Ladakh in Royal Enfield: viaggiare sul tetto del mondo

Girare in lungo ed in largo tra i maestosi panorami mozzafiato Ladaki, sui passi carrozzabili più alti al mondo, sentirsi libero, guardare il cielo e la terra che in lontananza sembrano fondersi in un tutt’uno, l’aria fresca che entra nei polmoni, le bandierine colorate tibetane, le urla di saluto dei bimbi quando passi nei loro villaggi..gioia di vivere,emozioni uniche.

Tutto questo non con una moto qualsiasi, ma in sella alla mitica Royal Enfield.

Leh, settembre 2014, io e mio fratello, di nuovo qui, nella “nostra” terra che sta diventando la nostra seconda casa, o forse in una vita precedente era la nostra prima casa..troppe cose, troppi indizi portano a queste conclusioni; dal primo viaggio da viaggiatori incalliti che una volta arrivati in queste terre l’hanno amato di colpo,un colpo di fulmine..il Ladakh, il “piccolo Tibet” indiano, un amore coinvolgente.

Royal Enfield

La possibilità di visitarlo non come turisti ma come viaggiatori, di ritornarci, di entrare in sintonia con questo posto così speciale e di non essere più la stessa persona dopo aver visto la luna dall’altra parte del mondo (come soleva dire Mary Anne Radmacher), fa si che si cercano anche nuovi mezzi per scoprirlo..

La moto è sicuramente uno dei mezzi, ma in questo paese non vi è una moto qualsiasi, ma un mito.

Girare il Ladakh in moto vuol dire avere un contatto completo con ogni cosa. Non sei uno spettatore, sei nella scena, e la sensazione di presenza è travolgente.

Roberto Guala Enfield

Per parlare della Royal Enfield si parte da lontano, dai primi del ‘900..ecco le sue tappe più importanti:

La Royal Enfield nasce nel Middlessex, ad Enfield nel 1890 per produrre armi leggere e cannoni; si chiamerà “Royal Small Arms Factory” ..un inizio per niente motociclistico!

Nel 1898 monta su un quadriciclo un motore, il primo…che sembra funzionare, cosicchè tre anni dopo, nel 1901, viene costruita la bicicletta a motore Enfield di 170 cc. Non so se preferiscono i cannoni ma sicuramente ci prendono gusto con la locomozione e si divertono così tanto, che nel 1906 fondano la Enfield Autocar Company Limited con progetti di auto e nuove sperimentazioni sulle due ruote. Lo fanno così bene che, nel 1913, il motore di 425 cc. bicilindrico è una realtà vincente…..infatti continua a vincere per molti anni il mitico Tourist Trophy.
E le armi? nessun problema. Sul marchio dei bicicli appariva: “ci piace fabbricare armi”. Davvero, così era scritto. E tanto per restare in tema scoppia la grande guerra: qui non si scherza. La enfield produce un sidecar con tanto di mitragliatrice e pallottole di serie (e poi dicono del tutto compreso nel prezzo). Ne fornisce anche un altro che pensa alla gente. E’ un sidecar barella con tanto di cuscino e coperte. Sempre tutto di serie.

Nel 1924 una grossa commessa è della Enfield, quella della Royal Mail. Così, adesso, i sidecar enfield portano la posta in tutto il regno unito. non sempre brutte notizie.

Nel 1930 la Royal Enfield costruisce e fornisce a molti paesi motociclette con cilindrate da 125 cc. a 400 cc., a due e quattro tempi, a uno e due cilindri.

Nel 1948 la “Bullet” (pallottola) di 350 cc. vince la sei giorni di enduro con un prototipo derivato dal modello “g 346” dell’esercito britannico.

Nel 1953 la Bullet e’ di 500 cc. e nasce una leggenda che arriva sino ad oggi. Sempre nel 1953 la Meteor 700 che è bicilindrica, va tanto forte.

E’ degli anni ’60 la fantastica “Interceptor”, due cilindri, 736 cc., 195 km/ora. Sempre del ’60 la Crusader 250 cc. super five con cambio a cinque marce, nuova forcella telescopica e nuovi ammortizzatori.

Purtroppo gli anni ’60 vedono anche il declino dell’industria motociclistica britannica, incapace di rinnovarsi e contrastare le nuove “giapponesi” colme di tecnologia che proprio allora cominciavano a comparire sul mercato.

La Royal Enfield cessa in patria la produzione nel 1965 anche se la “Continental 250 gt” e’ una delle motociclette più richieste del momento. Ma questa storia non finisce male.

Qui entra in scena l’India…perché parte del patrimonio Enfield si era salvato nella colonia inglese.

Da tempo, infatti, le catene di montaggio della Bullet erano state portate in quel paese dove venivano costruite per l’esercito. Così le 350 e le 500 cc. sono costruite nello stabilimento di Madras (ora Chennai) dalla licenziataria produttiva fin dal lontano 1950.

Nel 2000 è produttivo un nuovo stabilimento a Nuova Delhi e il marchio è stato acquisito per intero. Le nuove Royal vengono esportate in America, Canada, Giappone ed Europa.

Ed ora siamo ai giorni nostri…Lo stesso mito continua a vivere, come una leggenda non toccata dal tempo: l’unica moto ancora dipinta meticolosamente a mano, costruita una ad una con la stessa passione di sempre!

Vi lascio con alcune foto delle nostre scorribande lungo le strade del Ladakh, sperando di avervi fatto venire la curiosità di farvi un giretto su una mitica Royal Enfield!

Vi invito anche a visitare il sito www.royalenfielditalia.net/ da dove ho preso notizie riguardo la storia della Enfield.

Enfield Guala

Enfield Guala

Enfield Guala

Enfield Guala

io

 

@genrico@

Vagabondo per natura, cittadino del mondo,appassionato di viaggi,reportage,fotografia, cultura asiatica e tibetana. Pagina ufficiale pubblica su facebook: https://www.facebook.com/lavitaeunviaggio

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