uno scooter, ma sembra davvero difficile trovarne uno…è già mattina tardi…e c’è di mezzo sempre sto capodanno cinese…

Ne troveremo uno… solo alle tre del pomeriggio…E’ un’honda tutto giallo…mentre gli altri che vediamo ovunque sono neri…almeno non ce lo perdiamo…ahahah…

Facciamo un giro al mercato dove io, affamato, prendo una baguette e gli faccio assaggiare il jackfruit…che ancora non aveva provato… Ha il sapore delle caramelle alla banana che si mangiavano da bambini, mi dice…

Ecco cosa mi ricordava sto jackfruit !!! Non riuscivo a trovarlo…ma ce l’avevo in testa…grazie!!!

Ci dirigiamo verso le cascate fuori città per fare un bagno e quando arriviamo la maggior parte dei cambogiani sta andando via…E’ già pomeriggio avanzato…

Ci inoltriamo per il sentiero che porta alle varie piscinette del fiume, ma poi lo perdiamo e quando lo ritroviamo abbiamo davanti a noi uno spettacolo di rocce e piscina naturale con tanto di fish doctor che ci si attaccano ai piedi e alle gambe…solleticandoci e mangiucchiando tutta la pelle morta…che detta così fa un po’ schifo, ma è rilassante da morire… e  tra l’altro in un sacco di posti li usano per fare appunto questo tipo di massaggio…ma noi oggi lo abbiamo gratis…ahahahah…bellissimo…

Alle cinque e mezza dobbiamo correre…perché il parco chiude alle cinque…

Stasera andiamo a mangiare una pizza  da Diego, accanto al Blissful, la nostra guesthouse…Diego è di Pescara…e si è trasferito qui da qualche anno, dopo aver già lavorato a Sianoukville per un po’…E’ in gamba e già mi dice…Guarda che la mozzarella non ce l’ho eh…Ma figurati… Lo so che siamo in Cambogia…ahahah…e non sono un italiano rompicoglioni.

Però gli è rimasta solo una pizza…Così la dividiamo e ordiniamo anche un piatto si spaghetti al pesto…preparato col basilico che la madre gli ha portato dall’Italia e che incredibilmente “ha preso bene”…è buonissimo davvero… e ha un profumo che più pesto non si può…

12 febbraio 2013

Io e Oskar prepariamo gli zaini, paghiamo il conto e riportiamo lo scooter. Alle dieci e trenta abbiamo il pick – up per Sihakoniville…ma il tempo passa e non arriva nessuno a prenderci…

Sono quasi le undici e alle undici parte l’autobus, così è il caso di telefonare.

Ci dicono che abbiamo prenotato per le otto, ma non è vero…chiaramente si sono sbagliati loro, ma intanto il nostro autobus è andato…Nel frattempo però la cosa ha avuto un risvolto positivo, perché Oskar si è ricordato che aveva lasciato tutti i suoi oggetti di valore alla reception…

Così ce la prendiamo comoda, e andiamo a fare colazione, tanto il prossimo autobus è di pomeriggio.

Facciamo un saluto ad Anna, l’amica cambogiana di Oskar, che sta con un ragazzo tedesco…Poi vengono con noi all’agenzia per chiarire almeno l’orario dell’autobus che prenderemo più tardi.

Prendiamo un tuk tuk per andare a sputtanare la giornata in una guesthouse con bar al di là del fiume, dove Oskar e Anna fanno una nuotata e giocano a biliardo…

Io oggi non ho voglia di fare niente…mi limito a stare seduto su una poltrona comodissima e a bere qualcosa.

Prima di prendere il minivan, abbiamo il tempo per un panino e un fruit shake

Quando arriviamo a Sianhoukville, col buio e in ritardo, ci lasciano in down town e per andare alle spiagge di Otres, il tuk tuk vuole dieci dollari…

Rifiutiamo e alla fine riesco a contrattare con due motorbike che accettano di portarci per due dollari a testa.

E’ davvero lontano…non credevo…ma alla fine ci arriviamo e troviamo posto, dopo due o tre tentativi, in un bungalow abbastanza disastrato e con i bagni messi peggio ancora…Ma da fuori è tutto molto d’atmosfera…

E’ buio parecchio…ma ci buttiamo subito in mare…ci sono pochissime persone e in acqua quasi nessuno, a parte il plancton fosforescente che sembra il riflesso delle stelle e che ad ogni movimento delle gambe e delle braccia esplode in una miriade di puntini e stelle lucenti che restano tra le mani e sulla pelle…

Non è che qui sotto c’è la discarica della centrale nucleare dove lavora Homer? Ahahahah…speriamo di no…

Quando la guesthouse sta chiudendo riusciamo a farci preparare un piatto di noodles…ma la tipa è veramente incazzata…tutto il tempo…ed è molto incinta…

13 febbraio 2013

E dopo un bagno d’obbligo anche la mattina nelle acque calde di Otres, noleggiamo uno scooter direttamente alla reception della guesthouse.  Vuole guidare Oskar…Ok. Vai piano…piano…ci son le buche…”porca puttana”….Ahahah…

What did you say? Ahahah…I said porca puttana…sorry…too spontaneous…take it easy with this scooter… You almost broke my back…Ahahah…

Andiamo in centro a Sihanoukville e ci orientiamo con la statua dei leoni…Vorremo prendere un kebab, ma è ancora chiuso. Scendiamo allora a Serendipity e ci sediamo da Nice Food…che ci sembra il posto più carino ed economico…e si mangia veramente bene. Prendiamo hamburger, patate, insalata greca e frullato di mango…ormai è un vizio…ma è spettacolare…

Ci prendiamo anche un caffè da Enrico, che è un amico di Diego di Kampot, ed è di Firenze! Ma dai! Una parete del suo locale è interamente occupata da una gigantografia del Ponte Vecchio.

Andiamo in giro con il nostro scooter che ci fa scoprire ancora un’altra bellissima spiaggia dove ovviamente ci si rituffa, prima di ripartire alla volta del mercato centrale dove ci dissetiamo con un ananas strepitoso.

C’è un battello in partenza che per dieci dollari porta per mare un gruppo di ragazzi carichi di birre…La tentazione di aggregarci è forte…magari ci pensiamo per domani.

E’ già ora di mangiare un’altra volta quando ci fermiamo ancora da Nice Food per un pad thai.

Dopo aver parcheggiato lo scooter in un angolo accanto al locale, andiamo a piedi verso le spiagge e ci fermeremo da JJ’S per free drink and shot…dopo i quali berremo ancora gratis grazie a un irlandese ubriaco…E’ la serata dei colori fosforescenti in tempera…quelli che si spalmano addosso e li vedi nel buio e non se vanno più via…Mi ritrovo dopo qualche minuto imbrattato dappertutto di arancione e giallo radioattivi…ahahah…è tutto un colorarsi a vicenda…chi ti chiede un disegno…chi approfitta della scusa per farsi mettere le mani addosso….ahahah…davvero divertente…Poi ci spostiamo in un altro locale dove si continua a ballare, prima di tornare a Otres con lo scooter e con un po’ d’ansia, perché ci avranno detto in dieci mila che di notte per la strada verso Otres scippano tirando giù la gente dai motorini…ma per fortuna è andato tutto bene…

14 febbraio 2013

Restituiamo lo scooter e facciamo il check-out. Riprendiamo le nostre cose e ce ne andiamo…sicuri che ieri sera qualcuno è entrato nel nostro bungalow…Abbiamo trovato il materasso spostato e una barra di legno sul letto…Ma pare che non manchi niente di importante…L’unica cosa d’interessante che hanno trovato e portato via è stata una bottiglia d’acqua…Ahahah…

Torniamo a Serendipity e ormai facciamo la nostra tappa d’obbligo al Nice Food…

Cerchiamo una stanza…e dopo qualche difficoltà ne troviamo una che ci va bene giusto nella strada perpendicolare, ma non c’è quasi mai la corrente, così chiederò uno sconto per il disagio.

Andiamo in giro e poi in spiaggia dove, dopo la nuotata di rito, andiamo a un’happy hour per qualche birra…con spiedini e patatine. Ma non possiamo rifiutarci di provare i calamari allo spiedo che  una signora vende per la spiaggia…Hanno un profumo pazzesco e sono freschissimi…Una vera figata…

Restiamo a chiacchierare sulle sdraio finché Oskar non vuole rientrare e riposarsi…Ma io uscirò ancora, per andare in internet e bere un succo di mango.

Si sta per avvicinare una tempesta pazzesca…faccio appena in tempo a rientrare e chiudere la porta per ascoltare al sicuro la pioggia più forte che abbia mai sentito…

15 febbraio 2013

Dormiamo tanto…ma ci voleva…così come una bella colazione da Nice Food…che questa volta mi tenterà con uova, bacon, wurstel, pane burro e marmellata, pomodori, caffè e frappé al cocco…La fame è fame…

Compriamo poi l’acqua e sbrighiamo un po’ di cose alla guesthouse, come panni da lavare, biglietti per Ko Rong e notti da pagare…

Senza aver fatto nulla di eccezionale, ma solo dormito, mangiato e pagato, ci ritroviamo alle diciotto e trenta di già…a bere una birra al Blue Moon, dove Oskar approfitta del wi fi e io scrivo, scrivo, scrivo…Ma qualcuno mi leggerà? Ahahah…beh intanto lo faccio per me…che me ne frega…

La sera ci prendiamo una pizza gigantesca e buonissima dagli italiani accanto alla piazza dei leoni…Lei è di Pesaro,serve ai tavoli e aiuta in cucina lui, che è di Bergamo e per essere in Cambogia ci ha fatto una pizza davvero strepitosa…

Siamo abbastanza stanchi…Oskar non si sente molto bene tra l’altro e così rinunciamo ad andare al mega festone sulla spiaggia di Otres…

16 febbraio 2013

Oggi si parte per Kho Rong…due ore di battello da Sihanoukville e poi…il paradiso in terra, o meglio in terra e acqua…Isola meravigliosa circondata da acque calde turchesi…

Cerchiamo velocemente una guesthouse…siamo tanti…e i posti sono pochi…addirittura c’è il rischio di non trovare nulla…male male si dorme all’addiaccio sulla spiaggia…

Accettiamo una stanza per 12 dollari, cioè sei a testa, dopo qualche tentativo…Non è il massimo, anzi…non c’è nulla di nulla…è fatta di tavole di legno giustapposte con intercapedini di due dita ognuna…ma va bene lo stesso…

Andiamo a fare colazione in un posto carino sulla spiaggia…gestito da ragazzi…sono tutti giovani e sembra un posto proprio tranquillo… Uova e bacon con sottofondo di Boy and Bear…yeahhh…

Io e Oskar ci rendiamo improvvisamente conto di avere pochissimi soldi entrambi…e qui non ci sono bancomat…e noi che vorremmo fare snorkeling, mangiare pesce e tante altre belle cose…maremma isolata!!!

Ci penseremo…adesso andiamo a nuotare alla spiaggia lunga…Lui vuole passare dal mare, per gli scogli….lo lascio fare anche questa volta…seguendolo…fino a quando non si arrende…come quella volta sul fiume a Kampot…poi perde la strada e si torna indietro…ahahah…il piccolo esploratore…

Passando per il sentiero vediamo alcune piccole iguanette colorate…troppo belle… e decidiamo che dobbiamo restare almeno un altro giorno…così dico “ dovremmo trovare cinquanta dollari a terra….” Ma dato che i nostri stanno finendo, per cena possiamo giusto permetterci una zuppa di noodles per un dollaro, nel posto meno caro dell’isola…Sedute accanto a noi ci sono due ragazze olandesi simpatiche e tranquille, con cui chiacchieriamo un po’…e che ci offrono di prestarci 50 dollari!!! Ahahahah…Unbelievable…ahahah…troppo carine… E così domani possiamo fare snorkeling…siamo ricchi….Ci spostiamo con loro sulla spiaggia a bere birre, con patatine e donuts finali…

17 febbraio 2013

Quando usciamo dalla guesthouse prendiamo subito un panzerotto al bar di sotto, gestito da due anziani francesi, di Nizza e Lione. E dopo aver preso anche un po’ d’ananas e mango freschi andiamo a fare una nuotata alla spiaggia lunga.

Torniamo per le 14…finalmente snorkeling!!! Con noi ci sono anche altre quattro ragazze…Come primo posto andiamo accanto all’isoletta di fronte, dove già qualcosa la riusciamo a vedere…Difficile risalire sulla barca…ma con l’aiuto della cordicella ce la faccio…anche se come sempre ho poca forza nelle braccia.

Subito dopo ci portano dietro Kho Rong, dove in un’acqua stupenda ci tuffiamo solo io e Oskar coi cambogiani…e lì non riesco a vedere quasi nulla.

L’ultima tappa, sulla spiaggia lunga del retro dell’isola, è il posto migliore dei tre…Vediamo un sacco di pesci bellissimi e di coralli…siamo vicini a riva e c’è un mondo pazzesco sotto il pelo dell’acqua…colorato e inaspettato…anche se certo non è la Thailandia…o la barriera corallina…ma come prima esperienza di snorkeling va benissimo…sono contento e resto a sguazzare fino alle cinque e mezza…

E ovviamente risalire in barca mi costa una fatica atroce…mentre uno dei due barcaroli si ammazza di risate…

Il cielo è proprio coperto…così non possiamo esattamente goderci il tramonto, ma i colori sono comunque pazzeschi.

Quando rientriamo incontriamo la coppia svedese che era a Sihanoukville nella nostra guesthouse! Adesso sono qui e per due settimane lavoreranno in un bar sulla spiaggia, in cambio di cibo, bevande e letto ( altrimenti detta…vitto e alloggio). Grandi!!!

Appena arrivati in camera mi sento strano…non bene…Prendo enterogermina ed echinacea…cerco di non pensarci…mentre andiamo a sederci per una grigliata di pesce ( che tanto desideravamo…) a tre dollari e mezzo…Ma dopo una piccola forchettata capisco che non posso mangiare, non ci riesco, sto proprio male allora…

Torno in camera e lascio Oskar “dispiaciuto” a mangiare tutto quanto…

Inizia così la mia serata in bagno…sulla tazza…ad intervalli di tempo davvero brevi, con in più forte mal di testa e continuo reflusso… per fare le cose per bene…eh…

Sono a pezzi…sarà stato il mal di mare sulla barchetta? Lo snorkeling? L’aver nuotato dopo un pezzo di pane e un po’ di frutta? Non lo so…ma non mi torna…

Che palle maledette!!! Proprio adesso!!! Mi passo una nottata allucinante…

 18 febbraio 2013

La mattina mi sento appena meglio, ma non riesco a bere e a mangiare niente.

Alle dieci c’è il battello…e lo soffro parecchio, anche perché è più piccolo di quello dell’andata e  il mare è un po’ mosso. Ci sono un sacco di facce conosciute, che c’erano anche all’andata o sull’isola…e ci sono anche le due olandesi.

Arrivati a Sianoukville prendiamo i biglietti per il night bus e preleviamo i soldi.

Incontro Benton, che era con me a Kratie.

Anche Oskar non è molto in forma, così decidiamo di andare a un cinema accanto all’ostello dove avevamo dormito…Vedo il gestore e così lo saluto e gli racconto dell’isola e che purtroppo abbiamo già dovuto fare il biglietto dell’autobus e non lo possiamo comprare da lui.

Andiamo al Nice food…bisogna che provi a mangiare qualcosa…provo con un po’ di pane e insalata greca…sembra funzionare…ma ho il terrore di stare peggio a breve…Non sto bene, né di stomaco né tutto il resto…

19 febbraio 2013

Arriviamo a Siem Reap di mattino presto, dopo la notte in sleeping bus. Non è stato terribile…stavolta sono riuscito anche a dormire un po’…

Troviamo una camera per dieci dollari, ma troppo tardi scopriremo che dal lavabo del bagno non esce acqua e non funziona nemmeno la luce…Alla reception sono pure un po’ stronzetti…della serie…ormai avete pagato e vi arrangiate così…

 Dopo la colazione in un posto very freak, noleggiamo subito le biciclette e iniziamo a pedalare verso Angkor Wat. Quando arriveremo ci faranno tornare indietro per fare i biglietti, a due chilometri, sulla strada parallela a quella che abbiamo preso noi…

Tra l’altro siamo già distrutti, debilitati e stanchi…e fa caldissimo…Non ci siamo proprio…non siamo in forma per niente…Oskar soprattutto…io pian piano mi riprendo…

Così facciamo solo una parte del piccolo circuito dei templi e verso le cinque e mezza Oskar rientra. Io resto ancora un po’…adesso mi sento bene e ho voglia di vedere un tempio al tramonto, anzi due…spettacolare…stupendo…E’ un posto magnifico…di una bellezza e una magia indescrivibili…

 Torno a Siem Reap con Elen, ragazzo malese simpatico incontrato al penultimo tempio…Sono contento…anche perché così non torno da solo al buio…

 Oskar è a letto, sta davvero poco bene lui adesso…Io devo mangiare qualcosa però, così esco per una pizzetta ed incontro Paolo il sardo…ma tu guarda…che sta ancora con quella chiavica francese…troppo antipatica…

 Vado un attimo in internet e chiacchiero un po’ con Lara su skype, ma alle undici la saluto in fretta e furia…devo andare a letto…sento che qualcosa non va…come se si fosse spento un interruttore nel mio corpo…Le mie gambe sono K.O., devo assolutamente raggiungere il letto e dormire…Mi trascino per inerzia, ma dopo una fatica immensa arrivo…ce la faccio…domani ci penserò…

20 febbraio 2013

Quando Oskar mi chiama per farmi alzare e lui è già quasi pronto, a malapena riesco ad aprire gli occhi…Mi sento un Picasso…con le guance compresse tra i denti ed ho come la sensazione che il mio occhio e la mia guancia destri  vengano spinti verso l’alto e quelli sinistri verso il basso…assurdo…

 Non riesco a parlare…faccio fatica anche a  respirare e se provo a sedermi sul letto mi sembra che tutte le costole si frantumino e mi taglino tutto quello che c’è lì dentro…allora mi ristendo…No panic…Oskar chiamami un dottore però…è proprio il caso…please

 Grave disidratazione…flebo, analisi, cazzi e mazzi…

Magnesio e potassio finiti…

E io che dopo l’episodio di due giorni fa credevo di essere stato bravo, di aver bevuto abbastanza e aver assunto vitamine, minerali e tutto il resto…Nada de nada…Oggi si paga il conto…Ma di cosa poi? Che è successo? Non lo so…Forse un batterio sull’isola…dato che anche Oskar da qualche giorno comunque sta così così…e per lavarci i denti abbiamo sempre usato l’acqua del rubinetto…Maremma virale…

Ventiquattro ore a letto…

Cerca di dormire e di non pensare! Non arrabbiarti! Passerà! Calma!

 Ma porca troia zozza!!!!Vaffanculo!!! Ecchecccosa!!! Proprio adesso che sono nel posto meglio di tutto il viaggio e sono alla fine!!! Eddai cazzzzzoooo!!!

21 febbraio 2013

Va un po’ meglio…mi alzo e mi lavo…grande conquista…

Così accetto la proposta di Oskar di prendere un tuk tuk e andare a vedere gli altri templi…Del resto ha ragione lui…in bicicletta oggi proprio non ce la potremmo fare…

 Finiamo il circuito piccolo…Angkor Tom, Bayon..

Ci fermiamo per un panino, finiamo poi il giro dei templi e compriamo qualche regaletto.

A Siem Reap faccio un giro al mercatino notturno e poi con Oskar andiamo a mangiare al giapponese…ce lo meritiamo…e ci tiriamo un po’ su di morale…Ma dopo cena lui sta di nuovo poco bene…

Io sono stabile.

22 febbraio 2013

Alle sette e mezzo devo partire…Saluto Oskar che resta ancora un po’ qui, mentre io devo tornare in Italia tra due giorni… Noooo….Non voglioooo…. E invece ormai ho il biglietto…Per ora si rientra…mettiti l’anima in pace…

 Alla partenza è il delirio più totale…Ci sono due autobus e per organizzarli ci mettono un ‘eternità, mentre siamo coi bagagli a terra sul marciapiede.

 Varie soste e poi ad una di queste a un certo punto scatta il “ cambio di biglietto per Bangkok”…ovvero…si prendono il biglietto e ci appiccicano addosso un adesivo tondo rosso…C’è già chi l’ha perso…a chi si stacca…Ma come… con questo si passa la frontiera? Si…quello è il biglietto… Voglio vedere come farà chi non ce l’ha…Poi ad alcuni aggiungono simbolini e lettere…Ma meglio non chiedere…ci si farà…

 All’uscita dalla Cambogia nessuno ci dice nulla…e non si capisce davvero niente…come al solito del resto, ma stavolta peggio che mai….

Non si capisce dove si deve andare…Perdo tutte le facce conosciute dell’autobus e mi ci vuole un po’ … prima di infilarmi nella fila giusta per attraversare il confine…

 Ci lasciano più di tre ore sotto il sole, tra le 12 e le 16 ovviamente…al Thai Check…e non si capisce perché…è un vero delirio…

E dopo un altro pomeriggio di estrema pazienza riusciamo ad avere sto timbro sul passaporto…

Thailand again…

Appena usciti c’è un tipo che ci mette un numero sull’adesivo rosso e ci fa aspettare di nuovo in strada. Sono con un teatrante canadese…Eric…anche lui alla fine del viaggio…verso Bangkok per riprendere l’aereo.

Facciamo un pezzo a piedi prima di essere caricati su un furgoncino che ci porta in un bar-ristorante. Anche se non ho fame prendo un pad thai dato che sono quasi le quattro.

Dopo un’altra eternità si riparte con un minivan (!) alla volta di Bangkok…

E’ una giornata pazzesca…Non si arriva più…Non finisce più…

Inoltre si fanno un sacco di pause per la benza, la toilette e diecimila 7eleven…dove ogni volta ci facciamo incastrare e compriamo qualcosa da bere o da mangiucchiare…

L’autista va come un matto…si vola…sento il pad thai che mi balla nello stomaco…la strada e la velocità non mi aiutano e ho sempre tutto sotto sopra…

Arriviamo a Bangkok alle nove e mezza…Ci lasciano a Khaosan, prendo la prima camera che trovo, una fetta di pizza, un gelato e mi vado a  spalmare sul letto.

23 febbraio 2013

Sto di nuovo male cazzo! Prendo l’imodium, poi il supradyn, l’enterogermina, il magnesio e il potassio che mi ha dato il dottore…acqua e banana…

Ma porca troiaaa!!!

Sono a Bangkok e domani devo salire su quattro aerei….Ma perché cazzo!!!

E poi a Bangkok non è mai destino che mi diverta come si deve…O tranquillità o sul cesso…E vabbeh…si si…prendila con filosofia…

Devo fare ancora mille cose e vorrei arrivare a Nizza sano e salvo anche…

E mi volevo divertire stasera….fanculo…

…Non succederà…davvero non è destino…un po’ surreale e assurdo…ma vabbeh…pace…

Ho comprato un po’ di minchiate cambiando gli ultimi soldi…

Cerco di fare il check-in on line ma non c’è verso manco con quello…ho solo la prima prenotazione…Butta male insomma…sul finale andiamo male…

 Vado al mercato del fine settimana …Bellissimo, enorme, stupendo che mi comprerei tutto quello che vedo come sempre, ma poi dopo bacchette, coppette e tovagliette, mi prendo uno shake di frutta e me ne vado. Sono stanco ed è impossibile girarlo tutto…

Faccio un giro a piedi e riesco dopo tanti tentativi a trovare un autobus…Yeahhh…Ci sono riuscito ancora…Questa cosa mi fa sentire veramente bene…Niente taxi, tuk tuk o motorbike…trovo il 507 che con 11 bath mi porta vicinissimo a Khaosan. Bravo! Mi darei un bacio sulla guancia se potessi…Ahahahah….Anche se la bigliettaia era acidissima e parlava male di me, del falang (straniero) appena entrato…

 Mangio un pad thai e vado a farmi una doccia, prima di deliziarmi con rotture di scatole in internet e anche per strada…

Sono in una di quelle giornate in cui mi dico che ci rinuncio a capire le persone…non ce la faccio…mi è presa male…

Bevo una birra in Khaosan e mi faccio un tatuaggio all’henné sulla schiena…osceno…in pratica è venuta una macchia nera indistinta…va beh…tra pochi giorni va via ( …spero…)

Vado al 7Eleven per prendere un succo e un po’ d’acqua prima di tornare in camera…Alle 5 devo partire per l’aeroporto…

Si rifà vivo lo scarafaggio enorme che abita sotto il mio letto…provo a dormire invano…

24 febbraio 2013

Ovviamente il tipo della reception che doveva svegliarmi non l’ha fatto…gliel’avevo chiesto due volte…but they don’t care, you know…Però gli faccio telefonare alla compagnia del bus, perché ancora non lo vedo…e non vorrei perdere l’aereo…

Dopo poco arriva il minivan…che corre corre corre e verso le sei siamo all’aeroporto.

Al check-in va tutto bene per fortuna, ed è tutto veloce e tranquillo…

Ho ricambiato i bath in dollari e quei pochi spiccioli che mi sono rimasti non bastano nemmeno per comprare un bicchiere d’acqua al bar…che è carissimo…più di un euro…Do loro tutte le monete che ho…ma sono meno di 49 bath…così mi danno un bicchiere di ghiaccio con dell’acqua da una tanica…L’assaggio e la lascio lì…Ha un sapore raccapricciante…Non vorrei cagare per tutto l’aereo…sai com’è…Ahahah…T’immagini….

 Il volo è tranquillo…a parte i rompicoglioni seduti accanto a me…Ahahahah…

Atterro a New Delhi sano e salvo e mi aspetta un ‘attesa di otto ore….

Leggo, girello, riposo, mangio un panino. Trovo un distributore automatico e compro l’acqua per dieci rupie…Me ne restano altre dieci…Prendo un’altra bottiglietta d’acqua…e  il distributore mi dà il resto di venti rupie. Ahahahah…Acqua gratis e in bottiglia…Ahahah…alla faccia del bar dell’aeroporto di Bangkok…Ahahahah….

Dai finestroni della sala in cui mi trovo vedo aquile volare vicine…Mentre a Bangkok dentro l’aeroporto c’erano i passeri che volteggiavano tranquilli…Mi chiedo che cosa penseranno degli aerei…

 New Delhi – Dubai, tutto tranquillo e cena speziata…All’aeroporto di Dubai non mi oriento bene…così… scoglionato, mi fermo su una poltrona per riposare un po’…Non l’avessi mai fatto…Mi addormento…

Quando arrivo al gate, quasi un’ora prima, hanno già chiuso. Nooooooooooooooooo!!!!!Non c’è verso…Non c’è più posto…hanno rivenduto anche la mia prenotazione…e hanno chiuso prestissimo e io, stronzo, dovevo arrivare prima…Mi attacco…Aspetto le otto e mezzo…C’è un altro volo per Istanbul…Mi imbarco, ma  non è stato facile  prenderlo e risolvere la situazione…

25 febbraio 2013

Non c’è niente per Nizza…

Devo restare e ripartire domani…

Provo a riprendermi almeno il bagaglio…Macché…Mi dicono che forse è già per Nizza…Ma come? Il bagaglio non viaggia sempre col passeggero? Non c’è modo di rintracciarlo comunque…Mi devo arrendere…

Vado in centro e trovo un letto in un ostello, dove conosco un siriano con cui parlo un po’ di quello che sta succedendo in Siria…Lui è riuscito a scappare e sta cercando un lavoro a Istanbul…Poco dopo ne incontro un altro, con cui chiacchiero di nuovo volentieri…e sa anche un po’ di italiano…Lui il lavoro l’ha trovato…Mi vorrebbe tenere a parlare per ore…ma deve lavorare in questo negozio…e io domani vado via…

Fa freddissimo a Istanbul…O forse sembra a me, dopo il caldo dell’Indocina…Ma comunque non ho nulla nel mio bagaglio a mano…e addosso solo una camicetta leggerissima…Va bene dai…mi vedo Istanbul se non altro…faccio qualche foto…Spero che almeno sto bagaglio non me l’abbiano perso…

Mangio il kebab peggiore della mia vita!!! A Istanbul!!! E l’ho pure scelto tra dieci mila!!!

Ho come la sensazione che da Kho Rong in poi sia tutta una serie di rotture e fastidi…che lentamente, inesorabilmente, ineluttabilmente…mi riportano alla realtà…alla mia vecchia vita…come a dire…il sogno è finito…bentornato….Ma è solo una sensazione eh…Io non ci credo affatto…No…no…E poi si sa…le cose vanno come devono andare alla fine…no?

 Bagaglio smarrito…a Nizza non c’è…

Si scoprirà essere ad Istanbul…e senza grandi danni me lo riporteranno a casa dopo qualche giorno…

———–

Conclusioni….

Vado con lo struggimento finale? Ma si dai…Un pochino ci vuole…Ahahah

 Al di là di quello che ogni volta ci spinge…quando viaggiamo siamo nudi..e siamo costretti a metterci continuamente in gioco, rivalutando istante dopo istante tutto il nostro sistema di valori…il nostro passato, il nostro presente e forse anche il nostro domani…

Viaggiamo per vedere il mondo…ma più che altro, per incontrare le persone che lo abitano e parlare con loro…e per alcuni aspetti la cosa è più facile…anche quando i nostri idiomi sono lontani anni luce…
Riscopriamo lati del sè che avevamo nascosto, perduto o rimosso in qualche modo…
Ci lasciamo andare alla vita…la dobbiamo cercare quotidianamente…ed è bello, anche quando costa fatica…e se non la troviamo arriva lei da noi…e mentre conosciamo uomini e donne e scopriamo luoghi e culture diversi, incontriamo davvero anche noi stessi…
Ci sorprendiamo, gioiamo, ci arrabbiamo anche, sudiamo tante magliette e ci piacerebbe che la vita fosse sempre questa…così…come questo concentrato di emozioni che è  il viaggiare stesso…un superconcentrato di vita…senza le nostre vecchie ansie e i problemi della routine.
Viaggiare è regalare amore puro…a chi lo merita…o a chi speriamo che lo meriti…anche se lo regaliamo incondizionatamente e con più facilità…ed è ricevere anche…ma che cosa lo si scoprirà magari dopo…guardando una fotografia…o gettando un paio di scarpe…

E’ nascere ogni giorno…camminare e improvvisare.

Viaggiare per me è costruire pezzetti di pace…

Mi piace pensare che abbia anche…ancora… questo senso…

Alessio Papalia

100_7930 tramonto

 

@genrico@

Vagabondo per natura, cittadino del mondo,appassionato di viaggi,reportage,fotografia, cultura asiatica e tibetana. Pagina ufficiale pubblica su facebook: https://www.facebook.com/lavitaeunviaggio

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